LUCIO MASCARDI, un rapallino da ricordare

LUCIO MASCARDI

un rapallino da ricordare!

2002, Riccione - Campionati Italiani Masters  - Medaglie e record con gli intramontabili(da sinistra):  Lorenzo Marugo, Carlo Gatti, Cristina Grugni, Lucio Mascardi e Alba Caffarena.

 

Una quindicina d’anni fa o forse più, con l’intento di proporre al pubblico di “Mare Nostrum” una ricerca sugli emigranti rapallini nelle Americhe, mi accorsi quasi per caso d’aver avuto, per tanti anni, come compagno di squadra nella RAPALLO NUOTO - MASTER, un autentico personaggio: Lucio Mascardi, un signore d’altri tempi… con un passato “straordinario” che era noto soltanto ai suoi familiari. Lucio era geloso dei suoi ricordi personali e pur avendo una memoria di ferro - era stato  archivista del Comune di Rapallo - non amava rivivere certi episodi che avevano  segnato dolorosamente la sua vita. Per la verità, Lucio, anche quando raccontava le sue imprese a volte veramente drammatiche, riusciva ad insaporirle con aneddoti succosi e ricchi d’ilarità, perché il suo umorismo era tale che, in qualche modo, doveva prevalere persino sulla ferocia dei tedeschi, sul freddo delle steppe russe e sui mitragliamenti a raffica dei tovarish che sibilavano a pochi centimetri dalla sua moto da bersagliere motorizzato. Lucio se n’è andato dieci anni fa, all’età di 88 anni, in  modo avventuroso, così come aveva vissuto, scivolando su una pietra mentre cercava funghi sul monte Aiona con i suoi nipoti. Lucio aveva collaborato ad importanti testate come giornalista sportivo ed era soprattutto un autentico campione di nuoto. Il suo record sui 200 rana è tuttora imbattuto ed è visibile sul display del sito della Federazione Italiana Nuoto.

 

Lucio Mascardi, nacque nel 1916 a Rapallo. Quando era ancora in fasce, come si diceva un tempo, emigrò con la mamma Clorinda Sbarbaro ed il papà Antonio verso il Cile, dove il nonno Tommaso era emigrato a fine ‘800 ed era morto prematuramente nel 1907 sulle Ande, in treno, per malattia. Anche Gerolamo, fratello della mamma Clorinda era emigrato in Cile nei primi anni del ‘900 ed aveva iniziato la sua attività negli Almacien, diventandone  proprietario, in seguito fondò una prima fabbrica di tessuti e poi un’altra ancora più grande a Tomé. Gli Almacien erano i supermercati ante litteram: c’era di tutto e per tutti, ma erano tempi difficili e quando si trovavano decentrati per ragioni strategiche, non mancavano le rapine e gli assalti  tipo far-west. La vita di questi nostri emigranti era improntata al coraggio, all’iniziativa ed alla sfida dei mercati. Gli Sbarbaro, fedeli alle loro origini costiere, fondarono anche una fabbrica di prodotti ittici, la SIAP. Questa società ebbe due rapallesi come soci: Gasparini e Peruggi. Queste fabbriche, per le note vicende politiche, vennero in seguito nazionalizzate e tanti sacrifici svanirono improvvisamente nel nulla. L’impegno, il coraggio, l’operosità di molte generazioni di emigranti, che portarono tecnologia, progresso, lavoro e amore per il “nuovo mondo”, s’immolarono sull’altare delle nuove infauste ideologie.

 

Il destino di Lucio, tuttavia, era stato scritto per essere compiuto sull’altra sponda dell’oceano.

 

“Tomaso di Savoia” – Lloyd Sabaudo /1907-1928)


“Re Vittorio” – N.G.I.  (1907-1929)

 

Nel 1919, tre anni dopo l’arrivo della famigliola in Cile con il p.fo “Tomaso di Savoia”, il padre Antonio moriva e la madre Clorinda, decideva di rientrare in Italia con il piccolo Lucio di 4 anni, contro il parere del fratello e di tutti gli altri parenti; tre giorni di treno sulle Ande e poi il triste imbarco a Buenos Aires sul p.fo “Re Vittorio”.

 

A quel tempo Rapallo era certamente più bella di oggi, ma la vita in Riviera non era  così facile e le opportunità di lavoro erano molte scarse e quando Clorinda, ancora giovanissima, rimase completamente cieca, per lei e per il suo unico figlio, il sopravvivere diventò ancora più difficile. Nel frattempo, le nubi nere del regime facevano presagire tempi ancora più duri e, con l’avvicinarsi della Seconda guerra mondiale, a nulla valsero le rimostranze di Lucio che si opponeva all’arruolamento per non abbandonare la madre in quella penosa condizione. Lucio era diventato un atleta: buon nuotatore-pallanuotista in estate, ed ottimo calciatore d’inverno, aveva un fisico robusto e la Patria, minacciandolo di diserzione, lo inquadrò inderogabilmente nel Corpo dei Bersaglieri.

 

Le truppe italiane inviate sul Fronte orientale Russo tra il 1941 e il gennaio del 1943

 

La Campagna di Russia era l’occasione per pagare l’obbligo morale che Mussolini sentiva nei confronti di Hitler dai tempi della non belligeranza.

 

“Il Duce era sicuro circa il buon esito dell’impresa e confidava nella potenza tedesca e nella scarsa capacità di resistenza sovietica” - Sosteneva Lucio che amava spesso analizzare, da storico appassionato, le vicende della 2° Guerra mondiale -“Mussolini ignorò la pur minima valutazione logistica e ordinò in tempi ristrettissimi la formazione e l’invio al fronte del CSIR (Corpo di Spedizione Italiano Russia) di cui feci parte insieme a più di 60.000 soldati italiani già operativi nell’agosto del 1941 sotto il comando del generale G. Messe. Nel giugno del 1942 questo Corpo iniziale  venne rinforzato ed inglobato in un secondo corpo di Spedizione chiamato ARMIR Armata Italiana in Russia”.

 

Dopo circa un anno speso a difendere un fronte di 270 chilometri lungo il fiume Don, Lucio riuscì a rientrare fortunosamente in Italia per le note ragioni familiari.

 

Giunto a Rapallo – mi raccontò Lucio - Ero intenzionato a rimanervi per sempre. Ne avevo già viste fin troppe… In un primo tempo mi nascosi nei boschi, poi mi consigliarono di darmi ammalato e, grazie al Dott. Bruno, riuscii ad ottenere due settimane di cure mediche, ma poi fui preso dai carabinieri ed inviato con la forza, per la seconda volta, sul fronte russo.

 

 

La situazione, quando rientrai nei ranghi, era ancora abbastanza stabile, poi, tra il dicembre del 1942 e il gennaio del 1943 si scatenò la grande offensiva invernale dell’Armata rossa. Fummo investiti in pieno dall’urto degli attaccanti e, inferiori di uomini e di mezzi, fummo costretti alla ritirata e a marciare per centinaia di chilometri nelle terribili condizioni climatiche dell’inverno russo. Il numero delle vittime tra i nostri soldati italiani fu di 84.830 tra caduti e dispersi; se sono ancora qui a raccontare questi fatti è perché durante la famosa ritirata, io e pochi altri compagni riuscimmo a salvarci rifugiandoci ogni notte nelle Isbe, (erano le case di legno dei contadini russi) dove c’erano solo donne, che ci sfamavano e poi ci ripulivano anche dei pidocchi ed altri insetti che ci torturavano peggio dei P.P.Sh (Pepescia) e delle baionette dei loro mariti in guerra contro di noi”.

 

Isba russa degli anni ‘40

 

La lunga notte buia di Lucio si concluse con lo svanire degli ultimi bagliori di guerra e, grazie alla sua forte fibra cominciò a costruire il suo futuro. Un posto in Comune, un felicissimo matrimonio con Rina, la nascita di Antonella e poi i nipoti Francesco e Tommaso. Una vita che è proseguita serena e metodica dopo il pensionamento e che iniziava ogni mattina con la visita al cimitero alla mamma Clorinda e alla suocera…. che aveva coccolato e protetto fino alla soglia dei cent’anni. Il suo giro giornaliero proseguiva poi con l’ormeggio della bicicletta vicino alla porta principale della parrocchia, un salto al Bar Colombo per salutare gli amici Nebbia e Gallo, un po’ di spesa al mercato e poi il rientro a Costaguta, nel suo regno, nel suo bosco sopra villa Sbarbaro, dove si era rifugiato durante la guerra, dove cercava funghi, dove si “allenava” con il suo fidato rastrello ogni giorno e con qualsiasi tempo. In questo suo paradiso, ogni tanto radunava gli amici, stappava il suo vino migliore e gli trasmetteva, inconsapevolmente, l’amore  per le cose “semplici” come la modestia, il culto per la famiglia, per lo sport e per tutto ciò che emanava con naturalezza da ogni suo poro: l’onestà pratica nel quotidiano e quella intellettuale nei valori etici e morali. Lo spirito religioso era per lui talmente naturale e scontato da non sentirne mai la necessità di esibirlo o nasconderlo.

 

Lucio è stato un grande maestro di vita!

 

Carlo GATTI

Rapallo, 22 Aprile 2014

 

 


Relazione ATTIVITA' MARE NOSTRUM 2013

RELAZIONE

Attività Mare Nostrum 2013

L’anno 2013 è stato ricco di eventi ed avvenimenti che, grazie anche all’attività culturale e promozionale portata avanti dalla nostra associazione, hanno particolarmente arricchito l’offerta storico-documentale dedicata alle nostre radici marinare ed agli appassionati  cultori di storia locale.

 

In linea generale vanno ricordati per il loro valido supporto promozionale il nostro sito sul web, il periodico Il MARE, il MUSEO MARINARO Tommasino-Andreatta ospitato presso la Scuola TTLLC di Chiavari e l’Associazione il SESTANTE di cui il presidente Giancarlo Boaretto é nostro socio.

 

Ciò detto si evidenzia il corposo elenco degli eventi realizzati nell’anno 2013.

 

19 gennaio 2013 alle 16.30

 

L'Associazione "Caroggio Drito" ha organizzato l’incontro sull'affascinante tema:

 

"Dall'antica Pompei alla Santa Inquisizione in Sardegna e in Liguria tra riti magici e stregoneria". Il nostro socio Marinella Gagliardi  é intervenuta insieme a E.Carta. Ha presentato la giornalista Silvana Gamberi Gallo.

 

29 gennaio 2013 alle 16.00

L’Associazione A Compagna ha organizzato l’incontro a Palazzo Ducale sull’avvenimento:

 

"Nave Locarno, un naufragio in salotto con la benedizione della Madonna di Montallegro"

 

Sono intervenuti i soci Emilio Carta e Carlo Gatti con una grande cornice di pubblico.

 

2 febbraio 2013 alle 17.00

 

La Lega Navale Sezione di Chiavari ha organizzato la conferenza sul tema:

 

“Chiavari sul Mare - Così era e così Cambiò” - CAMBIAMENTI DEL LITORALE DI  CHIAVARI NEGLI  ULTIMI 300 ANNI. Relatore il socio Ernani Andreatta che ha proiettato il primo DVD di un’opera che ne comprende ben 6, a cura del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta di Chiavari.

 

6 febbraio 2013

 

Mare Nostrum ha presenziato l’Expo SEATEC (AREA UNIMOT a SEATEC 2013) Rassegna Internazionale di tecnologie e subfornitura per la cantieristica navale e da diporto. A cura della Segreteria dell'ATENA di Spezia del cui fa parte il nostro socio di M.N. Marco Prandoni.

 

22 marzo 2013

 

Organizzato  dal Polo navale del DITEN dell'Università di Genova e da ATENA,  si é tenuto a Genova, nel Salone d'Onore di Villa Cambiaso, Via Montallegro 1 sul tema:

 

Organizzazione di un cantiere navale. Evoluzione e prossimi sviluppi. Dalle grandi ristrutturazioni impiantistiche alla diversificazione della produzione.

 

Ringraziamo il nostro socio Ing. Marco Prandoni (cuore pulsante della ATENA).

 

23 marzo 2013

 

Molti soci di Mare Nostrum si uniti agli amici del Sestante nella visita all’Accademia di Livorno, come sempre ben riuscita e ottimamente organizzata dallo staff del Sestante.

 

15 Maggio 2013

 

In concomitanza con l'inaugurazione dell'anno Accademico presso la  Scuola Telecomunicazioni FF AA di Chiavari, c’é stata  l'inaugurazione delle sale che hanno ampliato, in modo molto significativo, il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta, Per l’occasione é stata aperta al pubblico la Sala Storica delle Telecomunicazioni.

 

 

19 maggio 2013

 

Abbiamo presenziato presso l’Arsenale di Spezia, alla conferenza sul tema:

 

"PROGETTI INNOVATIVI DI NAVI CON PROPULSIONE LNG".

 

Ottima l’organizzazione a cura del nostro socio Marco Prandoni (Segretario della ATENA – Sezione La Spezia)

 

4 giugno 2013

 

Si é tenuta presso il Circolo Ufficiali Marina Militare – La Spezia la conferenza sul tema: INNOVAZIONI TECNICHE SULLE FREGATE FREMM.

 

13-23 giugno 2013

 

L'Associazione Cardiologica PUNNY ODAGLIA – Presidente Cav. Elena Lavagno Canacari ha organizzato per l’Ambito Cultura una MOSTRA dal titolo:

 

ARCOBALENO DI ARTISTI- MOSTRA COLLETTIVA MULTIDISCIPLINARE DEGLI ARTISTI RAPALLESILa Mostra, patrocinata dal Comune, ha avuto luogo presso la VILLA QUEIROLO. Mare Nostrum é stata invitata per esporre i libri dei suoi esponenti-scrittori: Emilio Carta, Carlo Gatti, Marinella Santi Gagliardi.

 

16 giugno 2013

 

PALIO MARINARO DEL TIGULLIO 2013

 

All’evento ha partecipato come organizzatore il socio Ernani Andreatta con il suo Museo Marinaro nelle quattro prove pogrammate dal 16.6 al 21.7

 

20 luglio 2013

 

Molti soci di Mare Nostrum hanno partecipato alla gita all’Isola del Tino, splendidamente organizzata dalla Scuola di Telecomunicazioni FF.AA. di Chiavari.

 

 

Programmi estivi:

 

Mare Nostrum é stata ospite degli organizzatori dell'Expo ed ha curato alcuni eventi che sono stati promossi pubblicitariamente e in forma gratuita attraverso depliant e pubblicità varie con la programmazione di tutti gli eventi.

 

Mercoledì 31 luglio – 10 agosto

 

Per IL COMITATO DIRETTIVO - EXPO-RAPALLO E TIGULLIO, Mare Nostrum é andata in scena all'Oratorio dei Bianchi presente il sindaco Costa, altre personalità, molti "vecchi" rapallini, testimoni e tanti soci-sostenitori che ci hanno supportato nella rievocazione dell’evento LOCARNO. E’ stata molto gradita la presentazione della pubblicazione: "LOCARNO, naufragio in salotto - Rapallo 3 gennaio 1961" che porta i nomi degli autori Emilio Carta e Carlo Gatti ed é corredata dall’eccellente DVD il cui autore é il comandante Ernani Andreatta. Il nostro socio-grafico ed esperto d’arte Claudio Molfino ha curato la parte fotografica della Mostra.

 

Il naufragio della LOCARNO appartiene ormai alla storia della nostra città e tutti coloro che hanno pochi capelli oppure sono canuti, ieri hanno spostato indietro le lancette del tempo di 52 anni provando le stesse emozioni, lo stesso stupore di quando videro per la prima volta "violata ed aggredita" la LORO PASSEGGIATA.

 

 

Sabato 3 agosto

 

Il Comitato Direttivo EXPO, per il Laboratorio Culturale inserito fra gli eventi dell'Expo,  ha organizzato presso la sala convegni del Gran Caffè Rapallo sul lungomare di Rapallo, un evento speciale con la partecipazione del poeta dialettale rapallese Mauro Mancini: una vera e propria sperimentazione culturale e insieme poetica.

 

I giornalisti Silvana Gamberi Gallo ed Emilio Carta hanno letto i versi di alcuni fra i più significativi poeti universalmente conosciuti: da  Hemingway a Prévert, da Quasimodo a Lorca, da Ungaretti e Carducci a Hughes e Jimenez. Gli stessi versi, tradotti da M. Mancini,  sono stati riletti dallo stesso in lingua genovese creando sicuramente un notevole pathos fra il pubblico presente.

 

Sabato 3 agosto

 

Nella stessa Sala convegni, nel pomeriggio della stessa giornata, si é tenuta la cerimonia per la consegna di un RICONOSCIMENTO ad un importante socio di M.N. Con giudizio unanime del Comitato Direttivo dell'Expo-Rapallo e Tigullio e dell'associazione cardiologica “Il Cuore” presieduta da Mauro Barra  é stato assegnato al giornalista Emilio Carta: il Premio "Scrivo con il cuore", per l'intensa attività giornalistica a favore dell'Anffas Villa Gimelli di Rapallo quale Direttore responsabile del periodico "Penisola".  Un riconoscimento destinato annualmente agli operatori dell'informazione liguri particolarmente distintisi nel settore sociale.  La rivista, diffusa a livello nazionale, si appresta a raggiungere la soglia dei 15 anni di ininterrotta attività e si occupa dei problemi dell'handicap, del sociale e della civile convivenza e del rispetto del prossimo. "Penisola" è nata grazie alla ferrea volontà del Presidente dell'Anffas Villa Gimelli, Rosina Zandano, che del trimestrale è anche direttore editoriale. Con lei ed Emilio Carta, unitamente ad un gruppo di preziosi collaboratori, tra i quali ricordiamo il comandante Carlo Gatti, la rivista ha ormai assunto un ruolo guida nel difficile compito di divulgare problemi e diritti dei diversamente abili che altrimenti resterebbero nell'ombra.

 

Emilio Carta é stato presentato dal medico pediatra Giorgio Mainieri, localmente responsabile dell'Unicef.

 

Domenica 18 agosto


 

Andreatta Ernani, Boaretto Giancarlo, Catena Nunzio, Gatti Carlo e Prandoni Marco hanno portato alcune peculiarità culturali della nostra Associazione in quel covo di Armatori, Capitani e Marinai che é LERICI, città natale del celebre Comandante Francesco Tarabotto. A lui ed al REX sono stati dedicati tutti i nostri applauditi interventi. Ottima l’organizzazione del Presidente Cristina Anastasi che ci ha accolti con grande ospitalità.

 

Per maggior completezza dei dettagli vi rimandiamo al sito di Mare Nostrum dove é pubblicata la locandina-programma degli interventi avvenuti nella serata.

 

Sabato 9 novembre

 

Mare Nostrum ha debuttato con l'inaugurazione della 32a Mostra annuale 2013 presso l’antico Castello di Rapallo. Grande affluenza di pubblico in Comune per la presentazione della 13a Pubblicazione alla presenza del Sindaco e dei rappresentanti delle Associazioni partecipanti, stampa e TV. Si é parlato diffusamente degli argomenti trattati:

 

- Cantiere di Riva Trigoso, il suo fondatore Erasmo Piaggio, i VARI di navi mercantili, il tragico varo della Principessa Jolanda, la figura di Francesco Tappani, rievocata e riabilitata dopo le false "leggende metropolitane" che lo avvolsero dopo il varo.

 

- Molto apprezzate le foto e storie delle Navi Militari varate a Riva T. - curate da M.Brescia e F.Bucca.

 

- Un vero rapallino: l'artista Luciano Bottaro é stato raccontato da E.Carta che al termine ha fatto consegnare dal Sindaco una copia della Pubblicazione alla moglie ed alla figlia dell'artista.

 

- La conferenza stampa si é conclusa con una applauditissima proiezione di un DVD del comandante Ernani Andreatta dedicata al Cantiere Navale di Riva Trigoso, al Capo Cantiere Francesco Tappani ed alla sua successiva carriera di Podestà di Chiavari. Molto apprezzata la storia "tormentata" della Colonia Fara.

 

Mare Nostrum ha confermato la sua vocazione nel riscoprire quelle  pagine di storia rivierasca che sono poco note o addirittura sconosciute.

 

 

Domenica 10  novembre

 

- Il secondo evento di Mare Nostrum dedicato al disastro della Costa Concordia. In pratica, é andata in onda una improvvisata “Recita Teatrale” basata su una serie di documenti prodotti dal regista E. Andreatta". Un improvvisato processo al comandante F. Schettino senza esclusioni di colpi.

 

E.Carta, Moderatore; C.Gatti, Pubblico Ministero; E.Andreatta, Perito di superficie; C.Boaretto, Perito di fondo (fondale); R.Donati nel difficile ruolo di Avvocato (d'ufficio) di F.Schettino.

 

Il dibattito ha avuto uno svolgimento graditissimo al numeroso pubblico presente che, immedesimato nel ruolo d'interlocutore/giuria, ha partecipato appassionandosi alla discussione sui vari PUNTI cronologici del VIAGGIO SENZA RITORNO  della C.C. Gran parte del pubblico avrebbe voluto continuare a formulare domande ed avere risposte ben oltre i limiti di tempo stabiliti. Presenti all'evento numerosi Comandanti, appassionati di mare e i nostri soci che ci seguono e sostengono con grande amicizia e stima.

 

 

Sabato 16 novembre

 

L’evento é stato dedicato ad una “conversazione”  con lo storico di memorie dannunziane Prof. Gian Paolo Buzzi:

 

"Navigare necesse est: d'Annunzio e il mare". Ne é emersa la gigantesca figura di Gabriele d'Annunzio intriso di acqua di mare, potente nuotatore dell'Adriatico, velista, diportista, cavaliere, culturista, poeta, drammaturgo, pubblicista, linguista, storico, politico, ultimo esemplare della “belle Epoque”, traghettatore dell'Italia dall'800 al '900, EROE militare, assaltatore, aviatore, amatore, e decine e decine di altre definizioni e situazioni sono emerse in modo che definire "piacevole" sarebbe molto riduttivo. Il "nostro" prof. G.P. Buzzi, socio della FONDAZIONE IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI, ci ha accompagnato, con la sua profonda conoscenza del VATE, lungo un percorso di storia, infarcita di aneddoti e riferimenti letterari che ci hanno coinvolto grazie soprattutto alla sua capacità di espressione forbita ma mai ricercata, talvolta profonda ma sempre chiarissima, attraente e molto simpatica.

 

Questa atmosfera é durata da quando ci siamo incontrati alle 10.15 fino alle 15.00 quando ci siamo lasciati dopo il pranzo a base di ravioli di Portofino, trippa ecc.....!

 

GRAZIE Professore della sua indimenticabile "CONVERSAZIONE"!

 

 

Domenica 17 novembre

 

Giunti al giro di boa degli EVENTI di Mare Nostrum 2013, c’é stato l’"incontro" con Stefano Risso. L'ingegnere, che ruota a tutto campo intorno al mondo marinaro, ci ha imbarcato sul HMS VICTORY e, servendosi di un ottimo power point, ci ha offerto un interessante "visita guidata" sostituendosi al "quartermaster" della nave-Museo che l'aveva sopportato......con le sue insistenti domande per tre ore e mezzo a Porthmouth (parole sue!). Il racconto dell'imbarco é risultato piacevolissimo,  Nitti ha saputo alternare la descrizione rigorosa della struttura, degli armamenti e degli alloggi a curiosità inedite sul numeroso equipaggio del VICTORY inondando Mare Nostrum d'aneddoti storici talvolta anche macabri e sanguinari, ma veri e quindi graditi perché si era ancora lontani dal pasto...

 

Grazie Nitti e complimenti per la tua competenza enciclopedica e per l'humor britannico che ogni tanto vai a rispolverare sul posto....

 

Sabato 23 novembre

 

E’ stata la volta dei nostri soci: Giancarlo "Gianca" Boaretto - Presidente del SESTANTE, Giampiero "Pighin" Barbieri, Enzo "Enzino" Gaggero - past President. Il TRIO si é esibito nell'ordine citato dopo aver diviso e alleggerito  il CORPOSO materiale accumulato: slide, power point, filmati di grande interesse sia per la qualità sempre ottima, sia per l'interesse degli argomenti. Il 1° conferenziere della mattinata: G.Boaretto ci ha intrattenuto sulla storia antica e moderna dei Fari e Fanali e, tra il serio ed il faceto, ci ha fatto viaggiare “idealmente” nel Mediterraneo antico e moderno portandoci da un faro all'altro, a bordo prima  di una nave oneraria antica, poi su una nave da crociera moderna che costeggia. Il 2° conferenziere Ing.Pighin, astronomo dilettante dal linguaggio matematico, ma “comprensibile” ci ha fatto invece viaggiare su percorsi STELLARI, tra una galassia e l'altra parlandoci di buchi neri e rivelandoci i significati dei colori delle stelle attraverso proiezioni d'immagini affascinanti dell'universo, davvero contagiose...e accattivanti!

 

Il 3° conferenziere, Enzo Gaggero si é assunto con molta bravura, passione e precisione il compito di STORICO illustrandoci le navi della M.M. che hanno portato, e portano nella versione moderna, i nomi delle costellazioni. Navi, stelle e molti aneddoti sulle "stellette" militari, sull'eroe Millo, sulle parate militari del 1962. Un panorama storico davvero interessante nei contenuti e nella rappresentazione effettuata con materiale di proprietà del SESTANTE ma anche proveniente dai Musei della della M.M. quindi originale e di primissimo ordine. GRAZIE E COMPLIMENTI ai nostri amici e soci del SESTANTE!!!!!

 

Sabato 30 novembre

 

Il giornalista, scrittore e documentarista subacqueo trapanese Ninni Ravazza, uno dei più noti esperti internazionali di storia e cultura delle tonnare del Mediterraneo, ci ha intrattenuti con: “La millenaria pesca del tonno non è solo mattanza, ma storia, passione, cultura, amore e rispetto per il mare e per la natura”. A questo vanno aggiunti valori come la tradizione e l'economia.

 

Lo scrittore ha ripercorso inoltre due decenni di vita vissuti assieme ai tonnaroli di Bonagia e Favignana.

 

E’ stato inoltre proiettato il documentario “La tonnara nascosta”, filmato realizzato dallo stesso Ninni Ravazza vincitore del Premio internazionale “Un video per un museo” della HDS sezione del Mediterraneo.

 

Domenica 1 dicembre

 

Per l’ultimo degli eventi in programma, Mare Nostrum ha presentato Carolina Birindelli presidente dell'Associazione Amatori Palio del Tigullio ed il libro: “Il Palio Marinaro del Tigullio 1936/2013. La storia” - Curato dalla stessa Associazione. E’ stato inoltre proiettato lo specifico filmato (DVD autore Ernani Andreatta) dedicato appunto alla storia del Palio. Emilio Carta ha presentato  gli autori: Ernani Andreatta, Andrea Ferro ed Enrico Paini.

 

NUOVI SOCI

 

Diamo il benvenuto ai nuovi soci di Mare Nostrum:

 

Comandante Mario PALOMBO – Comandante Carlo ARNOLDI – Capitano di Macchina Luciano BRIGHENTI – Giornalista e scrittore Renzo BAGNASCO – Ing. Stefano “Nitti” RISSO –

 

RINGRAZIAMENTI:

 

Rivolgiamo un particolare ringraziamento al Comandante Mario Palombo che ci ha tenuto costantemente informati, con la sua specifica preparazione nel ramo navi-passeggeri, sulla tragica vicenda della Costa Concordia, non solo, ma la sua esperienza ci é stata di valida guida nell’intricata panoramica dei problemi “marinari” che caratterizzano la nostra epoca.

 

Un particolare ringraziamento a tutti i soci che pur non rivestendo incarichi nel Direttivo dell’Associazione ci forniscono articoli, fotografie, DVD e collaborazione sul piano culturale in molteplici campi.

 

Ringrazio il Direttivo al completo per il lavoro svolto e quasi sempre oscuro, per la corposa dedizione di tempo alla nostra Associazione, non li nomino perché in questa relazione annuale compaiono spesso con il loro operato sul campo. Concludo ringraziando i soci che pur avendo cariche di prestigio in altre Associazioni non mancano di offrire supporti qualificati rappresentando, oltretutto, Mare Nostrum oltre i confini della cultura storico-marinara della nostra regione.

 

AVVISO: Tutti coloro che desiderino visionare gli “Eventi” di Mare Nostrum 2013 nei dettagli, possono entrare nel sito seguendo il percorso e cliccando:

 

Mare Nostrum Rapallo, Home Page, La bella Rapallo, Ricerca Articoli, Rapallo Arte.

 

 

Il Presidente

 

Carlo GATTI

 

 

 

Rapallo, Mercoledì 8 Gennaio 2014

 


MARE NOSTRUM 2013


Città di Rapallo - Assessorati alla Cultura

Mare Nostrum” XXXII Edizione

Modellismo navale, Arte, Storia e Tradizioni marinare

ANTICO CASTELLO SUL MARE

9 novembre - 1 dicembre 2013

orario: Venerdì, Sabato e Domenica 15-18 - Sabato 9 novembre e Domenica 1 dicembre: 10-12 / 15-18

chiusura: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì

IL PROGRAMMA

Sabato 9 novembre ore 10.30: Sala Consiliare

Conferenza stampa d’apertura della 32^ Mostra Mare Nostrum e presentazione della pubblicazione curata da Maurizio Brescia, Francesco Bucca Emilio Carta, Carlo Gatti alla presenza degli autori.

Domenica 10 novembre - ore 11: Centro Incontri del Gran Caffè Rapallo.Il giornalista E. Carta intervisterà i comandanti Ernani Andreatta e C. Gatti su: “Costa Concordia, il naufragio della marineria?” Proiezione di un DVD curato da E. Andreatta.

Sabato 16 novembre – ore 11 Centro Incontri del Gran Caffè Rapall. Conversazione con lo storico di memorie dannunziane Prof. Gian Paolo Buzzi che avrà per tema: “Navigare necesse est: d’Annunzio e il mare”. Proiezioni d’immagini d’epoca.

Domenica 17 novembre – ore 11 Centro Incontri del Caffé Rapallo. Conferenza “La vita e il cibo a bordo dei Vascelli” di Stefano Risso.

Sabato 23 novembre – ore 11 Centro Incontri del Gran Caffé Rapallo. Conferenza sui temi: “La tecnologia non può "rottamare" i fari e i fanali delle nostre coste” - “Che stelle quelle navi. Le navi con nomi di stelle e costellazioni” - a cura di T.V. Enzo Gaggero, il Prof. Giampiero Barbieri. Presenta Giancarlo Boaretto Pres. dell’Ass. Il Sestante. Proiezione di immagini di navi con i nomi di stelle e costellazioni e il mondo delle “stellette” sulle divise dei militari italiani.

Domenica 24 novembre - ore 11 Centro Incontri del Caffè Rapallo. Conferenza “Naufragio in salotto: la Locarno" di E. Carta e C. Gatti. Proiezione del DVD realizzato dal comandante E. Andreatta.

Sabato 30 novembre – ore 11 Centro Incontri del Gran Caffé Rapallo. Conferenza “La tonnara nascosta. Amore e morte fra le reti” La millenaria pesca del tonno non é solo “mattanza”, ma storia, passione, cultura, rispetto per la natura. Interverrà lo scrittore-sub dott. Ninni Ravazza - Proiezione de "La tonnara nascosta” vincitore del Premio Un Video per un Museo 2001 della HDS sezione Mediterraneo

Domenica 1 dicembre - ore 11 Presentazione del libro con DVD.

"Il Palio Marinaro del Tigullio. 1936 - 2013 - La Storia"

Introduce Emilio Carta - Voce narrante nel DVD. Presentano Carolina Birindelli, Presidente Associazione Amatori Palio del Tigullio e gli autori Ernani Andreatta - Andrea Ferro - Enrico Paini

Domenica 1 dicembre – ore 18 Chiusura e saluti agli espositori.

Sala Charlie – I Cantieri di Riva Trigoso

LE NAVI MILITARI VARATE NEL CANTIERE

DI RIVA TRIGOSO

Cacciatorpediniere lanciamissili Andrea Doria

A cura di Maurizio Brescia in collaborazione con Francesco Bucca. Questa sezione della mostra "Mare Nostrum", grazie al consueto apporto di immagini d'epoca e attuali (fornite dai più importanti collezionisti e fotografi navali italiani), illustra le numerose unità militari costruite a Riva Trigoso a partire dal 1927 che ai giorni nostri - come nel caso della portaerei Cavour, dei caccia lanciamissili tipo "Doria" e delle fregate tipo "FREMM" di cui è tuttora in corso la costruzione - proiettano la Marina Militare verso i suoi impegni e le sue attività nel futuro.

IL DISASTROSO VARO DELLA

“PRINCIPESSA JOLANDA”

di Carlo Gatti

Per quasi tutto l’800, Riva Trigoso fu un modesto borgo di uomini di mare divisi tra coloro che imbarcavano per il lungo corso su velieri mercantili, quelli che sceglievano la pesca a corto e medio raggio, ed infine il terzo gruppo, dedito alla costruzione di leudi, rivani e gozzi. Chi ha un po’ di salmastro nelle vene, sa che un qualsiasi rivano ha dato molto all’Italia sul mare, e dinanzi al suo patrimonio genetico occorre riflettere e fare chapeau. Il Cantiere navale di Riva Trigoso, grazie alla sua perfetta location, assorbì sia le maestranze locali, sia quelle dei cantieri rivieraschi in via d’estinzione. Questo ‘passaggio di consegne’ garantì, in ogni caso, la sopravvivenza di quel patrimonio di dati tecnici maturato da molte generazioni di costruttori navali. Grazie a questo intelligente connubio, Riva Trigoso diventò in breve tempo uno dei più importanti Cantieri Navali italiani.

Sala Charlie – Nuvole parlanti

Sala Delta – Astronomia

I FARI E LE STELLE, I VERI AMICI

DEI NAVIGANTI

a cura dell’Associazione Il Sestante

www.ac-ilsestante.it email: sestante_vg@libero.it

Sala Bravo - Documenti


A cura del presidente

Carlo GATTI






IL CANNONE DELLE GRAZIE

Seconda guerra mondiale

- I bombardamenti navali di Genova (cenni)

- Le difese costiere di Genova (cenni)

IL CANNONE BINATO DELLE GRAZIE (Chiavari)


Scorcio suggestivo di una batteria costiera che controlla ampi spazi della costa (Sp).

Genova viene attaccata dai francesi.

Il 10 giugno 1940 l'Italia dichiarò guerra a Francia e Gran Bretagna. Quattro giorni dopo, il 14 giugno 1940, una formazione navale francese, alla guida dell'ammiraglio Emile Andre Duplat,  attaccò Genova e Savona con improvvisi bombardamenti navali sulle città. In quella occasione, fu dimostrata  l’inefficienza della difesa costiera composta dalla:


Casamatta della Batteria Mameli

Batteria Mameli. Fu costruita dal Genio Militare nel 1935 sulle alture di Pegli a difesa del ponente della città di Genova. Ricostruita dalla Todt dopo l’8 settembre 1943. Materiale : cemento e acciaio. Armamento: 3 cannoni da 152/50. Occupanti: Wermacht.

Il pontone armato Faà di Bruno a Venezia durante l’installazione dei cannoni.

Pontoni armati semoventi: GM 194 (ex Faà di Bruno) armato con due pezzi da 381/40 in torre binata e sei pezzi antiaerei da 76/40,  due da 20/70 e due da 6,5 mm.  GM 216 armato con due pezzi da 190/45, due da 20/70 e due da 6,5 mm.

Treno Armato T.A.120/3/S ad Albisola

Treni armati che erano alle dipendenze dei locali comandi DICAT  e trainati da locomotive tipo 735FS o tipo 740 FS, in grado di trasportare il convoglio ad una velocità massima di 65 km/h.

Il primo gruppo di treni armati (T.A.) aveva base logistica a La Spezia e il comando operativo a Genova, a cui dipendevano i seguenti treni: T.A. 120/1/S a Vado Ligure, T.A. 120/2/S ad Albenga, T.A. 120/3/S ad Albisola, T.A. 120/4/S a Cogoleto, T.A. 152/5/S a Recco e T.A. 76/1/S (antiaereo) a Sampierdarena. Mentre il secondo gruppo fu destinato alle coste calabresi e siciliane.

Dopo la "Notte di Taranto" dell'11-12 novembre 1940, in cui la flotta italiana fu pesantemente danneggiata da un attacco di aerosiluranti britannici decollati dalla portaerei EAGLE, il resto della flotta italiana fu spostata a Napoli, che il successivo 8 gennaio venne a sua volta bombardata. La corazzata GIULIO CESARE, lievemente danneggiata, fu trasferita il giorno dopo a Genova per le necessarie riparazioni e, a fine di gennaio 1941, salpò per La Spezia.

Il trasferimento della flotta italiana nelle basi dell’Alto Tirreno non fu una felice idea, infatti, gli inglesi pianificarono di bombardare Genova proprio per dare un segnale alla Regia Marina che le navi italiane non sarebbero state al sicuro in alcun porto italiano. Genova fu scelta come obiettivo perché oltre Manica si riteneva che le tre navi da battaglia GIULIO CESARE, CAIO DUILIO e LITTORIO si trovassero ai lavori dentro le vasche dei bacini di carenaggio, o comunque in riparazione presso le officine OARN situate nella stesso ambito portuale. In realtà  era presente soltanto la CAIO DUILIO (danneggiata nella "Notte di Taranto"), ma gli inglesi, pur essendo stati informati di quell’unico obiettivo rimasto decisero, comunque, di procedere con l’Operazione Grog (Nome in codice).

Incrociatore da battaglia HMS RENOWN

Il 9 febbraio 1941, gli Inglesi attaccano Genova

Vista inoltre l’inconsistenza delle difese poste a difesa del capoluogo, il 9 febbraio 1941 gli inglesi fecero un affondo ancora più incisivo e potente dei francesi con l’invio della Forza H, che attaccò Genova mirando ai suoi impianti portuali, industriali e metallurgici.

La squadra navale inglese, comandata dall'ammiraglio James Somerville, era composta dall'incrociatore da battaglia RENOWN, dalla nave da battaglia MALAYA, dall'incrociatore leggero SHEFFIELD, da sette cacciatorpediniere e dalla portaerei ARK ROYAL.  Alle 8.14 la S.N.I aprì il fuoco da 19 km di distanza sulla città, sparando 273 colpi da 381 mm, 782 colpi da 152 mm oltre a numerosi altri di minor calibro. La RENOWN fu la prima ad aprire il fuoco cannoneggiando dapprima il Molo Principe Umberto, poi i cantieri Ansaldo spostando infine il tiro sulle rive del Polcevera, sparando in tutto 125 proiettili calibro 381, e 450 calibro 114. La MALAYA prese di mira i bacini di carenaggio e le navi nelle vicinanze sparando in tutto 148 colpi da 381 mm; lo SHEFFIELD sparò sulle installazioni industriali poste sulla riva sinistra del Polcevera in tutto 782 proiettili da 152 mm. Molti di questi di colpi centrarono l'abitato.

Da terra, risposero al fuoco senza alcun risultato di rilievo a causa della foschia. L'attacco terminò dopo appena mezz'ora, ma la risposta delle difese costiere fu inefficace soprattutto per la portata insufficiente dei loro cannoni rispetto alla superiore gittata di quelli britannici.

- La Batteria Mameli di Pegli sparò 14 colpi da 152/50

- Il Treno Armato T.A. 152/4/T di stanza a Voltri  con 23 colpi da 152/40.

- Il Pontone Armato GM-269 con 10 colpi da 190/39.

- Il GM-194, (batteria galleggiante) sparò solo 3 colpi da 381/40 x un'avaria all'impianto elettrico.

I DANNI:

-  Molti colpi raggiunsero la centrale elettrica e i bacini di carenaggio.

– Fu colpita la nave cisterna Sant'Andrea che stava entrando in porto.

- Furono colpiti moltissimi edifici civili e storici come la Cattedrale di S.Lorenzo, la Chiesa della Maddalena, l'Accademia Ligustica, l'Ospedale Duchessa di Galliera, dove trovarono la morte 17 ricoverate, alcuni palazzi all'inizio di via XX Settembre e l'Archivio di Stato. Una delle zone maggiormente colpite fu quella di piazza Colombo.

- Molti proiettili inglesi caddero in acqua (circa il 50%).

- Dei 55 piroscafi ormeggiati in porto, 29 furono danneggiati da schegge.

- Il piroscafo SALPI ricevette due colpi diretti (di cui uno da 381 mm).

- Il piroscafo GARIBALDI che si trovava in bacino di carenaggio, riportò tre squarci nella parte prodiera della carena per effetto di un colpo esploso all'interno del bacino.

- Il danno maggiore lo subì la Nave scuola GARAVENTA che affondò.

- Le due navi militari CAIO DUILIO e il ctp BERSAGLIERE, ai lavori, non furono colpite.

- Gli impianti industriali subirono danni non gravi. Mentre i fabbricati civili subirono danni maggiori. Alla fine dell'attacco si contarono 144 vittime civili, mentre i feriti furono 272.

- I danni materiali furono enormi. Il Comune dovette provvedere ad alloggiare circa 2.500 senzatetto presso alberghi e pensioni erogando vitto ed alloggio per 2.781.218 lire; aiuti in denaro per 955.289 lire; vestiti, scarpe, indumenti vari per 692.044 lire; articoli da cucina e masserizie per 315.374 lire; affitti per 77.765; mentre dalla "Cassetta del Podestà" vennero raccolte 1.472.649 lire a cui si aggiunse un milione di lire di contributo disposto dallo stesso Mussolini. Decine di abitazioni del centro storico furono vittima di crolli anche posteriori al bombardamento.

Nascono nuove difese costiere intorno a Genova

La severa punizione inflitta dagli inglesi ai genovesi, suggerì al Regio Esercito di correre ai ripari avviando la costruzione di tre nuove batterie costiere: la batteria di Monte Moro, la Batteria di Arenzano e la batteria di Punta Chiappa a Portofino, situate in posizioni elevate e in grado di coprire tutto lo specchio di mare antistante la città.


Batteria di Monte Moro-Genova con i serventi della Wehrmacht e della RSI

L’enorme Telemetro della Batteria Mameli – Genova

Tutte e tre furono munite con pezzi da 152/40, e le batterie di Monte Moro e di Arenzano, furono armate con i formidabili pezzi navali da 381 mm. su torre binata. Si trattava quindi di “casematte offensive” i cui locali erano chiusi da ogni parte eccetto quella posteriore che era semichiusa ed aveva il compito di scaricare i fumi e i gas dopo le bordate. Genova non fu mai più attaccata dal mare e non si ebbe  l'opportunità di vedere le potenti batterie in azione, mentre vi furono numerosi attacchi aerei che vennero fronteggiati dalle numerose batterie antiaeree posizionate tutto intorno al capoluogo.

Campagna d’Italia

L’occupazione tedesca – Nasce il Vallo ligure

Per “Campagna d'Italia” s’intendono le operazioni militari condotte dagli Alleati durante la Seconda guerra mondiale, dal giugno 1943 al maggio 1945, con lo scopo d’invadere il nostro Paese e costringere alla resa il Regno d'Italia, per rompere l’alleanza con il Terzo Reich.

IL 3 settembre 1943, tra gli Alleati e una rappresentanza del governo italiano fu firmato  L’Armistizio corto di Cassibile che fu ufficializzato  l'8 settembre. Immediatamente le truppe tedesche, coadiuvate dalla RSI, presero il controllo delle fortificazioni e delle batterie italiane, in molti casi sabotate dopo la resa.

Anche l'Italia, dopo quella tanto discussa data, dichiarò la propria cobelligeranza a fianco degli Alleati il cui obiettivo, dopo la liberazione della Sicilia, era la conquista dei territori dell'Italia centro-settentrionale occupati dalla Werhmacht  e successivamente passati, in parte, sotto l'amministrazione della RSI.

L'invasione della Sicilia (in codice operazione Husky) ebbe inizio il 9 luglio 1943 con la protezione degli aerei tattici di base in Tunisia. Questo fu il motivo che spinse il comando Alleato a preferire gli sbarchi in Sicilia piuttosto che in Sardegna. Le successive tappe dell’avanzamento Alleato sul nostro territorio della campagna dipendeva dagli Appennini, che avrebbero fortemente rallentato la mobilità delle forze meccanizzate favorendo per ovvii motivi i difensori.

Il comando supremo tedesco, a tale proposito, riteneva probabile uno sbarco Alleato nel golfo di Genova, più precisamente nella riviera di levante sulle spiagge di Chiavari, Lavagna e Cavi che avesse un duplice scopo: separare e isolare le forze dell’Asse nell’Italia centrale e bloccarne la ritirata a nord. Il problema da risolvere era quindi di rinforzare le insufficienti postazioni difensive esistenti.

Nelle settimane successive l'Armistizio (8 settembre 1943), giunsero in Liguria i reparti specializzati del genio: battaglioni divisionali del genio e dell' organizzazione Todt (OT) che si avvalse anche di molta manodopera civile italiana, regolarmente stipendiata, che fu incaricata di costruire le nuove opere difensive. L'OT disponeva sul territorio di due Oberbauleitungen (OBL),  (direzione superiore dei lavori) e, da queste, dipendevano i cantieri e le imprese di costruzione. I lavori di costruzione partirono immediatamente.

A Genova furono occupate tutte le postazioni costiere, molte delle quali furono modificate e munite di moderne artiglierie protette da bunker, tobruk a muraglioni antisbarco, ostacoli anticarro e cavalli di frisia posizionati lungo le spiagge e le alture.  Le foci dei corsi d'acqua, le spiagge, strade e ponti furono disseminati di migliaia di ordigni esplosivi. Al 31 ottobre 1943 le unità tedesche presenti in Liguria avevano ricevuto 148.000 mine anticarro ed antiuomo (38.000 alla 334a divisione; 40.000 alla 356a divisione e 70.000 alla 135ª brigata).

L’eventuale sbarco Alleato sulla costa ligure, nome di copertura: "Grete/Gustav" per Genova, e "Luise/Ludwig" per Livorno, fu motivo di preoccupazione per lo stato maggiore tedesco che temeva lo sfondamento delle difese tedesche nel settore appenninico, ultimo baluardo a difesa del Nord Italia. Pertanto, entrambi i settori furono oggetto di una scrupolosa pianificazione difensiva.

Il 10 settembre, il colonnello Nagel, comandante dell'87º corpo d'armata, ricevette da Erwin Rommel istruzioni per lo schieramento delle truppe a difesa della costa ligure. La 74a e la 94a Divisione di fanteria furono dislocate attorno a Genova e Savona, dove le gole collinari appenniniche, corrispondendo alle vie di comunicazione con l'interno, erano ritenute le più idonee tatticamente per uno sbarco Alleato e per la liberazione del nord Italia. A Savona, nei sedici chilometri di costa furono schierati due battaglioni. A Voltri, in sette chilometri di costa fu schierato un battaglione. A Genova, in venti chilometri di costa ben quattro battaglioni. Gli estremi orientali e occidentali della Liguria  erano ritenuti obiettivi di secondaria importanza da parte per gli Alleati.

Per fortuna Genova non fu mai più teatro d’incursioni navali; l'unico fatto d'armi significativo si verificò il 28 aprile 1945 quando la Divisione USA Buffalo proveniente dalla Garfagnana, liberò il caposaldo di Monte Moro che si ostinava a sparare nonostante la città fosse già stata liberata.

I tedeschi non trascurarono neppure l’ipotesi di uno sbarco Alleato sulle spiagge di Chiavari, Lavagna e Cavi di Lavagna, i cui alti fondali  ben si prestavano ad una rapida conquista della Via Aurelia e della Ferrovia che transitano, tuttora, a pochi metri dal bagnasciuga.

Le numerose “tracce” delle difese costiere in cemento armato lasciate dalla TODT nella Riviera di Levante per contrastare l’eventuale sbarco degli Alleati, sono visibili ancora oggi lungo tutto il litorale, come vedremo.


Interno di un “tobruk”


Le maestranze della Todt, in collaborazione con specialisti dell'Analdo, della Oto Melara e dell'Arsenale di La Spezia, allestirono nuove batterie costiere utilizzando l'abbondante numero di pezzi campali catturati al Regio Esercito dopo l'8 settembre 1943.

Lungo la Riviera orientale, la Wehrmacht fece costruire numerose tipologie di casematte. Le più note avevano forma cubica o circolare con una feritoia rivolta verso al mare da cui spuntava un cannone da 50 mm pronto a fermare gli Alleati sulle nostre spiagge. Molte altre casematte, che affiorano tuttora tra le sterpaglie lungo le spiagge, furono per lo più costruite con tre o quattro feritoie ed erano armate con nidi di mitragliatrici di vario calibro. Le casematte più comuni erano note con il nome di tobruk e s’ispiravano alle postazioni italiane installate durante la Campagna del Nordafrica. L'efficacia di queste piccole fortificazioni convinse i tedeschi ad adottarle anche per la difesa delle coste liguri costruendole in cemento armato e incassandole a terra con piccole “riservette” per le munizioni. Spesso i tobruk venivano costruiti anche per la difesa delle batterie di maggiori dimensioni, mentre altre particolari costruzioni in cemento armato, contenevano una camera di combattimento circolare, dov'erano presenti almeno quattro feritoie armate di mitragliatrici che sbarravano l'accesso alle principali vie di comunicazione litoranee e funzionavano da posti di blocco costieri.

IL CANNONE DELLE GRAZIE (Chiavari)


Un'idea della potenza di alcune "batterie tedesche"  ce la fornì il film I CANNONI DI NAVARONE” che fu girato nel 1961  in parte sull’isola del Tino (Spezia). La superba interpretazione di Gregory Peck, David Niven,  Antony Quinn, Irene Papas esaltò l’eroica “resistenza greca” mettendo soprattutto in evidenza la capacità organizzativa della Wehrmacht di trasformare il ventre di una collina in una  fortezza  inespugnabile, fornita di tutto ciò che serviva allo scopo: gallerie, depositi, cunicoli, ascensori, teleferiche, alloggi, stazioni radio, magazzini, abitazioni con relativa logistica, impianti telemetrici, idrofoni, stazioni d’avvistamento, ma dotandola soprattutto di potentissimi cannoni in grado di sbarrare il passaggio ad un'intera squadra navale.

Dubitiamo che esistano ancora i piani di costruzione della "Batteria delle Grazie", pertanto non sappiamo se lungo il pendio che scende dal Santuario sino al livello del mare ci sia una “collina spaccata” colma di verità nascoste, armi e depositi di munizioni, scheletri che gridano vendetta...!

Purtroppo, di questo sistema di fortificazioni costiere si sono perse molte notizie. Ciò che abbiamo raccolto su questo argomento si basa più che altro su scarne annotazioni  di qualche studioso locale e sui ricordi un po' sbiaditi di anziani in via d'estinzione.

Chi conosceva la verità é uscito di scena  con i suoi segreti. Chi é stato avvicinato  ha risposto con dinieghi, qualche ammiccamento e scarso interesse per l’argomento. Noi italiani siamo fatti così. Non amiamo la storia, neppure quella che ci tocca da vicino...

Alla fine di aprile 1944 furono dislocati a Chiavari un comando locale dell'Organizzazione Todt e quello della 1104a Sezione dell'artiglieria costiera dell'esercito tedesco (Heeres-Küsten-Artillerie-Abteilung 1104).

Il SIM dei partigiani diede notizia che nella Galleria delle Grazie (Salita delle Grazie di Chiavari) erano stanziati 5 cannoni, di cui si ignorava il calibro e la quantità di munizioni. Inoltre fu costruita una piazzola scoperta in calcestruzzo armato per un cannone con a fianco un osservatorio in cemento collocato sotto il Santuario di Nostra Signora delle Grazie.

Bunker - L'Organizzazione Todt realizzò tre casematte contenenti ciascuna un cannone, con annesso ricovero per 20 uomini.

Nidi di mitragliatrici - Furono allestiti i seguenti nidi di mitragliatrici:

1) - Due postazioni per mitragliatrici con annesso ricovero in calcestruzzo armato in grado di ospitare fino a 20 soldati.

2) - Due postazioni per mitragliatrice con ricovero in calcestruzzo armato per quattro uomini.

3) - Due postazioni per mitragliatrice con annesso ricovero per due uomini.

Nel mese di settembre furono sospesi i lavori in tutta la Riviera di Levante con l'eccezione di Portofino. I lavoratori furono obbligati a raggiungere il Veneto.

Alcuni interrogativi sull’agibilità e sul funzionamento dell’impianto rimangono quindi senza risposta:

- La postazione del “Cannone delle Grazie” era rifornita soltanto da terra (S.S. Aurelia), oppure  anche dal mare tramite sentieri più o meno nascosti come dimostrano le foto a seguire del tunnel e del montacarichi? (vedi anche la planimetria n.2)

- Quanto era vasta la superficie d'interesse militare?

La scelta dell’ubicazione del sito fu senza dubbio oculata, poiché la TODT tenne conto della vicinanza del Santuario che garantiva l’uso delle varie utenze: luce, gas, acqua e linee telefoniche, oltre alle ben note vie di fuga nelle varie direzioni. Riteniamo invece illusorio pensare che sia stato scelto quel sito per farsi scudo del Santuario da eventuali bombardamenti aereo-navali degli Alleati. Ciò che successe a Montecassino, al quartiere S.Lorenzo a Roma e in moltissime altre città vicine a noi, esclude qualsiasi forma di pietismo artistico/religioso.

Non sappiamo se questi appunti smuoveranno la curiosità di qualche “addetto ai lavori”, ma sappiamo con certezza che una gita al Santuario delle Grazie ed una scarpinata nelle fasce sottostanti, sarebbe motivo d’interesse storico-naturalistico per molte scolaresche e non solo. Per gli escursionisti c'é invece un comodo sentiero a tornanti che si snoda dalla postazione fino alla sottostante "spiaggia del sale".

Pini, ulivi, lecci e gabbiani, col sottofondo del mare che s’infrange sugli scogli, sono gli unici testimoni di un'evasione  dal caos cittadino.

IL SANTUARIO DI N.S. DELLE GRAZIE

Il Santuario delle Grazie (Chiavari) si trova sulla S.S.1-Via Aurelia  in un tratto in cui la costa scende ripida sul mare. La collina é ricoperta da fitta vegetazione. Il Santuario domina il mare ed è ben visibile ancora oggi dai naviganti come nel passato. L'odierna struttura fu costruita o ingrandita a cavallo tra il XIV e XV secolo e proprio a questo periodo è databile la prima citazione scritta del Santuario, un atto notarile del 1416. Ospita al suo interno il ciclo di affreschi di Teramo Piaggio e quello più importante di Luca Cambiaso . Quest'ultimo, collocato nella contro facciata, raffigura il Giudizio Universale, e risale al 1550.

31-05-1945 • Il Rettore Don Domenico Nicolini, chiede al Comitato di Liberazione Nazionale che il ferro e il legname, abbandonati nelle vicinanze dai tedeschi alla fine della guerra, siano assegnati al Santuario per la ricostruzione del piazzale e del portico gravemente danneggiati dal conflitto.

(Archivio del Santuario delle Grazie)

Riportiamo alcune interessanti testimonianze anonime:

La batteria delle Grazie venne approntata per essere distrutta ed abbandonata la mattina del 25 aprile. L'improvviso apparire delle avanguardie americane a Cavi indusse i tedeschi a rioccupare la posizione ed intervenire bombardando l'Aurelia. L'azione rallentò la progressione degli americani permettendo ad un grosso gruppo (la famosa "colonna Pasquali") di ritirarsi in direzione di Genova lasciando lo squadrone esplorante divisionale (della divisione Monterosa) a condurre un’azione ritardatrice sulla riva dell'Entella. Con l'approssimarsi del combattimento, la batteria non fu più in grado di supportare i bersaglieri battendo bersagli lungo la foce del fiume, cioè presentanti una notevole depressione. Nel pomeriggio i tedeschi abbandonarono definitivamente la posizione rimuovendo i congegni di sparo dei due pezzi sotto l'azione della controbatteria americana (598° FA Bn). I danni ancor oggi visibili sono stati causati dal tiro diretto degli Tank-Sherman e gli M-10 (Tank Destroyers)  che appoggiarono l'assalto del 2/473° lo stesso giorno”.

“.... durante il mio giretto esplorativo avevo avuto occasione di parlare con un residente. Mi aveva detto che l'ultimo (o gli ultimi) giorni di guerra i cannoni avevano sparato in mare per svuotare la santabarbara. Devo però precisare che il mio interlocutore, causa l’età anagrafica, non aveva vissuto personalmente l'esperienza. Potrebbe essere che l'evento si riferisca a guerra ormai finita”.

- ll Comandante della batteria delle Grazie, dopo la guerra, veniva a Chiavari a villeggiare, perché era una brava persona e, grazie alla mediazione di Don Edoardo Giorgi, alla fine dell'Aprile 1945, scaricò i cannoni in mare. Don Giorgi era segretario del Vescovo e nostro insegnante di religione e ci raccontò questo episodio.

Dal libro “Cosa importa se si muore” di Mario Bertelloni e Federico Canale (Res Editrice, Milano, 1992):

Mercoledì 25 aprile [1945]. (,,,) La signora Westermann, titolare dell'albergo in via Romana, dove tra l'altro i tedeschi sono di casa, si fa portavoce di una mediazione con il comandante della batteria. Questi, un austriaco, si impegna a non sparare purché non attaccato dai Gap o dai partigiani. Tutto sembra procedere nel migliore dei modi quando, verso le ore 15, il comandante della batteria del Curlo, tale capitano Campanini, ordina di aprire il fuoco contro le truppe alleate dislocate sul lungomare di Cavi. (...).

Il capitano austriaco, mantenendo fede alla parola, non ha dato alcun ordine. I suoi non ci hanno pensato su: è passato per le armi da un tribunale volante delle SS.

Gli alleati centrano un bunker sotto il santuario delle Grazie ma è come aver pescato un jolly perché non riescono a comprendere da dove arrivino le cannonate.

Giovedì 26 aprile. (...) Prima della ritirata, pionieri tedeschi minano le postazioni delle Grazie; sotto il Santuario c'è un'autentica santabarbara. Jan Zacher e Jan Wegner, [polacchi] dell'artiglieria germanica, evitano la distruzione della chiesetta; Wegner taglia con un colpo d'ascia il filo della carica prima che salti tutto in aria e con il commilitone corre a nascondersi. (...) I due soldati e un loro ufficiale si sono sempre comportati bene con la popolazione di Rovereto fino al punto di aver pagato i danni per un cane lupo ucciso per sbaglio. Nove anni più tardi (...) quell'ufficiale tornerà a Chiavari per ringraziare del trattamento riservatogli al momento della cattura (...)

Ringrazio il T.V. Enzo Gaggero per quest'ultima testimonianza.

Ciò che é ancora visibile e parzialmente visitabile.

Tra le opere militari costruite sotto il Santuario della Madonna delle Grazie, sono visibili parti di una batteria molto ben occultata e strategica, sia per la posizione collinare con ampia visibilità semicircolare, sia per la potenza dei suoi cannoni. Per quel che si può vedere dai reperti rimasti in zona, la batteria poteva essere rifornita via terra, ma anche via mare per mezzo di un elevatore ubicato presso una galleria a livello del mare. Sono inoltre visibili altri bunker per nidi di mitragliatrici e supporti per apparati di telecomunicazioni - Osservatorio munito di telemetro per il calcolo della distanza degli obiettivi. La zona é oggi ricoperta, quasi interamente, da detriti franati negli ultimi 70 anni a causa  delle piogge invernali e, naturalmente, per l’incuria dei proprietari del terreno. Non esistono segnalazioni che ricordino il "passato militare" di questa zona.


Vista satellitare sul ponente chiavarese. Il Santuario delle Grazie (cerchio giallo n.4) é sfiorato dalla SS.Aurelia  e segna l’inizio del pendio che scende sul mare nascondendo i resti della struttura militare germanica.

ALBUM FOTOGRAFICO DELLE OPERE INSTALLATE DALLA TODT SOTTO IL SANTUARIO DELLE GRAZIE A CHIAVARI.

Le foto, scattate dal portico del Santuario delle Grazie (Chiavari), mostrano l'ampia prospettiva che si apre tra Portofino e le spiagge di Chiavari, Lavagna, Cavi di Lavagna e Sestri Levante. Su questo litorale, la Wehrmacht ipotizzava lo sbarco in massa degli Alleati. Da questa posizione dominante, il cannone binato delle Grazie, con una gittata di 20 Km, era in grado di ostacolare questa operazione.

Nel 1944, su questa massiccia piattaforma poligonale alloggiava un potente cannone navale binato. Al centro di questo basamento si nota un’ampia apertura circolare, ormai ricoperta di terra e detriti, che conteneva sia l’ancoraggio che la struttura del brandeggio delle armi. Sono passati 70 anni e il rigoglioso pino marittimo che sale in piena salute dalla base dell’impianto, ci ricorda le parole di quella canzone: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni....”

La piazzola si erge su una serie di camminamenti sotterranei e locali destinati ad ospitare depositi di munizioni e armamenti. L'intero impianto era in collegamento con la galleria stradale che era a sua volta parzialmente utilizzata come caserma e deposito.


II possente basamento visto dal lato mare. Intorno al manufatto s'intravedono a tratti, sebbene  ricoperti da folti arbusti e spinosi cespugli di more, gli accessi ai depositi munizioni (murati e interrati) ubicati dietro il cannone, proprio sotto l'abitazione del curato. A levante dell’impianto sono ancora visibili gli effetti delle cannonate degli Sherman del 760° Tank Bn (Buffalo) che investirono la posizione il pomeriggio del 25 aprile 1945.

IL CANNONE NAVALE BINATO INSTALLATO DALLA WEHRMACHT SULLA COLLINA DELLE GRAZIE – CHIAVARI

In alto: Vista laterale dell’arma con le sue misure geometriche.

O.T.O 135/45 mm - 1937

In basso: Torretta del cannone navale vista dall’alto.


La Classe “Capitani Romani” disponeva di quattro cannoni binati O.T.O. 135/45 mm 1937. “Scipione Africano” é il modello raffigurato in questa ricostruzione.


Artiglierie dell’incrociatore italiano Scipione Africano

Una fonte attendibile sostiene che il cannone binato delle Grazie era lo stesso che fu installato sugli incrociatori della “Classe Capitani Romani” (2 x 135/45 mm) Mod.OTO-1937 visibili nella foto sopra. Quest’arma era considerata la migliore che sia stata costruita nella Seconda guerra mondiale. Avevano una gittata di 20.000 mt. ed era in grado di “battere” il golfo Tigullio, da Portofino a Sestri Levante.


Nel sentiero sottostante il basamento dei cannoni, ci s’imbatte in questo piccolo tunnel con curva a gomito a sinistra, che porta verso l'osservatorio scavato nella roccia.


Pochi metri più avanti, questa postazione delimita  il  sentiero verso ponente. Sullo sfondo della prima foto s’intravede il Santuario. Questa batteria prese parte ad azioni di fuoco per contrastare l'avanzata americana lungo la costa.

Il sentiero termina qui. Questi due basamenti (supporti) si trovano sotto il bunker con l’ampia feritoia ed appartennero ad un sistema più ampio di trasmissioni operative.

Chiavari 1937 – Rione Scogli  -

 

2010 – olio su tavola – 70x50  dell’artista chiavarese

Amedeo Devoto

 

La didascalia riporta il seguente fatto storico:

"La casa dove sono nato e dove ho passato i primi dieci anni della mia infanzia. Posta a ponente dell’attuale Colonia Piaggio venne demolita durante l’occupazione tedesca verso la fine del 1943 per edificarvi un bunker. Sulla destra si nota la galleria della vecchia ferrovia deviata più a monte nel 1908 e il pontone di “Penco” che costruisce la prima diga."

La casa natia di Amedeo Devoto fu demolita dai tedeschi per installare un Tobruk con deposito-armi. I resti di quello scempio sono visibili in questa foto.

Alcune interessanti planimetrie del 1944

(Per g.c. del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta di Chiavari)


La Planimetria n.1 di Amedeo Devoto riporta (in alto) la GALLERIA DELLE GRAZIE (S.S.Aurelia), (al centro) il Santuario N.S. DELLE GRAZIE e (sotto) il tratteggio della batteria con la scritta: “BUNKER CON CANNONE DELLA MARINA BINATO”.


La Planimetria n.2 di Amedeo Devoto mostra le opere difensive antisbarco. A sinistra sono leggibili le scritte: Galleria Vecchia – Deposito munizioni e cannone. Al centro: Muro antisbarco. A destra: Figo – Uliveto – Rudere – Bunker – Arenile.


La planimetria n.3 di Amedeo Devoto mostra le seguenti strutture costruite dalla Todt: a sinistra, il massiccio “muro antisbarco” quasi toccato dal “RELITTO DI UNA NAVE TEDESCA” arenata sulla spiaggia. Il muraglione antisbarco prosegue verso il centro del disegno mostrando un bunker e più sotto (nel punto più vicino alla spiaggia) una postazione per mitragliatrice. A destra, a protezione della costruzione n.3 é disegnato un tobruk per contraerea.

Dal libro  "I GATTI ROSSI" di Edoardo Torre - Una storia vera sullo sfondo del Tigullio - Edizioni INTERNOS.

Riportiamo: .... Ma, nelle notti di luna piena, le cose andavano diversamente. Allora, Edo e Gio, prendevano posto, comodamente seduti, fronte mare per godersi lo spettacolo. "Chissà se passeranno le bettoline" commentavano i due attenti al più piccolo suono. Le bettoline, così impropriamente dette, erano piccole imbarcazioni di circa una ventina di metri che trasportavano materiali e munizioni per il fronte. Quella notte il mare era una tavola, sembrava di cristallo ed il raggio della luna specchiato nell'acqua, si muoveva ed ondulava lentamente. Ad un tratto si udì distintamente provenire dal mare il ronzio cupo di motori. Un ton ton cadenzato, ovattato, ma inconfondibile. "Sono loro, stanno arrivando" dissero i due. Le bettoline solitamente navigavano lente, sotto costa, a poca distanza dal litorale, per tentare di eludere gli aerei che davano loro la caccia continuamente. Edo e Gio si fecero attentissimi; il cielo era stranamente silenzioso. Il raggio della luna inondò il tratto di mare davanti a loro mentre una piccola imbarcazione scura stava attraversando fiduciosa quella sciabolata di luce. Quand'ecco, con fragore violentissimo, come un turbine impetuoso sorto dal nulla, un caccia sorvolò le loro teste avventandosi sulla piccola navetta e inondandola di proiettili fiammeggianti sputati dalle sue ali. Edo e Gio fecero un salto sulle loro sedie e, sbalorditi, si  chiesero: "Ma da dove é uscito quello?". La piccola imbarcazione annaspò, cercò di difendersi sparando all'impazzata verso l'alto in tutte le direzioni. Mille fuochi traccianti squarciarono la notte. Il caccia fece un largo giro, poi si scagliò nuovamente sulla preda oramai in fiamme. Edo e Gio videro chiaramente i poveri marinai gettarsi in acqua per guadagnare la riva, mentre sulla loro nave parte delle munizioni stavano esplodendo. La bettolina si arenò sulla spiaggia vicino alla grande colonia: per tutta la notte si udirono i botti. Il suo relitto, irriconoscibile ed arruginito, per parecchio tempo sulla riva come testimonianza di una terribile notte di luna piena.

La planimetria n.4 di Amedeo Devoto mostra il “cuore marinaro” di Chiavari: Il Rione Scogli, con Piazza Gagliardo, ex Ciassa di Barchi, sede e scalo del Cantiere navale Gotuzzo che costruì 125 velieri a cavallo del ‘900. L'antica casa Gotuzzo (n.27) fu costruita nel 1652 e tuttora appartiene alla famiglia Andreatta-Gotuzzo. L’antica costruzione è intessuta della storia del cantiere che il proprietario, comandante Ernani Andreatta, coltiva con attaccamento e competenza. Il Museo Marinaro Tommasino Andreatta  era situato nella stessa casa padronale, ma da qualche anno, avendo acquisito un notevolissimo numero di reperti, si é trasferito nella Caserma delle Telecomunicazioni di Caperana-Chiavari.

- Un tobruk con postazione per mitragliatrice é riportata sul lato mare.

Nella parte occidentale di Chiavari sono tuttora visibili numerose tracce del sistema difensivo costiero realizzato dai Tedeschi dopo l'8 settembre. Alcuni tratti dell'esteso muro antisbarco che proteggeva la spiaggia, sono ancora presenti a levante, sia presso la foce del fiume Entella, sia in prossimità della ex Colonia marina Fara a ponente, come le foto che seguono ci indicano nitidamente.

ALBUM FOTOGRAFICO: Postazioni lato mare

"Dido" Caffarena, in questo pregiatissimo dipinto, ci riporta all'epoca dell'iniziale demolizione del MURO ANTISBARCO costruito dalla TODT dietro la spiaggia chiamata GHIAIA (geea) a Santa Margherita Ligure. Questo spazio "liberato", in estate é occupato dagli stabilimenti balneari. Sul lato di levante del muro c'era un TOBRUK semi interrato. Un altro bunker si trovava in porto, in fondo di via Favale, dove oggi si trova una stazione di benzina che forse in profondità usufruisce dell'antica struttura militare.

In questa foto del primo dopoguerra si notano le tracce di tobruk e muraglioni antisbarco sul lungomare di Chiavari (Arch.Andreatta)


1944 – 2014.  Sono passati 70 anni ...

Non tutti i bagnanti sono consapevoli che il sinuoso e affascinante litorale chiavarese, sul finire della guerra avrebbe potuto trasformarsi in un infernale TEATRO di guerra: il D-Day nostrano. Per fortuna quelle pagine di storia non furono mai scritte e le nostre spiagge continuarono a conservare i loro nomignoli originali fino ai nostri giorni, al contrario di quelli convenzionali usati dagli Alleati per esempio in Normandia: Omaha, Juno, Utah, Gold, Sword.... che ci ricordano chilometri di spiagge tinte del sangue di 10.000 anglo-americani caduti nelle prime 24 ore dello 'sbarco famoso' che liberò l'Europa dal giogo nazista.

Tracce di muraglione antisbarco

Le due foto che seguono mostrano il tipico nido di mitragliatrice antisbarco denominato Tobruk.

COLONIA FARA


La colonia Fara, intitolata alla memoria del generale Gustavo Fara é sita in via Preli a Chiavari e nacque come colonia estiva. La struttura fu commissionata dal Partito Nazionale Fascista nel 1935 come luogo e soggiorno di villeggiatura marinaro per bambini, da utilizzarsi prevalentemente nel periodo estivo. L'edificio è un esempio del Razionalismo Italiano. Una curiosità: l’impianto architettonico rappresenta un aereo con il muso verso il basso e la coda verso il cielo.

In questa foto si vede più nitidamente il profilo delle ali d’aereo

 


Estate 2013. La foto denuncia il degrado in cui versa la Colonia Fara. Resti del muraglione antisbarco sono tuttora visibili dove termina il bagnasciuga.


Il centro abitato di Chiavari termina qui. Sullo sfondo s’intravede la scogliera di Zoagli. Nella parte alta della foto svetta il Santuario della Madonna delle Grazie, sotto il quale era ben occultato il potente cannone binato antisbarco, la cui gittata (20 Km), dominava la prospettiva panoramica Portofino-Sestri Levante. L’arma era difficilmente identificabile, immersa com’era in quella collina fittamente ricoperta di macchia mediterranea che degrada dolcemente sulle spiagge sottostanti.

Si mormora che la “Batteria delle Grazie” sia poco estesa esternamente, ma molto articolata all’interno delle sue viscere. Questo inquietante aspetto é visibile ancora oggi a livello del mare, dove é visibile l’imbocco di una galleria che penetra nella collina, ma non é chiaro fin dove arrivi.

Prima dell’imbocco dell’accennato tunnel s’incontra questo tobruk che riporta la sua data di costruzione: 25.2.44

 


Rappresentazione di un tobruk armato del periodo bellico.

L’ingresso del tobruk é rimasto aperto

Proseguendo lungo il sentiero, si arriva ad una galleria forse abbandonata già nell'anteguerra in seguito a un crollo, ed in seguito utilizzata come ricovero per armi o deposito-munizioni. Sugli scogli prospicienti la galleria, sono visibili altri due tobruk, uno delle quali si é staccato ed é piombato in mare.

L'interno della ex galleria del treno con il “paraschegge”. La ferrovia fu deviata più a monte nel 1908. (Archivio Andreatta)


La parte superiore del tobruk caduto in mare si trova davanti all’entrata della galleria.

 

Ci troviamo in piazza Gagliardo, vulgo Piazzetta dei Pescatori. Nel 1944 i tedeschi erano fortemente intenzionati a demolire questa storica casa per sostituirla con un Bunker Antisbarco. La famiglia Gotuzzo si oppose con tutte le forze alla realizzazione di questo insensato progetto e, per fortuna, alla fine riuscì ad evitare il disastro. Il bunker, contenente un nido di mitragliatrici pesanti, fu costruito nella posizione da cui fu scattata la foto.

 

Il casato, oggi elegante abitazione della famiglia Ernani Andreatta, fu Sede e Sala a Tracciare del Cantiere Navale Gotuzzo.

La foto si riferisce alla bella meridiana sovrastata dallo stemma della famiglia Gotuzzo, opera di M. Vaccarezza (2001) in base ai calcoli del prof. R. Morchio (1994).

 

Declinante a ponente, è completa di lemniscata e delle iperboli che indicano la posizione del sole nei diversi mesi dell'anno, unite ai corrispondenti segni zodiacali. In basso, l'immagine della goletta FIDENTE (1922), "l'ultimo dei grandi velieri varati nel Rione Scogli dai Cantieri Gotuzzo ". Sotto, un nastro con il motto: "Chi g'à da fâ cammin o deve ammiâ ö tempo e ö bastimentö" (Chi ha da fare del cammino, deve guardare il tempo e il bastimento).

 

 

FRAMMENTI DI STORIA:

SBARCHI ANGLO AMERICANI  AVVENUTI IN ITALIA E IN PROVENZA

Il 9 luglio 1943 gli Alleati sbarcarono in Sicilia (Op. Husky). Le forze militari presenti nell’isola durante i 38 giorni di battaglia, raggiunsero la cifra di 320.000 uomini. Di questi, quasi 192.000 erano italiani e 65.500 tedeschi. Gli addetti ai servizi erano 60.000 italiani e 5.000 tedeschi. Il numero degli italiani uccisi fu di 4.678, mentre nelle file tedesche i morti furono 4.325. I prigionieri italiani furono 116.681, mentre quelli tedeschi 5.523. Alla fine della campagna di Sicilia, si registrarono tra le truppe italiane 36.072 dispersi, mentre tra quelle tedesche 4.583. Gli Alleati lasciarono sui campi di battaglia 2.237 soldati americani e 2.062 britannici. I feriti americani furono 5.946 mentre quelli britannici 7.137. I prigionieri statunitensi furono 598, quelli inglesi 2.644 (tra cui molti dispersi). I soldati che in Sicilia si ammalarono di malaria furono 9.892 americani e 11.590 britannici.

SICILIA 1943 di Ezio Costanzo. Ediz. Le Nove Muse Editrice. Quarta edizione - 2007.

Il 9 settembre 1943 gli Alleati sbarcarono nel golfo di Salerno. Al termine della Campagna militare Avalanche, le perdite furono ingenti: gli Alleati persero 2.009, i dispersi 3.501, i feriti 7.050. Le vittime per l’Asse ammontarono a 3.500.

Il 22 dicembre 1944 gli Alleati sbarcarono ad Anzio e Nettuno. Nella Campagna militare Shingle di Anzio gli americani della 5ª armata persero circa 30.000 uomini tra morti feriti e dispersi, 12.000 le perdite inglesi (i reparti dell'8ª armata) contro le 25.000 perdite tedesche. Il risultato ci fu: Roma venne conquistata, ma con un ritardo inspiegabile, ci vollero oltre 4 mesi per compiere i 50 km che separano Anzio dalla capitale, al costo di ingenti perdite probabilmente evitabili.

Il 15 agosto 1944 gli Alleati sbarcarono in Provenza. Campagna militare Dragoon. Tra le ore 2 e le 4, paracadutisti e truppe aviotrasportate britanniche ed americane scendevano nella valle dell'Argens, alle spalle di Cannes e di Tolone, tra Le Muy, Brignoles e Draguignan. Alle ore 7 circa 1.300 apparecchi anglo-americani bombardavano violentemente le difese costiere tra Cannes e Tolone e dopo un'ora di martellamento le prime truppe americane prendevano terra tra St. Tropez e St. Raphael; circa 12 miglia a sud ovest di Cannes, incontrando scarsa resistenza. Il massiccio spiegamento di forze Alleate fece ripiegare le forze dell’Asse in più direzioni. Questo fu il motivo che tenne molto basso il numero delle vittime.  Più ad occidente, presso Hyères (due miglia ad est di Tolone) sbarcavano reparti di  commando americani e francesi.

Uno dei vantaggi dell'operazione fu la presa e l'utilizzo del porto di Marsiglia. La rapida avanzata alleata dopo le Operazioni Cobra e Dragoon rallentò fino ad arrestarsi nel settembre 1944 a causa di una carenza critica di rifornimenti. Migliaia di tonnellate di materiali vennero deviati a nord-ovest per compensare l'inadeguatezza delle strutture portuali e dei trasporti terrestri nell'Europa Settentrionale. Le linee ferroviarie della Francia meridionale vennero ripristinate, nonostante i gravi danni, verso il porto di Marsiglia e diventarono un'importante linea di rifornimento per le truppe Alleate in avanzamento in Germania, fornendo circa un terzo di tutto il fabbisogno dell'esercito.

Da queste brevi note s’intuisce che un eventuale sbarco degli Alleati sulle nostre spiagge della Riviera di levante avrebbe accelerato la conquista del porto di Genova ed impedito la ritirata dell’Asse verso nord, accorciando di conseguenza il conflitto di molti mesi.

Quanto ci sarebbe costata questa operazione in termini di vittime umane,  distruzioni di opere pubbliche, di abitazioni civili, paesaggio ecc...?

E’ meglio soprassedere! Ma ognuno, leggendo le brevi note sugli sbarchi Alleati in Italia e in Provenza, a noi vicina, può farsene un’idea dal numero delle vittime,  e non potrà che ringraziare la Madonna delle Grazie ed anche quella di Montallegro...

Ringraziamenti :

Ringrazio l’anonimo autore degli “scatti” effettuati alle opere militari sull’impervia scogliera del ponente chiavarese e per averli postati sul web come contributo alla divulgazione della nostra storia locale.

Ringrazio i giornalisti-scrittori Mario Bertelloni e Federico Canale per averci concesso le preziose testimnianze contenute nel libro: "Cosa importa se si muore" (Res Editrice, Milano, 1992)

Ringrazio il Comandante Ernani Andreatta, il pittore Amedeo Devoto, mancato di recente, e le loro famiglie per averci concesso immagini e ricordi famigliari. Agli amici degli SCOGLI, Mare Nostrum Rapallo ha dedicato cinque saggi che sono stati inseriti in questo sito:

https://www.marenostrumrapallo.it/

Sezione:    Navi e Marinai

Categoria: Saggistica Navale

 

Carlo Gatti

Rapallo, 22 febbraio 2014

 


RELAZIONE Attività Mare Nostrum 2011

ATTIVITA’  MARE NOSTRUM 2011

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

Cari associati,

L’anno 2011 è stato ricco di eventi ed avvenimenti che, grazie anche all’attività culturale e promozionale portata avanti dalla nostra associazione, hanno particolarmente arricchito l’offerta storico-documentale dedicata alle nostri radici marinare ed agli appassionati  cultori di storia locale.

In linea generale vanno ricordati per il loro valido supporto promozionale il nostro sito sul web, il periodico Il Mare e il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta ospitato presso la Scuola Tlc di Chiavari.

Ciò detto si evidenzia il corposo elenco degli eventi realizzati nell’anno 2011.

In data 28.12.2010 é stata accreditata la cifra stabilita dal Comune per Mare Nostrum.

- dal 15 al 22 gennaio 2011 Emilio Carta é andato in trasferta (vacanza di lavoro) in terra siciliana. Il 19 ed il 20 gennaio é stato ospite della Regione Sicilia, assessorato ai Beni Culturali e Soprintendenza al Mare e dell’Istituto Tecnico di Palermo per due conferenze su "L'U-Boot 455 l'ultimo mistero del Mediterraneo". In entrambe le occasioni ha presentato il volume "U-Boot 455, il sottomarino della leggenda: 30 immersioni nelle acque della provincia di Genova" scritto assieme al sub Lorenzo Del Veneziano.

- Il 28 gennaio 2011 è stato stipulato il contratto per l’attivazione del sito di Mare Nostrum. Mentre a febbraio abbiamo studiato il sistema, a marzo abbiamo provveduto all’inserimento dei primi articoli. Alla fine dell’anno abbiamo raggiunto 2.000 visite di lettori.

- Il 9 febbraio 2011 sul sito di Mare Nostrum é stato inserito per la prima volta il mensile IL MARE. L’editore è Massimo Busco (nostro socio) mentre il direttore responsabile della testata è Emilio Carta.

- Il 18 marzo a Genova al Galata Museo del Mare, Emilio Carta assieme al sub Lorenzo Del Veneziano ha  presentato ha presentato il volume "U-Boot 455, il sottomarino della leggenda: 30 immersioni nelle acque della provincia di Genova".

- Il 24 marzo la signora Milena Palazzo, moglie del nostro socio Flavio Vota ha presentato un bellissimo libro di poesie presso la Sala Conferenze di Villa Queirolo.

- Il 16 Aprile all’Abbazia di S.Fruttuoso si è tenuta l’inaugurazione della mostra Storie di Navi e Relitti del Promontorio di Portofino, Patrocinata dal FAI - Echi di Liguria e Città di Camogli. Vi ha partecipato  Mare Nostrum con il socio Claudio Molfino, organizzatore e allestitore in collaborazione col grafico Sandro Bonati, Nanni Andreatta con la concessione di reperti museali e vari testi illustrativi scritti di Emilio Carta e Carlo Gatti

- Nel Marzo 2011 – Emilio Carta e Carlo Gatti hanno tenuto  una conferenza presso l’Associazione la “Corallina” di Santa Margherita sulle navi da carico USA i LIBERTY davanti ad un numeroso pubblico.

- il 4 giugno i soci Carta e Gatti sono stati invitati ad un ulteriore incontro sullo stesso argomento, “I LIBERTY” da un’altra Associazione “SPAZIO APERTO”,  di Santa Margherita Ligure.

- Venerdì 10 giugno, alle 18.00 presso la nostra sede "Gran Caffé Rapallo" si è tenuta una conferenza sulla Mostra FAI cui hanno partecipato i soci Molfino e Cartainsieme a Capretti, il Manager dell’Abbazia)di San Fruttuoso. In tale occasione è stato presentato il nuovo sponsor MEDIOLANUM .

- Ai primi di giugno é stata presentata la prima Bozza-Programma per la Mostra Mare Nostrum 2011 con le ricorrenze del 30° anno di vita di Mare Nostrum, del 10° anno consecutivo della pubblicazione di Mare Nostrum e del 150° dell’Unità Nazionale. Nonostante le obiettive difficoltà finanziarie, (tra cui il patto di stabilità)  il  Comune ha assicurato il proprio intervento assieme alla Banca Carige

- 5 Luglio – E’ stato presentato il filmato di Nanni Andreatta sul varo del LEUDO. Ne é seguito il regalo per l'Estate 2011 che Mare Nostrum ha donato in omaggio alla Tradizione Marinara Ligure che oggi, più che mai, é viva grazie a personaggi come il nostro "NANNI" che la incarna con la sua storia familiare, personale e che ci coinvolge a tutto campo con l'entusiasmo e l'orgoglio di farci sentire "attori e spettatori" di una lunga epopea che riemerge dal passato.

- 7 luglio - Più volte in estate abbiamo avuto il piacere di “osservare” il cielo insieme agli amici astrofili di Enzo Gaggero (nostro socio e presidente dell’Associazione IL SESTANTE) con Marcello Cecchi.

- In estate é stato promosso presso l’Oratorio dei Neri a Rapallo, come avviene da molti anni, l’evento MARE FORZA SETTE, animato da tanti personaggi di Mare Nostrum. Ecco il programma completo.

Mare Nostrum Rapallo -  Confraternita dei Neri - Caroggio Drito

Museo Marinaro Tommasino-Andreatta -  Il  Sestante  - Expo Tigullio

presentano

Mare Forza Sette

Al Giardino pensile dell’Oratorio dei Neri

via Magenta, Rapallo

Sabato 16 luglio ore 21.15

Presentazione del libro "Le barcacce nel cuore" di Carlo Gatti e Silvano Masini Interventi dell’autore  e di Emilio Carta

L’incontro sarà preceduto dal filmato inedito di Nanni Andreatta “Genova com’era”.

Sabato 23 luglio ore 21.15 - Enzo Gaggero e il suo Team presentano    “L’impresa di Premuda”

“…il 10 giugno 1918, Luigi Rizzo affondò la corazzata austriaca Santo Stefano con il Mas 15 e Giuseppe Aonzo colpì la corazzata Tegetthoff con il suo Mas 21”.   L’incontro sarà preceduto da un interessante filmato d’epoca.

Sabato 30 luglio ore 21.15 Ernani Andreatta, Emilio Carta e Carlo Gatti presentano il libro  “Tutto il Mare in uno Zaino” di Lola Taddei, moglie del nipote (omonimo) del comandante incagliatosi con il suo brigantino a Tristan da Cunha. L’isola vulcanica diventò  celebre sia per il naufragio del brigantino ITALIA al comando del chiavarese  Rolando Perasso, sia per la scelta che due marinai camoglini fecero di rimanere per sempre su quello scoglio sperduto nell’Oceano cedendo all’amore di due  isolane che gli diedero in seguito molti figli. Saranno presenti Lola Taddei, vedova di Rolando Perasso nipote omonimo del Comandante naufragato e la figlia Serenella Perasso che farà un excursus anche su altri libri scritti su Tristan da Cunha.

Domenica 7 agosto ore 21.15 Incontro con  l’artista  Enzo Marciante autore del libro “Storia di Genova” a fumetti. La storia della Superba, e dei suoi principali protagonisti, attraverso i secoli. Una rivisitazione scanzonata ma strettamente storica della Repubblica Marinara. Presenta Emilio Carta

- Lunedì 3 e (presso i cannoni davanti al Castello di Rapallo) e Martedì 4 ottobre presso la sede dell' Associazione Sestante di Casarza Ligure, i nostri soci astrofili  capitanati da Enzo Gaggero ci danno appuntamento alle 21 per osservare con il  telescopio la Luna al 1° Quarto e Giove.

Siamo giunti così a MARE NOSTRUM 2011

con le note ricorrenze:

a) – 150° dell’UNITA’ d’ITALIA

b) -    30° di Mare Nostrum

c) -   10° della Pubblicazione di Mare Nostrum

Il 2011 è stato - ed è ancora mentre scriviamo queste note - l'anno in cui si è celebrato il 150° anniversario dell'unità nazionale: un anno denso di avvenimenti, rievocazioni, mostre, dibattiti e ricco di importanti momenti che hanno visto coinvolte tutte le più significative componenti della nostra Nazione, tanto a livello centrale quanto periferico.

Un anno, quindi, di celebrazioni unitarie e di volontà - da parte di tutti - di ribadire i concetti che stanno non soltanto alla base della nostra storia ma che costituiscono, di per sé stessi, le basilari fondamenta del nostro vivere civile, delle nostre tradizioni e della nostra essenza culturale.

Per una fortunata coincidenza, in questo 2011 così improntato al ricordo (e al tempo stesso rivolto al nostro futuro), anche la Mostra "Mare Nostrum" fa registrare il raggiungimento di considerevoli traguardi: non certo commisurabili al tondo "150°" dell'unità d'Italia, ma di sicura valenza epocale e culturale - soprattutto se rapportati alla nostra realtà locale e confrontati con l'effimera durata di altre analoghe manifestazioni, organizzate un po' ovunque in Italia e all'estero.

Difatti, con l'edizione 2011 la Mostra "Mare Nostrum" celebra il suo anniversario trentennale, e non possiamo non tornare con la memoria alle prime, pionieristiche edizioni della manifestazione, successivamente "consolidata" nei locali dell'Auditorium delle Clarisse e - da ormai molti anni - definitivamente trasferitasi nella prestigiosa e centralissima sede del nostro "Castello a mare".

In ultimo, quella che i lettori stanno per sfogliare è la decima edizione di una pubblicazione che, ormai tradizionalmente, affianca e accompagna la Mostra nella sua sede espositiva: un percorso iniziato nel 2002 con "Il Tigullio un Golfo di Eroi" e proseguito, sino ad oggi, con una serie di fascicoli - ora rivolti alle tradizioni marinare di Rapallo, ora dedicati ad aspetti di grande respiro della storia navale nazionale - che, nel tempo, non soltanto hanno seguito un filo conduttore comune ma che costituiscono un "oggetto da collezione" ricercato da appassionati e studiosi del settore storico-navale più largamente inteso. Da questo indubbio successo pubblicistico non è disgiunta la recente costituzione, nel 2008, dell' "Associazione Culturale Mare Nostrum" (in cui gli autori sono coinvolti in prima persona), che -  a sua volta - è andata ad occupare una fondamentale posizione per il collegamento e la collaborazione tra i suoi Soci, il Comune di Rapallo, le Istituzioni locali e tutte le realtà che ruotano attorno alle iniziative tese ad approfondire la realtà marittima, navale e storica della nostra Città.

In conclusione di questo anno, così importante e simbolico per l'unità nazionale, anche la Mostra "Mare Nostrum" e l'omonima Associazione Culturale hanno pertanto deciso di dare il proprio contributo con la realizzazione di questo fascicolo il cui titolo - "Garibaldi un uomo di mare" - non può non partire dal nome di colui che - più di ogni altro - rappresenta a tutt'oggi lo spirito risorgimentale dell'Italia unitaria.

Emilio Carta affronta e approfondisce una tematica sino ad oggi mai presa in considerazione, ossia la partecipazione di rapallesi e abitanti del Tigullio alla "Spedizione dei Mille" e alle immediatamente successive fasi del consolidamento dell'unità nazionale. L'argomento è di sicuro interesse, e consente di far luce su aspetti sino ad oggi mai sviluppati, sia pure solo collateralmente a ad analoghi studi, e tantomeno approfonditi con un lavoro organico "sul campo", sulla base di documenti archivistici, raccolte di cimeli e revisione critica delle fonti storiche primarie e bibliografiche. Uno studio, quindi, che riteniamo possa "fare scuola", andando a rappresentare un "valore aggiunto" per la storia di Rapallo e del suo circondario e rappresentando un collegamento tra passato e presente soprattutto ad uso delle generazioni più recenti e dei giovani i cui corsi di studio - forse - non sono oggi così attentamente rivolti alla storia viva che si nasconde ovunque in Italia, e quindi anche nella nostra Città.

Con l'esperienza derivante da lunghi anni trascorsi in mare, al comando di rimorchiatori portuali e d'altura e nel Corpo dei Piloti del Porto di Genova, il com.te Carlo Gatti fa rivivere uno dei momenti più noti - ma sicuramente meno approfonditi dal punto di vista tecnico-marinaresco - della "Spedizione dei Mille". La partenza da Genova dei famosi piroscafi garibaldini Piemonte e Lombardo avvenne, difatti, in presenza di notevoli difficoltà nautiche, rendendo necessaria una complessa operazione di rimorchio e costituendo - probabilmente - uno dei più concitati momenti della navigazione delle due unità verso il Regno delle Due Sicilie. Anche in questo caso, l'intendimento dell'autore è stato il desiderio di divulgare fatti poco noti ma importanti, assai spesso messi in ombra da momenti maggiormente éclatanti e quasi mai portati a conoscenza del pubblico degli appassionati alle vicende storico-navali del nostro paese.

Infine, Maurizio Brescia (in collaborazione con Francesco Bucca, anch'esso socio dell' "Associazione Culturale Mare Nostrum") presenta un altro tema sicuramente legato alle vicende garibaldine ed alle figure più rappresentative del Risorgimento: le navi militari italiane che - in centocinquant'anni di storia - hanno portato i nomi di Garibaldi e Cavour. Nel tempo, la Regia Marina e la Marina Militare hanno inteso onorare l' "Eroe dei Due Mondi" e lo statista piemontese (che fu - tra l'altro - anche il primo Ministro della Marina del neocostituito Regno d'Italia) assegnandone i nomi a importanti navi che - in molti casi - hanno a loro volta scritto fondamentale pagine della nostra storia navale. Sarà così questa l'occasione per ricordare, e far rivivere con foto attuali e d'antan, le prime navi a propulsione mista che portarono i nomi di Garibaldi e Cavour e, tra le successive unità, l'incrociatore corazzato Garibaldi e la nave da battaglia Cavour, sino alle due moderne e avveniristiche portaeromobili attualmente in servizio con la Marina Militare.

La realizzazione di un programma espositivo e pubblicistico di questa portata non avrebbe potuto avvenire senza la fattiva collaborazione del Comune di Rapallo e - nella fattispecie - senza l'entusiasmo e il fondamentale apporto del Sindaco - dott. Mentore Campodonico - il quale non soltanto ha sempre "creduto" nella fondamentale valenza culturale della Mostra "Mare Nostrum" (e di questa pubblicazione) per la nostra Città, ma ha saputo far sì che l'Amministrazione Comunale ci consentisse di portare a compimento il nostro progetto con un fattivo, concreto e fondamentale appoggio.

E proprio da questa volontà, e dal sostegno che il Comune di Rapallo ci ha sempre accordato, è scaturita la collaborazione con la Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, un Istituto bancario sempre attento e sensibile al supporto delle realtà culturali liguri che - pur nella difficile congiuntura economica che tutti stiamo vivendo - in occasione dell'organizzazione della Mostra "Mare Nostrum" 2011 ha dimostrato, una volta di più, di sapersi far partecipe del nostro progetto con interesse e attenzione, nella certezza che la cultura è "pagante" e che i fondi ad essa destinati costituiscono non già una perdita, ma un investimento.

Desideriamo quindi ringraziare tutti coloro che ci hanno fattivamente sostenuto e appoggiato come - d'altra parte - i visitatori che si recheranno al "Castello a Mare" nei locali della Mostra, confidando che possa rappresentare un interessante momento di "immersione" nella cultura e nella nostra storia.

E a tutti i lettori di "Garibaldi un uomo di mare" va, come è ormai decennale consuetudine, l'augurio di Buona lettura e di Buona Navigazione!

Rapallo, novembre 2011

M. Brescia - E. Carta - C. Gatti

Sabato 5 novembre ore 10.30: Sala consiliare

Conferenza stampa per l’Apertura della 30a Edizione della Mostra di Mare Nostrum e presentazione della Pubblicazione di carattere storico curata da Maurizio Brescia, Emilio Carta, Carlo Gatti, Umberto Ricci alla presenza degli stessi autori.

Domenica 6 novembre - ore 11,00:

Conferenza presso il Centro Incontri del Gran Caffè Rapallo (sede sociale dell’Ass. Mare Nostrum) tenuta dal  Cap. Umberto Ricci sul tema

“I GARIBALDINI DI RAPALLO”

Domenica 13 novembre – ore 11:

La prevista conferenza del com.te Erminio Bagnasco sul tema “ I 150 ANNI DELLA MARINA MILITARE”  per un problema familiare del noto  storico è stata sostituita da analogo intervento del socio Maurizio Brescia che ha presentato e commentato un “affresco” storico della nostra Marina Militare arricchito dalla proiezione di un centinaio di foto navali molte delle quali inedite. Hanno partecipato alla conferenza “testimonial” e importanti personaggi della marina. 

Sabato 19 novembre – ore 11.00

Conferenza presso il Centro Incontri del Gran Caffé Rapallo del com.te Enzo Gaggero sul tema  “ ORA FERROVIARIA NELL’UNITA’ D’ITALIA”

Con il regio decreto del 10 agosto 1893 Il Re adotta il “Fuso Orario” di riferimento che passa per Termoli – Etna.

Domenica 20 novembre – ore 11.00

Presentazione presso il Centro Incontri del Gran Caffè Rapallo della pubblicazione “All’inferno e ritorno: la storia del marò Mario Ammi” curata da Emilio Carta e relativa a un naufragio avvenuto in Grecia durante l’ultima guerra mondiale.

Presente il superstite Maio  Ammi ha fatto gli onori di casa il Com.te Carlo Gatti.

Domenica 20 novembre - ore 18: chiusura Mostra e saluto ai partecipanti

Orario apertura al pubblico:

Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì ....... giorni di   chiusura

Venerdì ............................. 15-18

Sabato......  10-12 -      15-18

Domenica.. 10-12 -      15-18

Le sale espositive

Antico Castello – sala al primo piano

Ha ospitati lo stand del locale gruppo della Marina Militare e la grande mostra espositiva sulla storia del mare e della navigazione attraverso il modellismo navale curata dall’Associazione modellisti “Nonno Franco” di Rapallo.

Antico Castello - sala al piano superiore

Vi erano  esposti materiale storico iconografico afferenti il 150° Annversario dell’Unità d’Italia utilizzando le collezioni private del com.te Carlo Gatti, del curatore del Museo delle Telecomunicazioni com.te Ernani Andreatta, di Emilio Carta, dello studioso Maurizio Brescia e, come annunciato, del com.te Enzo Gaggero con una Mostra su “Ora Ferroviaria nell’Unità d’Italia”.

Antico Castello - due salette al piano superiore

Erano aperte al pubblico con le seguenti esposizioni:

- Una Mostra con la riproduzione di materiale storico navale sui relitti ritrovati davanti a San Fruttuoso a cura di Claudio Molfino.

- il materiale espositivo-didattico-museale messo a disposizione dal Curatore del Museo navale Tommasino-Andreatta, comandante Ernani Andreatta;

- Le immagini relative al fascicolo didattico illustrativo “Garibaldi un uomo di mare

Gestione della fase promozionale e operativa dell’evento

La mostra è stata arricchita e promossa grazie a conferenze stampa, articoli giornalistici sui principali quotidiani e periodici liguri, realizzazione di un prezioso fascicolo illustrativo, con la stampa di manifesti, locandine    depliants a quattro colori , uno stendardo promozionale e di un pannello mobile espositivo, stampa di 100 copie del quadro illustrativo della mostra su Garibaldi realizzato dal pittore Amedeo Devoto

- Il 9 dicembre Emilio Carta e Carlo Gatti hanno presentato i loro ultimi libri sull’emittente televisiva locale STV:

- il 10 dicembre il Sindaco e il presidente di Mare Nostrum all’Oratorio dei Neri hanno presentato in anteprima nazionale il romanzo “Il Collezionista d’Armi” scritto da Emilio Carta.

-Tra i soci-collaboratori che inviano “regolarmente” materiale fotografico per l’Associazione devo citare soprattutto due persone: Pino Sorio e Scipione D’Este, due appassionati viaggiatori e visitatori di Musei Navali. Un particolare ringraziamento é dovuto all’artista pittore Amedeo Devoto che anche quest’anno ha voluto donare a Mare Nostrum due pregiatissime “opere garibaldine” che hanno onorato l’argomento principale della nostra Mostra annuale.

- In concomitanza alla nostra Mostra all’antico Castello di Rapallo, è stata inaugurata la mostra : DA CAVOUR ALLA CAVOUR – presentata  a La Spezia-Arsenale. Ideatore, realizzatore, allestitore il nostro socio Marco Prandoni. Autori di una grafica eccellente i nostri soci Claudio Molfino e Alessandro Bonati.

Ringrazio i soci e collaboratori interni ed esterni di Mare Nostrum che hanno dato la loro collaborazione con grande entusiasmo in tutte le occasioni che si sono presentate. Un ringraziamento “particolare” lo dedico a Bruno Malatesta, vice presidente della Società Capitani e Macchinisti di Camogli per l’assistenza all’attività del nostro sito.

Il Presidente

Carlo Gatti


BIAGIO ASSERETO, L'Ammiraglio che catturò due Re

Biagio ASSERETO

L’AMMIRAGLIO CHE CATTURO’ DUE RE

NATIVO DI RECCO, SUO NONNO VENIVA DA RAPALLO

Statua di Biagio Assereto

Veduta di Genova verso la metà del 1400. Xilografia tratta dalle “Cronache di Norimberga”

Il grande poeta Francesco Petrarca così descriveva Genova nel lontano 1358:

“Arrivando a Genova vedrai una città imperiosa, coronata da aspre montagne, superba negli uomini e per mura, signora del mare”.

Sintesi mirabile delle caratteristiche principali della città ligure, del suo glorioso passato, delle sue forti tradizioni. L’orgoglio di Genova si ritrova ovunque, nella ricchezza dei monumenti e dei musei, nello splendore dei palazzi maestosi e dei parchi, nel carattere e nella lingua dei genovesi, nei “caruggi” del suo centro storico, nel grande e variopinto porto, ove regna il movimento de traffici.

Un’iscrizione in latino, posta sul pilastro meridionale di Porta Soprana, recita:

“In nome dell’Onnipotente Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, Amen. Sono munita di uomini, circondata da mura mirabili, col mio valore tengo lontane le ostili armi. Se porti pace ti é lecito toccare queste porte, se chiederai guerra triste e vinto ti ritirerai. A mezzogiorno e a occidente, a settentrione e a oriente é noto quanti moti di guerre ho superato, io, Genova!”.

In questo superbo contesto nasce e si muove Biagio Assereto

“Biagio Assereto, generale delle galee della Serenissima Repubblica di Genova, fece prigionieri due re, in Infante, trecento cavalieri. Morì l’anno 1456”.

Questa iscrizione si trova su un busto marmoreo nella Chiesa arcipresbiteriale di Serravalle Scrivia. S'ignora la data della sua nascita, ma da un documento del 1408, si ritiene che egli sia nato non dopo il 1383. Si conosce invece il luogo di nascita, Recco. Di suo padre si sa che non era un marinaio, ma un rispettato artigiano. Sua madre era una Ghisolfi, una donna appartenente a una potente famiglia di mercanti genovesi. Il nonno veniva da Rapallo, la sua famiglia era di tendenza politica filo-milanese. Aveva svolto i primi studi presso i religiosi e avrebbe dovuto essere orafo. Era di bell'aspetto, aitante nel fisico ed allo stesso tempo intellettuale, ma amava soprattutto il mare. Per queste doti entrò nelle simpatie di Francesco Spinola, allora padrone di Recco, che lo fece diplomare notaio. Iniziò, quindi, la carriera da scrivano a Porto Maurizio nel 1408 per conto del locale podestà. Un posto ottenuto dalla Repubblica di Genova. Un impiegato quindi, non un navigatore.

GALEA SOTTILE: Il nome "galera", diffusosi solo nel XII secolo, deriva dal greco γαλέoς (galeos), cioé "squalo", perché la forma assunta in quest'epoca dalla principale esponente di questo tipo di navi, la galea sottile, richiamava tale pesce: essa infatti era lunga e sottile, con un rostro fissato a prua che serviva a speronare ed agganciare le navi avversarie per l'arrembaggio. La propulsione a remi la rendeva veloce e manovrabile in ogni condizione; le vele quadre o latine permettevano di sfruttare il vento.

La forma lunga e stretta delle galee, ideale soprattutto in battaglia, la rendeva però poco stabile, e le tempeste e il mare grosso la potevano facilmente affondare: perciò il loro utilizzo era limitato alla stagione estiva, al massimo autunnale. Era obbligata a seguire una navigazione di cabotaggio, ossia vicino alle coste , in quanto la sua stiva poco capiente imponeva diverse tappe per il rifornimento soprattutto di acqua; i rematori, per il continuo sforzo fisico, ne consumavano molta. Per queste ragioni la galea era inadatta alla navigazione oceanica.

Le più famose battaglie combattute da queste navi furono quella di Salamina , nel 480 a.c. , e quella di Lepanto, nel 1571 . A entrambe queste battaglie presero parte diverse centinaia di galee.

I combattimenti tra galee si risolvevano di solito in abbordaggi, nei quali gli equipaggi si affrontavano corpo a corpo e, a partire dal XVI secolo, a colpi di archibugio; in genere si univano alla lotta anche i rematori.

Nel XV secolo le galee cominciarono ad imbarcare a bordo dei cannoni : generalmente un cannone di corsia centrale più alcuni pezzi di calibro inferiore sulla rembada. La potenza di questi cannoni, specie di quelli laterali, era però limitata perché le sollecitazioni derivanti dallo sparo scuotevano e danneggiavano la nave. Inoltre verso la fine del Medioevo si inventò il sistema di remo a scaloccio, in cui 4-5 rematori facevano forza sul medesimo remo. I rematori potevano essere uomini liberi stipendiati o (in caso di guerra) reclutati per sorteggio, schiavi e prigionieri condannati per un certo numero di anni al remo; dal termine galea deriva infatti il termine italiano galera.

Nella battaglia di Lepanto i veneziani sperimentarono con ottimi risultati le galeazze, galee molto più grandi e stabili che potevano imbarcare batterie di cannoni di grosso calibro e sparare in tutte le direzioni; tali navi, tuttavia, erano impossibili da manovrare a remi, tanto che dovettero essere trainate da due galee ciascuna.

Galea Bastarda: Galea dalle forme poppiere più piene rispetto alla galea sottile e murate più alte, era utilizzata con funzioni di nave capitana o patrona, cioè ammiraglia. Il nome derivava dal fatto che tale tipo di nave risultava essere un incrocio tra la galea sottile e la galea grossa. Ne esisteva anche una versione ridotta nota come bastardella, di dimensioni intermedie tra la galea sottile e la galea bastarda

Galeazza

Bastimento a vela e a remi, che prese forme definitive nella seconda metà del Cinquecento. Era d'alto bordo, con casseretto e castello, attrezzato con tre alberi a vele latine e il bompresso . Aveva il ponte di coperta e il suo palamento consisteva in 32 banchi sottostanti a quel ponte, con remi a scaloccio. Pertanto il ponte di coperta era libero per la manovra delle vele e poteva portare una batteria di grossi cannoni (circa 36) e altri minori installati sui fianchi. La galeazza, imitazione della galea da traffico con la sua attrezzatura e l'alto bordo, fu il coronamento degli sforzi per mettere le galee in grado di meglio opporsi al crescente predominio della nave a vela.

Dal 1423 Biagio Assereto diventa armatore e noleggiatore di galee al servizio della Repubblica e nel 1425 lo si ritrova in città, capo dei cancellieri. Uno strano cancelliere. Proprio nel 1425, eccolo capitano di una nave della Serenissima contro il ribelle Antonio Fregoso; poi comandante d’una galea nel 1427, nella flotta di Antonio Doria che restituì il reame di Napoli a Giovanna II.

Renato d’Angiò, re di Napoli, stette in carica dal 1435 al 1442

Suo predecessore fu Giovanna II, suo successore Alfonso I

Infine, sempre nel 1427, viene inviato nella zona delle Cinque Terre al comando di una galea che costringe alla resa Ferruccio Verro e lo porta prigioniero a Genova. Il fiorentino era partito da Pisa a sostegno di Tommaso di Campofregoso, che in quella regione si era fatto capo del malcontento genovese contro il duca di Milano.

Biagio Assereto

Improvvisamente, codici, rogiti e pandette vengono accantonati e nasce un nuovo ammiraglio, un vero uomo di mare: Biagio Assereto che sarà presto inserito nell’albo d’oro d’una città come Genova, già così ricca di capitani e di navigatori famosi.

Contemporaneamente l'Ammiraglio, non pago delle forti somme di danaro ricevute per le sue prestazioni in qualità di “patrono di navi”, mirava ad ottenere altri incarichi, ancora più redditizi, nell'amministrazione della Repubblica. Nel 1428 fu nominato podestà di Recco, nel 1429 commissario nel territorio di Portofino e sempre nel 1429 rappresentò Genova nel trattato di alleanza con Lucca, la quale aveva abbattuta da poco la tirannide di Paolo Guinigi, contro i Fiorentini.

La sua fama varca tutti i confini di allora quando nelll’agosto 1435 gli viene affidata una flotta ridotta di appena 12 Galee, con la quale giunse a Gaeta in soccorso di Francesco Spinola assediato da Alfonso d'Aragona. La battaglia decisiva avvenne a largo di Ponza il 5 agosto e Biagio Assereto riportò la vittoria.

Quello che segue é certamente il racconto più importante della sua più significativa impresa da AMMIRAGLIO.

Antica Stampa del porto di Gaeta

L'assedio di Gaeta e la conseguente battaglia di Ponza sono due eventi storici accaduti nel 1435. In quell'anno Alfonso il Magnanimo (Alfonso d'Aragona), nella lotta per impossessarsi del trono napoletano di Renato d'Angiò, si rivolgeva contro la roccaforte di Gaeta che ancora gli resisteva. Nel corso degli eventi veniva sconfitto e catturato dal genovese Biagio Assereto, e poi liberato dal Duca di Milano Filippo Maria Visconti.

Sotto: Il re spagnolo sconfitto

Alfonso d’Aragona

L’antefatto é il seguente: morta la regina Giovanna, il re spagnolo Alfonso d’Aragona mise in atto una strategia per riprendersi il reame di Napoli. La tattica militare scelta era la seguente: stringere d’assedio Gaeta con una armata navale per sbarcarvi le truppe, e di là muovere verso la capitale campana. Ma Gaeta fece in tempo a chiedere aiuto a Genova, che mandò un contingente, al comando di Francesco Spinola, per costruire opere di difesa.

Genova non intendeva mettersi contro potentissima Spagna, ma il presidio di Spinola finì invece a sua volta assediato, e la Repubblica di Genova dovette decidersi, o rinunciare alla propria dignità di Stato, o intervenire in soccorso delle sue truppe di Gaeta. Fu scelta una via di mezzo: armare una flotta e  inviarla in appoggio degli assediati, ma solo allo scopo di liberarli, senza arrivare a scontrarsi con gli spagnoli. La mini-Armata genovese era composta di 12 galee soltanto, e 2400 armati al comando di Biagio Assereto che era il principale sostenitore dei “falchi” genovesi. Appena giunse in vista Gaeta, seppe che Spinola, il nobile di cui era stato paggio, era ferito e che gli spagnoli stavano per occupare la città. Era il 3 agosto 1435. Proprio in quel giorno, l’ammiraglio genovese si vide venire incontro l’imponente flotta spagnola comandata da re Alfonso d’Aragona: 31 navi da guerra su cui erano imbarcati oltre 6.000 uomini. Nonostante la disparità di forze, B. Assereto accettò lo scontro, dopo aver inviato la dichiarazione scritta al sovrano spagnolo che egli intendeva soltanto soccorrere i suoi compatrioti genovesi  e riportarli in patria.

La superiorità militare aragonese era fin troppo evidente, l’arroganza del re spagnolo fece il resto, ma l’esito dello scontro fu per loro una tremenda umiliazione.

La battaglia avvenne al largo di Ponza e fu una dimostrazione d’arte militare e navale da parte di Assereto. Alla sera, gli spagnoli erano sconfitti, il bottino enorme: undici navi nemiche vennero catturate, due sole fuggirono, tutte le altre furono bruciate o affondate. Assereto prese prigionieri il re Alfonso d’Aragona, il re di Navarra, l’Infante di Aragona, il Gran Maestro di Alcantara, il vice re di Siviglia, il principe di Taranto e una lunga schiera di baroni e di gentiluomini. Assereto diede notizia della vittoria a Genova e a Filippo Maria Visconti con una relazione caratterizzata da moderazione e modestia. A Genova fu festa grossa per tre giorni. Il bottino era di dimensioni mai viste, e venne, come promesso, distribuito ai membri dell’equipaggio.

Dal  poema celebrativo delle gesta di Biagio Assereto (ammiraglio della flotta genovese)

O Ponza, tu sempre sarai ricordata per questa crudele tenzon sanguinosa, avrai rinomanza d’eterna durata, fra l’isole tutte sarai tu famosa. Fu in te che gridaro con voce paurosa entrambi gli stuoli “Battaglia, battaglia!” La vista che senza l’orror che attanaglia poter contemplarla fu maschia e animosa.

Antonio Astesano (poeta di Corte) 1436

Ma come si svolse la battaglia? Quale fu la strategia messa in atto da Biagio Assereto per potersi imporre su un avversario così potente e per l’occasione così superiore in numero di navi e di uomini armati?

Per rispondere a questa domanda ci siamo affidati ad alcune pagine del libro

“La Battaglia navale di Ponza del 1435. Alfonso il Magnanimo (1416-1458)”

di Alan Ryder(Traduzione di Silverio Lamonica)

Sul tardi Alfonso decise di assaltare Gaeta, piuttosto che rischiare di subire la rottura del suo blocco. Quindici barche con scale d’assalto appese agli alberi, si unirono alla flotta di galee che attaccava le difese marittime; a terra puntò le sue speranze su una grande torre d’assedio in legno che doveva aprire la strada a tre colonne assaltatrici comandate da lui stesso, da Enrico e da Giovanni. Pedro, a capo delle forze navali, manovrava sotto un assiduo fuoco di frecce e palle di cannone, nel tentativo di portare la nave a riva, solo per scoprire, con rammarico, che le scale d’assalto non riuscivano a raggiungere le mura che si affacciavano sul mare. Il paranco in tensione che li sosteneva cedette, gettando a mare i soldati posizionati sulle scale a pioli; tutti annegarono, tranne due che riuscirono a liberarsi dell’armatura e a nuoto raggiunsero la salvezza. Non essendo riuscita la medesima manovra ad una seconda barca, le altre si tenevano alla larga dalla linea di fuoco. A terra né uomini, né macchine da guerra potevano tener testa ad una difesa tanto determinata, quanto abile. Riconoscendo che l’attacco era fallito, Alfonso richiamò i suoi.

Ora tutto dipendeva dalla flotta genovese, le cui galee perlustravano il tratto di mare  trenta miglia al largo di Terracina, se ciò poteva essere deprecabile, Gaeta ridusse i rifornimenti di due settimane, assolutamente necessari ad evitare la capitolazione. Invece di lasciare l’iniziativa al nemico, come aveva fatto a Bonifacio, Alfonso decise di tenere i genovesi ben lontani da Gaeta, dando battaglia in mare aperto. Aveva fiducia nei suoi vascelli catalani e siciliani i quali, numericamente in vantaggio, avrebbero messo alla prova i genovesi in più di uno scontro. Così a riprova della sua notevole mancanza di fiducia, prese personalmente il comando della flotta ed invitò ad accompagnarlo una moltitudine di nobili, amministratori, e perfino spettatori, come pure una coppia di ambasciatori di Barcellona. Si dice che soltanto la nave del re, un enorme vascello comandato da Jofre Mayans, avesse preso a bordo oltre ottocento di questi passeggeri superflui (Nota 53). Anni dopo si sostenne che lui prese il comando per mettere fine ad una lite tra Giovanni ed Enrico che si contendevano quel ruolo e che tutti gli altri avrebbero seguito il re che si era messo a rischio (Nota 54). Comunque appare evidente che acquisì un certo gusto per le operazioni navali e potrebbe aver confidato nella speranza di una vittoria spettacolare, la quale avrebbe consolidato la sua reputazione di condottiero reale di operazioni anfibie. La moltitudine festante si imbarcò il 3 agosto 1435. I fratelli reali presero ciascuno il comando dei maestosi vascelli che in tutto erano nove.

Nota 53 - Si imbarcarono più di 800 persone della casa e della corte reale, come se andassero a festeggiare una vittoria certa (Zurita, Annales, VI 93).

Corona d'Aragona (o Impero aragonese) fu il nome dato all'insieme dei regni e territori soggetti alla giurisdizione dei Re d'Aragona dal 1134 al 1714. Nata dall'unione dinastica tra il Regno d'Aragona e la Contea di Barcellona, la Corona d'Aragona venne accresciuta nei secoli di altri territori: i regni di Maiorca, Valencia, Napoli, Sicilia, Sardegna, Contea di Provenza, nonché i ducati di Atene e di Neopatria.

Cinque altre navi ed 11 galee completarono la flotta che il mattino successivo presero il largo alla ricerca dei genovesi. Li avvistarono mentre si avvicinavano provenienti dalla parte di Terracina, li inseguirono verso l’isola di Ponza e si sarebbero impegnati senza ulteriori difficoltà, poiché il Comandante genovese, Biagio Assereto inviò un araldo con una bandiera bianca per chiedere di non ostacolare il passaggio, in modo che potessero consegnare le provviste destinate a Gaeta. Gli scambi di notizie conseguenti si protrassero per tante ore diurne che la battaglia dovette essere rinviata al mattino successivo (55).

L’alba li sorprese a circa quattro miglia da Ponza, un’isoletta distante trentacinque miglia dalla terraferma. Il re provò una fiducia superba, specie quando vide tre navi genovesi fuggire verso il mare aperto. Col vento che gonfiava le vele, diresse lo squadrone principale direttamente sull’ammiraglia di Assereto; in una situazione simile qualsiasi altro comandante avrebbe preferito pregare. Ma quando le navi stavano per collidere, con una bordata improvvisa Assereto fece ruotare la sua nave, urtando violentemente la poppa del vascello reale, liberandola della zavorra e facendola sbandare paurosamente. (Alfonso) non gioì a lungo dell’altezza (della sua nave) appena i due vascelli si uncinarono, né il suo equipaggio avrebbe potuto manovrare le armi con un certo effetto su un ponte inclinato. Altrove la battaglia infuriava perfino con maggior fortuna. Alcune navi genovesi si trovarono abbordate da entrambi i lati a causa del maggior numero di navi aragonesi, mentre le galee della retroguardia si lanciavano in avanti, favorite dal mare calmo e centrando il bersaglio con colpi d’arma da fuoco e con frecce. Da parte loro i genovesi fecero ampio uso di frecce infuocate, olio bollente e calce viva che la brezza soffiava sui loro avversari con un effetto devastante. Ma fu nell’abilità del combattimento che i genovesi godettero di un vantaggio schiacciante: tutti i loro uomini erano temprati dai combattimenti navali, mentre i marinai aragonesi erano fatalmente impediti da una frotta di marinai d’acqua dolce, metà dei quali in preda al mal di mare e per nulla capaci di combattere con efficacia sui ponti delle navi in preda al rollio.

Quel che decise la battaglia fu la ricomparsa, nel pomeriggio, di quei tre velieri genovesi che ebbero l’ordine di allontanarsi quando cominciò l’attacco. Ora piombavano nel mezzo del combattimento su un nemico sfibrato. Anche sulle navi ammiraglie i genovesi avevano la meglio. Cinque loro velieri circondarono la nave ammiraglia, spingendosi in avanti da prua, da babordo e da tribordo, presero il castello di prua, irruppero attraverso una barricata a mezza nave e spinsero indietro il re ed il suo seguito verso il castello di poppa, dove Alfonso trovò rifugio dalla grandine di frecce, concentrate ora sull’ultimo fortino.

Nota 55 - Rispondendo ad Assereto, Alfonso chiese di conoscere in base a quale diritto Genova aveva la presunzione di interferire nel suo regno, in soccorso dei suoi nemici. Inoltre chiese la resa della flotta genovese.

pag.  204 - Per porre fine alla loro resistenza, Assereto fece tagliare il sartiame provocando la caduta dei pennoni che fu tanto rovinosa e violenta che si aprirono i fianchi della nave. Appena l’acqua cominciò a penetrare all’interno, una freccia infuocata, scoccata da una balestra, piombò sul ponte ai piedi di Alfonso; attorno a lui i nobili caddero in ginocchio scongiurandolo di salvare la vita. Ma a chi avrebbe dovuto arrendersi? Il suo principale avversario, Assereto, di mestiere notaio, non aveva le qualità per prendere prigioniero un re. Invece egli scelse tra i capitani genovesi un certo Iacopo Giustiniano, la cui famiglia resse la Signoria di Chio e a lui consegnò la spada, dichiarando di considerarsi prigioniero del Duca di Milano, Signore di Genova. Un piccolo frammento di onore fu salvato dal naufragio della sua fortuna.

Vedendo catturato il loro re, gli equipaggi delle altre navi, già col morale a terra, si scoraggiarono del tutto. Molti si arresero senza un ulteriore combattimento. Solo Pedro, con due navi prese a rimorchio dalle galee, riuscì a fuggire nella notte. Furono catturate dodici navi, una galea bruciata ed un’altra affondata. Alfonso, Giovanni, Enrico, il Principe di Taranto, il Duca di Sessa, il Conte di Campobasso, Lope Ximenez de Urrea, il governatore di Aragona, Ramon Boyl, Guglielmo Ramon de Monteada, il Signore di Alcantara, Diego Gomez di Sandoval, con oltre cento altri nobili di alto rango di Aragona, Castiglia, Valencia, Catalogna, Sardegna, Sicilia e Napoli furono presi prigionieri. Esclamò un cronista napoletano: “Mai rete gettata in mare per una volta, non foro presi tanti pisci” ( Faraglia, Diurnali, 94).

*** A completare il disastro, i soldati della guarnigione di Gaeta, il giorno dopo, avendo saputo del trionfo dei loro compatrioti, uscirono improvvisamente dalla città, schiacciando i loro assedianti demoralizzati, portarono come trofeo le prede,  rivaleggiando con quelle catturate in mare. Assereto, arrivando poco dopo a consegnare il tanto atteso soccorso, in compagnia dei suoi prigionieri, trovò lo stato di assedio in frantumi e l’esercito reale sparso al vento. Immediatamente scaricò le merci, rilasciò migliaia di prigionieri di poco valore ai fini del riscatto e bruciò alcune navi catturate. Si dice che due giorni dopo, temendo che Spinola, nella sua qualità di ammiraglio genovese potesse sostituirlo nel comando, fece di nuovo vela alla volta di Ischia, con l’intento apparente di espellere gli Aragonesi dalle loro ultime roccaforti napoletane. Zurita (Anales VI, 98) riferisce un episodio: quando Assereto invitò Alfonso a liberare Ischia, ricevette la seguente risposta: “Neanche se pensassi di essere gettato in mare, cederei una sola pietra dei miei domini”.

pag. 205 - Comunque sia, prima che potessero raggiungere Ischia, si scatenò una tempesta che disperse le navi di Assereto. Dopo un’altra breve visita a Gaeta, abbandonò l’idea di ulteriori azioni e si diresse invece verso il porto della sua nazione. Appena fece sosta con l’Aragonese a Portovenere, vennero ordini direttamente dal Duca di Milano di non portare Alfonso a Genova, ma a Savona con Enrico e pochi nobili sbarcati il 28 agosto. Gli altri prigionieri furono sbarcati a Genova dove Giovanni, assieme a Ruiz Diaz de Mendoza, Menicuccio dell’Aquila e i figli del Conte di Castro, trovarono alloggio nel castello, i meno fortunati furono rinchiusi in una comune prigione insalubre, la Malapaga (58).

Per Alfonso era già iniziata una metamorfosi sorprendente: da prigioniero di guerra a principe trionfatore. Perfino nei giorni immediatamente successivi alla sua sconfitta, i genovesi, i quali mai potevano immaginare che un prigioniero tanto illustre potesse finire nelle loro mani, “lo trattarono con gran rispetto e deferenza, nemmeno fosse stato il Duca di Milano in persona” (59). Dato il carattere atomizzato della classe politica genovese, non c’è da sorprendersi che alcuni avessero già cominciato a considerare il vantaggio personale che avrebbero potuto ricavare da uno straordinario cambiamento degli eventi. Alcuni anni dopo, uno dei comandanti, Giovanni de Fredericis, ancora raccoglieva ricompense per essersi offerto a prendere Alfonso a bordo della sua nave  e metterlo in libertà, non ci sarebbe stato alcun attentato nel portarlo a Genova. Assereto che doveva incontrarsi con Filippo Maria, appariva ugualmente desideroso di  rispettare il desiderio del suo prigioniero reale, tanto da mettersi nelle mani del duca anziché della repubblica. L’atteggiamento del Duca di Milano fu adombrato dal suo governatore di Savona che ricevette il re con una tale deferenza da sembrare che fosse venuto non come prigioniero, ma per prendere possesso della città (60).

Alfonso trascorse dieci giorni nel castello di Savona, aspettando la prossima mossa del Duca e rifornendo il suo guardaroba, essendo arrivato coi soli indumenti che indossava. L’8 settembre, in compagnia di Enrico, il principe di Taranto, il Duca di Sessa. Inigo Davalos ed Inigo di Guevara, partì per Milano. Viaggiando con calma e percorrendo tre leghe al giorno, la compagnia attraversò Pavia per raggiungere la capitale di Filippo Maria, il 15 settembre.

Note:
58) I prigionieri che capitarono peggio furono Franci de Bellvis e Gutierre de Nava; i  loro saccheggi ai danni della flotta, infuriarono i genovesi a tal punto che furono gettati nella prigione comune e furono gli ultimi a riacquistare la libertà.

59) Zurita (Anales VI 98)

60) “il quali ricevette il Re con tanta venerazione che parea che fosse venuto non prigione, ma pigliare possessione di quella città” ( Costanzo, Historia – III 31)

Medaglia di Filippo Maria Visconti

- Terminiamo la rievocazione storica di quell’avvenimento bellico con una sintesi storica un po’ amara per l’ammiraglio Biagio Assereto. Gli avvenimenti, purtroppo, presero un’altra piega come ci racconta lo storico Giovanni Balbi:

“I prigionieri non furono condotti a Genova, che non ebbe così il suo atteso trionfo. Li volle dirottati a Milano Filippo Maria Visconti, a cui allora la Repubblica era soggetta. Alfonso d’Aragona e i suoi, una volta a Milano, furono subito rimessi in libertà e il re spagnolo sottoscrisse con il Visconti un accordo in base al quale quest’ultimo lo avrebbe addirittura aiutato nella conquista del reame di Napoli. I genovesi si ribellarono a questo voltafaccia dei milanesi e ne fecero colpa ad Assereto, accusandolo di tradimento e vietandogli il ritorno in patria: e forse un po’ di responsabilità l’ammiraglio doveva avercela, se lo ritroviamo remuneratissimo governatore di Milano al servizio di Filippo Maria Visconti e conte di Serravalle Scrivia. Infine, nel 1437, eccolo anche commissario ducale di Parma e comandante dell’armata milanese nella guerra contro Venezia. Riuscì a mostrare ancora di che tempra egli fosse. Passato al servizio di Francesco Sforza sconfisse infatti prima a Chiusa d’Adda e poi a Casalmaggiore l’ammiraglio veneziano Querini e lo costrinse a ripiegare sulle lagune. Ma si sentiva stanco di gloria e di battaglie: e così si ritirò nel suo castello di Serravalle Scrivia, ospitando amici, cacciando, dilettandosi di studi letterari, intrattenendo corrispondenza con artisti e pittori. Era amico anche di Enea Silvio Piccolomini, divenuto Pio II dal 1458. Di lui, anagraficamente, l’unica data certa é quella della sua morte: a Serravalle Scrivia, il 25 aprile 1456”.

Rapallo, 26 gennaio 2013
Carlo GATTI

Bibliografia:

- Storia di Genova – Federico Donaver

- Navi e Marinai – Compagnia Generale Editoriale

- La Battaglia navale di Ponza del 1435. Alfonso il Magnanimo (1416-1458)”

di Alan Ryder – (Traduzione di Silverio Lamonica)

- La Mia Gente – IL SECOLO XIX

 


RELAZIONE Attività Mare Nostrum 2012


RELAZIONE Attività Mare Nostrum 2012

 

 

Cari associati,

 

L’anno 2012 è stato ricco di eventi ed avvenimenti che, grazie anche all’attività culturale e promozionale portata avanti dalla nostra associazione, hanno particolarmente arricchito l’offerta storico-documentale dedicata alle nostre radici marinare ed agli appassionati  cultori di storia locale.

 

In linea generale vanno ricordati per il loro valido supporto promozionale il nostro sito sul web, il periodico Il Mare, il MUSEO MARINARO Tommasino-Andreatta ospitato presso la Scuola TTLLC di Chiavari e l’Associazione il SESTANTE di cui il presidente com.te Enzo Gaggero é nostro socio.

 

Ciò detto si evidenzia il corposo elenco degli eventi realizzati nell’anno 2011.

“ DA CAVOUR ALLA CAVOUR ”

140 anni di sviluppo della tecnologia navale in Italia

Sabato 17 dicembre 2011, presenti tutte le massime Autorità militari e civili di Spezia, si é tenuta l'Inaugurazione della Mostra "Da Cavour alla Cavour". Il nostro socio Ing. Marco Prandoni organizzatore, responsabile e probabilmente ideatore della Mostra, ha riscosso un "enorme" successo personale. L'idea della Mostra é nata dalla storica collaborazione tra L'Università d'Ingegneria di Genova e la Marina Militare.

A Marco Prandoni invio a nome di Mare Nostrum un grande applauso di stima per l'impegno qualitativo e quantitativo profuso che fa tanto onore a lui e alla nostra Associazione che ha collaborato con alcuni modelli del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta e con la modernissima “grafica” dei nostri soci Claudio Molfino e Sandro Bonati.

MUSEO NAVALE – ARSENALE M.M. – LA SPEZIA

Dicembre 2011-Dicembre 2012. Durante il periodo di apertura della Mostra, nella Sala Auditorium di cui essa é corredata, si sono tenute conferenze sui temi tecnici e storici navali e marittimi, ed altri eventi culturali.

28.2.2012 - Palazzo Ducale-Genova si é svolta l'annunciata conferenza sull'U-boot 455 con interventi del presidente, vicepresidente e dei due relatori: la sub Eva Bacchetti Del Veneziano e il nostro Emilio Carta. La posizione centrale del Ducale, il prestigio della "A Compagna", nonché il celebre filmato di cui dispone la nostra Associazione, hanno richiamato 150 persone che hanno dimostrato grande interesse per l'argomento  tributando scroscianti applausi all'indirizzo di Mare Nostrum.

17.3.2012 - L’Associazione “Spazio Aperto” di Via dell’Arco di Santa Margherita Ligure ha organizzato: Misteri in fondo al mare. I segreti nascosti negli abissi e nella mente umana. Relatore Emilio Carta, giornalista e autore del libro “Il collezionista d’armi”.

 

Come trasmettere le proprie conoscenze storiche, l’esperienza di navigazione, un passato da giornalista senza annoiare?

 

Quale moderatore dell’incontro si é proposto il direttore artistico di “Via dell’Arco”, Giovanni Galvani.

Sabato 24 marzo alle ore 17 nella Civica Sala incontri della Biblioteca (Genova) Emilio Carta e il sub Lorenzo Del Veneziano hanno presentato il libro dedicato al libro storico-fotografico U-Boot 455 e trenta immersioni nelle acque della provincia di Genova.

Domenica 25 marzo alle ore 16,30, ospiti dell’associazione culturale di Santa Margherita L. “La Corallina”, Emilio Carta e Carlo Gatti hanno offerto una nuova lettura del ritrovamento dell’U Boot 455, che tanto interesse ha destato in Europa e nel mondo, negli abissi della nostra costa a -120 m di profondità. Emilio Carta ha raccontato le ultime novità e verità emerse sul sommergibile tedesco, misteri che ancora dividono gli esperti ma che ormai paiono definitivamente acclarate. Il Comandante Gatti ha invece tenuta desta l’attenzione del pubblico circa le responsabilità ancora da dipanare con estrema chiarezza sul naufragio della nave da crociera Costa Concordia e sugli errori di manovra imputabili al Comando.

 

Martedì 27 marzo alle ore 18, a Genova, nella Sala Convegni della Fiera del Mare, Emilio Carta, Lorenzo Del Veneziano e Carlo Gatti hanno offerto gli ultimi spunti, anche polemici, sul naufragio della nave passeggeri Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio nel gennaio scorso.

Venerdì 6 aprile alle ore 18 il socio Emilio Carta, al Circolo Golf & Tennis di Rapallo - come aveva già fatto a novembre durante la scorsa edizione nella sede associativa del Gran Caffè Rapallo in occasione della Mostra Mare Nostrum – ha illustrato la pubblicazione “All’inferno e ritorno” curata dallo stesso E. Carta e legata ad un episodio dell’ultima guerra mondiale del quale era stato protagonista, suo malgrado, il marò-cannoniere Mario Ammi.

 

All’incontro erano presenti anche numerosi soci della nostra Associazione. In tale occasione è stato anche presentato un breve filmato di Ernani Andreatta riguardante la “guerra sui mari”.

 

Venerdì 16.3, il periodico IL MARE con i suoi collaboratori affluiti numerosi (16) al Gran Caffé Rapallo, ha rinnovato il suo simpatico appuntamento annuale. La testata come sapete é in forte crescita con grande richiesta da parte dei rapallesi e non solo. Purtroppo, dati i tempi, la “testata” si trova in debito d'ossigeno con la pubblicità. Per l'occasione sono state consegnate dalla dott.ssa Lavagno Canacari  pergamene-ricordo al dir. Emilio Carta, all'editore Massimo Busco e all'anfitrione della serata dott. Brasey.

23 Aprile 2012

Il nostro socio T.V. Enzo GAGGERO ha tenuto l’attesa conferenza su Luigi Rizzo alla Casa della Gioventù per l’Associazione “Marinai d’Italia” a Rapallo.

 

29.4.2012

Il socio E.Carta ha presentato il suo ultimo romanzo: IL COLLEZIONISTA D’ARMI al Café Hotel Europa impegnato nel suo il primo “aperishow spy”.

19.5.2012 Il socio Maurizio Brescia ha tenuto una serie di conferenze sul tema:

152° anniversario della partenza dei Mille da Quarto

Giovedì 10 maggio

17,30 Presentazione del volume “Le navi di Garibaldi” di Paolo Piccione con l’Autore interverranno: Maria Stella Rollandi (Università di Genova), Maurizio Brescia, storico navale, membro del comitato di redazione della rivista mensile “Storia militare”, Raffaella Ponte dell’Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento).

19 maggio 2012Maurizio Brescia ha presentato:

Vent’anni di STORIA MILITARE meritando un grande successo personale.

PROGRAMMA ESTATE 2012 - Su invito della Proloco  di Recco, MARE NOSTRUM é stata impegnata per una serie di importanti Eventi.

1)-Sabato 4 AGOSTO - Ore  (21,15)  Enzo Marciante   ha parlato del suo libro "Storia di Genova a fumetti" ed ha proiettato delle immagini con i suoi disegni. Ha presentato Emilio Carta.

2)-Sabato 11 AGOSTO Ore (21,15) - Emilio Carta e Ernani Andreatta sono stati relatori del "Viaggio della Carlo Erre", il piroscafo maledetto. Una storia vera di emigranti colpiti dell'epidemia di colera. Per l'occasione é stato proiettato un prezioso filmato sull'emigrazione elaborato dal socio Ernani Andreatta.

3)-Domenica 12 AGOSTO Ore 21,15- Presso l’ORATORIO DEI NERI di Rapallo, E.Carta e E.Andreatta hanno intrattenuto il numeroso pubblico sul ritrovamento del relitto della "Corazzata italiana ROMA". E’ stato proiettato un filmato eccezionale e sono intervenuti testimoni ed esperti storici del settore navale.

4)-Venerdì 17 AGOSTO Ore (21,15) - Recco. Conferenza su '"I grandi Naufragi" con l’intervento di E.Andreatta-E.Carta-L.Del Veneziano-C.Gatti – Sono stati proiettati filmati sulle navi: Locarno-Bianca C.- Costa Concordia. E’ seguito un interessante dibattito.

5)-Martedì 16 OTTOBRE Ore (21,15) - Recco. Si é svolta una importante Conferenza sulla  "Storia del Rex" – E’ stato proiettato un filmato d'epoca. Sono intervenuti Andreatta E. -Carta E. - Gatti C. e testimonials dell'epopea dei transatlantici.

Mostra di Mare Nostrum ed. 2012

La Mostra si é svolta entro le seguenti date:

Sabato 13 ottobre: -   Alle 10,30 Inaugurazione della Mostra nella sala consiliare, alla presenza del Sindaco e numerosi Assessori e Autorità. Si é tenuta, in seguito, l’annunciata Conferenza Stampa e la presentazione dell’annuale fascicolo e dell'intero programma.

Domenica 28 ottobre Alle ore 17.30 si é svolta la Cerimonia di chiusura della Mostra con il saluto del Sindaco. Sono stati consegnati gli attestati agli espositori e partecipanti.

Tra il 13 ottobre e il 28 ottobre Mare Nostrum ha effettuato, ogni sabato e domenica, varie conferenze, presentazioni di libri di carattere marinaro e videoproiezioni che riportiamo qui di seguito nel Programma stampato e distribuito in migliaia di copie sul territorio.

Tra ottobre e dicembre 2012

Un nutrito programma storico-culturale ha visto impegnato il ns. Vicepresidente Maurizio Brescia.

 

Si é tenuto al Museo del Risorgimento di Genova (via Lomellini, 11) un ciclo di conferenze dal titolo "Storie di navi, uomini e battaglie". Di seguito riportiamo il programma dei quattro incontri che comprendevano proiezioni di documenti iconografici e multimediali:

10 ottobre 2012mercoledì h. 17.30
: “La Marina italiana dall’Unità alla Grande Guerra”

26 ottobre 2012venerdì h 17.00: 
”I fotografi navali, tra arte, immaginazione e tecnologia”

14 novembre 2012mercoledì h 17.00
: “Navi e marinai nell’iconografia della battaglia di Lissa” (nell'ambito della presentazione del restauro dei dipinto di Giovanni Selerio "La battaglia di Lissa", a cura di Franca Carboni dell’Istituto Mazziniano)

4 dicembre 2012martedì h 17.00: 
”Storia delle bandiere navali italiane 1848-1946”

PREMIO NARRATIVA

21 settembre 2012 alla Caserma TTLLCC di Chiavari s'é svolta la quarta edizione del Premio Narrativa.

 

Un gran successo!!!! Sia per il clima di commemorazione del ritrovamento della corazzata ROMA, sia per la partecipazione dei “parenti chiavaresi” delle vittime, sia per i vincitori dei premi. Per Mare Nostrum hanno partecipato i soci Simonetta Pettazzi, G.Boaretto e signora, il sottoscritto e signora e naturalmente Nanni Andreatta che ha prodotto e presentato un eccezionale DVD-documentario sulla Roma con rare testimonianze. Un sentito ringraziamento deve essere rivolto al Comandante Benedetti della base di Chiavari, ai suoi collaboratori ed al caro amico di Mare Nostrum Maggiore Vito Casano per la loro sempre eccellente ospitalità. Il Museo é rimasto aperto per il numeroso pubblico, che ha dimostrato, come sempre, tanta ammirazione.

MOSTRA MARE NOSTRUM 2012

Qui di seguito sono elencati gli EVENTI, gli ospiti e i temi affrontati in questa edizione.

 

 

16 novembre 2012, L’Associazione culturale STELLA POLARE ha organizzato presso il Café De Filla di Chiavari un incontro sull’AFFONDAMENTO DELLA CORAZZATA ROMA. Relatore il socio Ernani Andreatta. Presenti numerose Autorità comunali, provinciali e regionali. Il numeroso pubblico ha tributato un caloroso applauso al nostro socio Comandante per l’impegno profuso in questa ricerca di grande attualità.

 

Venerdì 30 novembre

Nella sede di Mare Nostrum, a Rapallo,  il prof. Giovanni Giosué Chiesura ha presentato il romanzo storico:

 

DEFIXIONES

Il Mistero delle Tavolette Magiche.

Autrice la nostra socia Marinella Gagliardi Santi. Grande successo di pubblico e di critica.

6 dicembre 2012 – La Spezia

Cerimonia di Chiusura della Mostra

"Da Cavour a Cavour - 140 anni di sviluppo della tecnologia navale in Italia"

- Il C.Ammiraglio Marco Manfredini, Macchinista Navale ed Ingegnere, Direttore dell'Arsenale, ha dato il BENVENUTO al numeroso pubblico presente (oltre 500 p.)

- Intervento di Aristide Massardo, Preside della Scuola Politecnica di Genova che vede riunite Ingegneria e Architettura. Professore ordinario di Macchine e sistemi per l'energia e la propulsione e ingegneria dei sistemi energetici.

- Intervento del C.Ammiraglio Claudio Boccalatte Presidente della Sezione ATENA della Spezia, che ha condotto la Conferenza sul Tema:

"Dalla regia Scuola Superiore Navale alla Scuola politecnica. Cenni sull'evoluzione della Progettazione Navale e della Didattica in Italia"

RELATORI ED ARGOMENTI:

* D.ssa Silvia Pierdicca e Dr. Giuliano Bonanno della Biblioteca della Scuola Politecnica:

"Il Patrimonio Storico Scientifico della Scuola Politecnica - Ausilii alla Didattica della R.S.S.N.”

* C.Amm. Claudio Boccalatte:

"Evoluzione della Progettazione Navale e della Didattica dal 1871 al XXI Secolo"

* Ing. Giuliano Vernengo del DITEN della Scuola Politecnica:

"Attuali Metodi e Strumenti per la Progettazione Navale e la Didattica"

Ha fatto seguito un eccellente e cordialissimo:

"Vin d'Honneur"

Un ringraziamento particolare al socio Ing. Marco Prandoni artefice di questa importante e significativa carrellata storica che ha fissato nel tempo eventi importantissimi della nostra Marina Militare. I numerosi interventi dei conferenzieri hanno illustrato i risultati tecnologici raggiunti e le applicazioni a bordo delle navi, nelle vasche idrodinamiche con le varie strumentazioni citate, ed infine le Sedi Universitarie di Ingegneria e Archittetura per la formazione del personale altamente specializzato.

Ricordo a tutti che i soci  E.Andreatta (Museo) e C.Molfino (Grafico e Coreografo) hanno collaborato al successo di Marco P.

- I soci Andreatta, Boaretto, Bucca, Gatti, Molfino, Prandoni hanno presenziato alla Cerimonia.

 

Giovedì 13 - alle ore 17.00

Mare Nostrum ha partecipato ad un meeting sul REX organizzato dall'Associazione Culturale L'AGAVE che è presieduta dalla Signora Mirna Brignole. L’ormai famoso E. Starnini ha partecipato con altri testimonials dell’epoca.  L’incontro si é svolto presso la sede ubicata nello stesso stabile di PALAZZO ROCCA. Il socio Nanni Andreatta ha proiettato un interessante Power Point di foto che ha introdotto il TEMA sviluppato dal presidente. Sono seguite molte domande del pubblico ed un nutrito dibattito.

Con gran piacere v’informo che il Sito di Mare Nostrum, che curo personalmente come webmaster, ha raggiunto le 12.000 visite in venti mesi di attività e ci ha permesso una visibilità a livello mondiale. Siamo seguiti in tutti i continenti e i nostri scritti vengono giornalmente letti e apprezzati da storici di fama mondiale.

 

Ringrazio il Sindaco e la Giunta Comunale per il contributo che viene elargito a Mare Nostrum a sostegno dell’Attività Culturale diffusa su tutto il territorio ligure e che raggiunge la sua massima espressione della annuale Mostra e Pubblicazione, che va letteralmente a ruba per l’aumento esponenziale dei suoi collezionisti.

 

Ringrazio di cuore i soci che ci aiutano “manualmente” nei mesi di punta.

 

Ringrazio coloro che collaborano al nostro successo con semplici fotografie, segnalazioni, commenti via e-mail e sul sito, perché tengono vivo l’interesse ed il gusto della ricerca e della discussione dando vivacità e un senso critico all’Associazione.

 

Ringrazio il tesoriere che, oltre a tenerci i conti in ordine, ci indica il superamento degli ostacoli che ogni anno ostacolano e aumentano la nostra fatica.

 

Ringrazio e mi complimento con i soci che organizzano Mostre fuori sede, scrivono libri e s’impegnano in convegni, incontri, congressi, simposi, raduni mettendo sugli scudi il nome di MARE NOSTRUM.

 

Ringrazio gli amici fraterni E.Andreatta, G.Boaretto, M.Brescia, E.Carta, C.Molfino, M.Prandoni con i quali la fatica ed il superamento degli impegni diventano un divertimento.

 

Ringrazio tutti coloro che per impegni familiari e di lavoro sono fisicamente lontani ma sempre pronti a sostenerci con suggerimenti e consigli.

 

Ringrazio mio fratello Giampiero che ci offre gratis la sede, la Sala Convegni e

prezzi “stracciati” per le nostre “abbuffate”.

 

Ringrazio il nostro Editore Massimo Busco che ci permette il grande vanto di possedere un organo di stampa: IL MARE in crescita costante.

 

Ringrazio i nostri soci-Presidenti di altri Enti: E. Andreatta Curatore del Museo Marinaro Chiavari, Enzo Gaggero Presidente dell’Associazione IL SESTANTE,

Giancarlo Boaretto vicedirettore del Museo Marinaro di Chiavari, che oltre ai loro pesanti impegni di routine, condividono con noi l’esigenza d’interagire, partecipare e offrire le proprie pecularieta’ al servizio di un “Progetto Comune” tendente alla divulgazione della Cultura Marinara.

 

Ringrazio infine i Nuovi Soci che ci hanno deliberatamente scelti per condividere con noi l’amore per il mare e le sue storie.

 

Il Presidente: Carlo Gatti

L’addetto stampa: Emilio Carta

 

Rapallo, 24.12.2012

 


COS'E' LA PUDDINGA?

 

Cos'é LA PUDDINGA?

Il mare e la puddinga si sposano in quest’incantevole scenario della nostra riviera

Questo mini faraglione é noto con il nomignolo: CAREGA (sedia) per la sua inequivocabile forma. Spesso da ottobre a maggio funziona da osservatorio e trampolino per i cormorani, gabbiani e saltuariamente anche aironi. Lo scoglio si trova lungo la passeggiata tra Santa Margherita e Paraggi. Un esemplare di Pino d’Aleppo lo sovrasta offrendo uno scorcio tra i più suggestivi della zona.

Chi ama passeggiare in mezzo alla natura nostrana, si sarà accorto che a partire dalla zona di mare sottostante il convento della Cervara e proseguendo in direzione Portofino, gli scogli sembrano artificiali.

Le pietre ovali e rotonde appaiono impastate con una sorte di cemento, come se migliaia di antichi muratori si fossero messi al lavoro per ordine  di un fantomatico e stravagante Signore d’altri tempi. Invece, quella forma di stramba architettura marinara ha un nome, si chiama puddinga. Se ne vedono pochi esemplari nel mondo e noi siamo tra i pochi testimoni, per lo più distratti e disinteressati, che si ritengono dei privilegiati osservatori.

In questa carta geologica del Promontorio del Parco di Portofino, la parte superiore rappresenta il la roccia di calcare, mentre la parte inferiore quella di puddinga o conglomerato.

Il Promontorio di Portofino si snoda per 13 km, con coste rocciose che degradano dolcemente in mare. La puddinga di Portofino e il calcare del Monte Antola coesistono formando due entità geologiche distinte. Il monte Antola (1597 mt s.l.m.) è situato nella zona tra le quattro province  di Genova, Alessandria, Piacenza e Pavia. E’ la cima più elevata dell’omonimo parco e si trova sul crinale che raccorda l’alta Valle Scrivia con l’alta Val Trebbia. Si distingue per la sua sommità erbosa, a forma piramidale, sopra la quale si innalza una croce. Ai piedi della vetta sorge una piccola cappella.

La baia di Paraggi ed il mar color smeraldo appena schiarito dal riflesso della puddinga

I geologi preferiscono usare il termine tecnico conglomerato e fanno risalire la sua nascita a circa 30 milioni di anni fa. Si tratta di una roccia sedimentaria composta da ciottoli trasportati  da corsi fluviali o correnti marine.  In Liguria si può trovare nella zona del monte Maggio e del monte Antola, oltre che nel promontorio di Portofino. Scientificamente, questa particolare roccia è costituita: da ciottoli rotondi e ovali di varia grandezza cementati da una matrice calcareo arenacea o marnosa. Oppure, viene anche definita: roccia sedimentaria costituita da frammenti tondeggianti cementati con leganti a base di calcare, silice o argilla che fa pensare ad una sedimentazione in ambiente marino.

Il lettore si chiederà da dove derivi il curioso nome puddinga? E’ presto detto. Pudino é la voce usurpata agli Inglesi (PUDDING) che più comunemente corre nella forma ‘budino’. (Torta composta in varie maniere, nella quale sogliono entrare come ingredienti l’uva di Corinto e frutta candita). Ma la nostra puddinga, purtroppo, non é commestibile e rappresenta proprio un’altra sostanza che ricorda il ‘pudding anglosassone’ soltanto nel rimescolamento degli ingredienti pietrosi. Abituati, ormai, ad accostare la roccia di puddinga soltanto al lato mare del Promontorio di Portofino, rimaniamo sorpresi nello scoprire che anche l’entroterra di Genova ci offre spettacolari scenari come mostra la foto qui sotto.

Scenografici torrioni di puddinga

Alta Valle Scrivia. Il castello dei Fieschi a Savignone si trova incastrato su un roccione di puddinga. Fu un tempo fortezza e residenza padronale nonché oggetto di battaglie e assedi.

Altri poderosi blocchi rocciosi di puddinga sono conosciuti a livello scientifico come Conglomerato di Savignone, chiamato cosí proprio per la particolare diffusione che ricopre in Valle Scrivia (Monte Maggio, Monte Reale, Savignone), ma anche in Val Borbera (Ripa di Rocchetta L. Strette di Pertuso).
Osservandone gli svettamenti sembra di vedere un’antica colata di cemento con tantissime pietre di fiume catturate e ‘annegate’, con cui la natura impartisce un’innovativa tecnica costruttiva ai posteri. Questo conglomerato si é formato circa 25 milioni di anni fa (Oligocene) in seguito ai movimenti della crosta terrestre causati dalla deriva dei continenti; geometricamente si sovrappose poi ai calcari del Monte Antola.

Laddove sono presenti le puddinghe, il paesaggio assume un aspetto ripido e scosceso, mentre i corsi d'acqua sembrano seguire percorsi obbligati tra la dura roccia oligocenica.

Un altro raro e stupefacente scenario dello stesso tipo geologico, lo troviamo nella Val Vobbia, dove le alte strutture rocciose risultano essere i torrioni del Castello della Pietra e le Rocche del Reopasso, che s’innalzano entrambe dalle gole della valle.
(vedi foto sotto). Le ultime sono costituite da una cresta rocciosa di puddinga e si trovano nell'Appennino Ligure, in valle Scrivia, tra i comuni di Busalla, Crocefieschi e Vobbia, all’interno del Parco.

Il castello della Pietra (nella foto) é un’antica fortificazione sita nel comune ligure di Vobbia, ubicato nell’omonima valle in cui scorre il torrente Scrivia.  La costruzione é incastonata tra le rocce di puddinga e costituisce il più caratteristico monumento dell’entroterra genovese. Polo d’attrazione culturale e paesaggistico del Parco naturale regionale dell’Antola.

Da lontano hanno un aspetto veramente impressionante e si comprende come le popolazioni di queste zone le abbiano chiamate così. Due torrioni di puddinga alti 150 metri circa, dall’aspetto  dolomitico,  si stagliano solitari contro il cielo, spogli, austeri e inquietanti.

CARLO GATTI

Rapallo, 20 settembre 2013

 



...QUANDO S'ANDAVA PER PAGELLI...

 

... Quando s’andava per pagelli ...

 

Le estati del dopoguerra erano calde e di notte si cadeva tra le braccia di Morfeo sotto la zanzariera in giardino, cullati dallo swing che saliva in collina dalla Taverna Azzurra. Eravamo cresciuti in fretta sotto le bombe di Pippetto e c’era una gran voglia di allontanare le paure degli sfollamenti, degli umidi rifugi e dei proiettili che piovevano senza preavviso. Il peggio era passato e con gli amici di famiglia, ogni lunedì, si rendeva omaggio alla vita in mare aperto e poi sulla spiaggia. Mio padre e i suoi amici ci mettevano al remo e noi li portavamo a pescare i pagelli al largo di Zoagli. Mio fratello Pino aveva già una bella cascetta mentre io difendevo il mio posto di lavoro gonfiando ‘a muscolatûa d’un peccetto’ (la muscolatura di un pettirosso)  improvvisando smorfie da vogatore esperto.

 

... Il rito che precedeva la partenza ...

 

 

Il castello negli anni ‘50

L’appuntamento era intorno alle 04 sugli scogli posti di protezione all’antico Castello ‘per fâ a stramüse’ *(stramuggine, chiamata anche tramuise nel ponente genovese). Questi vermi d’acqua di mare, lunghi due o tre centimetri, dimoravano in blocchi di sabbia sommersi e si muovevano in una ragnatela di gallerie sapientemente architettate; oggi, gli amici delle Nagge mi dicono che quelle esche sono in fuga da tempo, ma nessuno sa per quale rotta e perché...

 

 

Un bell’esemplare di pagello, era l’obiettivo della spedizione...

Un tempo questo vermicello copriva interamente l’amo del bolentino e diventava invisibile all’ignaro pagello che rimaneva fregato. Questa preda era il principe del medio fondale, un pesce estremamente combattivo e lo ricordo come un grande ‘ribelle’ anche quando era di taglia modesta. Il pagello era un ambito trofeo di cui fregiarsi al rientro sull’imbarcadero di Langano! Sotto il sole cocente il suo dorso abbagliava come una pietra preziosa e la livrea bruno-rosato sfumava elegante sui fianchi.

La focaccia era ancora calda: “attenzion che no se bàgne” . Il vino bianco era appena uscito dalla ghiacciaia: “attenzion che no s’inverse”. Ogni movimento intorno a quel lungo e pesante gozzo ligure assomigliava ad un rito antico, che ogni lunedì veniva celebrato in onore della dea della pesca e della navigazione. *(Artemide era venerata a Creta come Dictunna, inventrice delle reti).

Nessuno parlava. Il buio disegnava ombre che proiettavano sangue dagli occhi e dalle mani: la mattanza di pagelli nel mare nostrum apriva lentamente il suo palcoscenico.

Non era una facile cattura! Ma Leo, il nostromo di bordo, conosceva le armîe,  *(punti di riferimento a terra) e non si sbagliava mai. Solo lui intuiva i movimenti del pagello sui fondali misti di fango, sabbia, scoglio,  ma che non disdegnava neppure la posidonia.  Leo aveva una specie di grande orecchio che avvertiva il grufolare del pesce, indicava un lato e sussurrava in dialetto misto: “danni un anticchia de remmo!” Sembrava che lo stesse pedinando a 200 metri di distanza e, noi ragazzi, ci sentivamo presi per il c...! Ma alla fine aveva sempre ragione lui.

Neppure da ubriaco o sotto tortura avrebbe confidato a qualcuno i suoi segreti, figuriamoci  alla bassa forza imbarcata... cioé noi. Al solo parlarne gli si gonfiavano le vene del collo e cominciava a sbuffare come un toro.... Era un tabù e basta! C'era di mezzo l'amicizia, la stima, la tradizione, la cultura di generazioni di pescatori della costa e, soprattutto il lunedì, diventato il giorno più sacro della settimana. L’ armîa era il segreto da non profanare, da non spantegâ in gïo ai ciaetezzozi *(da non confidare ai pettegoli) della domenica, anzi del lunedì perché  sarebbe finita la festa!

Già! Ma perché si partiva sempre di lunedì? E’ semplice! Era il giorno di chiusura dei parrucchieri. Leo era uno stimatissimo figaro siciliano di Caroggio Drito, eccellente pescatore con il bolentino, era l’unico rapallese importato che conosceva le armîe dei pagelli nel nostro golfo. Di lui ricordo la carnagione afro-mediterranea ed il profumo dolciastro di quei capelli neri, lisci e lucidi, una simpatica moglie rapallina e una parlata ligure-siciliana che mi risuona ancora oggi nelle orecchie. Che tempi?!

Non so per quale ancestrale prurito...?! Ma si doveva arrivare all'alba sulla fossa dei pagelli. Si diceva che dovevamo essere puntuali con la prima colazione. Nel dopoguerra, tanti erano rimasti rintronati dalle bombe e parlavano con le anime dei defunti, Leo parlava con i pagelli e tutti si fidavano della sua magia.

 

 

Il gozzo ligure

Si vogava alla gran puta con quei remi pesanti del gozzo ligure di Leo, fino a quando un gesto scaramantico segnalava l’arrivo nella la zona P. Leo prendeva i remi in mano e cominciava a fare strane serpentine. A volte la sceneggiata durava anche 15 minuti e alla fine partiva l’ordine: “cala trinchetto”! Noi ragazzi ci eccitavamo a scrutare il viso in tensione degli anziani che mugivano ad ogni metro di lenza salpata, inveivano e poi esultavano quando sentivano il peso del pagello che saliva lottando da quella prodondità. “Belin! U saiâ tre chilli!” Ne ipotizzavano le misure e noi staccavamo lo sguardo dai loro volti solo quando il pagello arrivava sottobordo.

 

 

Il momento tanto atteso

A noi ragazzi, con meno astuzia dei pagelli, succedeva di perderli proprio nell’ultimo strappo contro la falchetta della barca. Era come prendere un colpo basso nel momento che le stavi dando...

 

 

Ognuno si scegli i propri amici...

Erano pagelli rosati che odoravano di mare nostrano, pulito, inconfondibile e poco prima di mezzogiorno, si rientrava alla base. Dove? C'é una baia che oggi pochi giovani conoscono, si chiama Marina di Bardi (Zoagli). A 20 metri dal bagnasciuga c’era un massiccio muraglione costruito dalla Todt germanica come difesa antisbarco. A ridosso di quel muro  le ‘nostre’ madri,  mogli, amiche e qualche invalido rimasto a terra... preparavano il fuoco con la legna che il mare aveva ammucchiato d'inverno. Noi ragazzi remavamo verso terra mentre i vecchi pulivano il pesce con l'acqua di mare. Ho ancora quei profumi salmastri nel naso e la nostalgia di quei tempi nel cuore. Si mangiava, beveva e si scherzava fino al tramonto. I vecchi parlavano ‘grasso’, noi facevamo finta di non capire... era un film di felliniana memoria.

Fascisti, partigiani, bombardamenti e racconti di scontri in collina. Tutto finiva nel vino, nella farinata, nei polpettoni, nell’amicizia, nella ritrovata  libertà e nella speranza di un futuro migliore.

Dalla fossa dei pagelli, Rapallo sembrava scolpita ai piedi di verdi colline che ondeggiavano pulite tra le Crêuze de mä.

Carlo Gatti

 

Rapallo, 20 settembre 2013

 

 


RELAZIONE Attività Mare Nostrum 2010

ATTIVITA’

ASSOCIAZIONE MARE NOSTRUM 2010

Il 2010 ha segnato per Mare Nostrum un Anno di Crescita in tutte le direzioni.

L’Atto di Costituzione dell’Associazione ci ha posto “ufficialmente in gioco”

con il Comune, con il Pubblico, con i nostri Soci, con l’ampliamento dei nostri programmi, impegni e richieste di partecipazione a Convegni, Dibattiti e a prendere posizione sulle problematiche marinare che hanno visto numerosi incidenti navali, ecologici ecc... Il tema centrale della nostra attività, come é noto, é stata la Mostra Annuale al Castello. Mai come quest’anno, l’impegno é stato così gravoso e dispendioso di energie e risorse, ma il risultato é stato eccellente. La famiglia Costa Armatori di Rapallo, alla quale é stata dedicata la mostra fotografica e la pubblicazione, ha risposto con entusiasmo e con altrettanta partecipazione ha risposto la cittadinanza del Tigullio.  Le nuove generazioni, in particolare, hanno scoperto il passato ed il presente di una “grande” famiglia d’imprenditori che tanto ha fatto per la nostra città e per i suoi abitanti durante un secolo e mezzo di storia rapallina. Sotto questo punto di vista, l’annuale pubblicazione (la nona) di Mare Nostrum, redatta da M.Brescia, E.Carta e C.Gatti, ha lasciato una preziosa testimonianza che va ad aggiungersi alle precedenti edizioni lasciando ai posteri pagine di TRADIZIONE storica locale che altrimenti sarebbero cadute nella distrazione e nell’oblio.

SITO INTERNET

Nel 2010 sono proseguiti i contatti del Direttivo per dotare Mare Nostrum di un nuovo strumento di comunicazione: il sito internet. E’ nostra assoluta volontà poter sfruttare questo mezzo di comunicazione informatico perché Il nostro obiettivo finale è la diffusione della nostra passione per il mare, la sua storia, la sua cultura e le sue problematiche. Vogliamo essere presenti in internet con un sito accattivante, che possa incuriosire i giovani e i meno giovani per avvicinarli, tramite un forum permanente, alla conoscenza della nave come risorsa economica umana tanto inestimabile quanto poco sconosciuta nel nostro Paese. Vogliamo entrare in internet per confrontarci con le altre Associazioni che hanno i nostri stessi obiettivi e per promuovere i nostri scritti che sono frutto di esperienza vissuta e degna di essere tramandata. Vogliamo entrare in internet per collegarci con i “liguri nel mondo” e donare ai “rapallini” delle Americhe e dell’Australia i nostri messaggi mensili contenuti in “Rapallo Notizie” che presto si chiamerà nuovamente Il MARE”. Vogliamo entrare in internet per ristabilire il cordone ombelicale con queste comunità lontane che “sognano” la loro bella Rapallo e sperano nei nuovi strumenti di comunicazione per un avvicinamento “virtuale”  di conoscenza e partecipazione alla crescita ed alle problematiche del proprio Paese d’origine. Il sito internet può anche diventare un veicolo di pubblicità in grado di rendere risorse da investire in programmi sempre più ampi.

Concludiamo con un certo orgoglio che la promessa é stata mantenuta. All’inizio del 2011 é partito il SITO-INTERNET dopo soltanto un mese di rodaggio. Si può quindi affermare, con grande soddisfazione, che tutti gli obiettivi che ci siamo posti in questi ultimi anni, sono stati raggiunti. Ringrazio tutti i Soci per l’appoggio incondizionato al nostro lavoro ed in particolare  Emilio Carta, Maurizio Brescia, Nanni Andreatta e Scipione D’Este che sono i veri pilastri di Mare Nostrum. Un particolare ringraziamento lo dedico all’Amministrazione Comunale che ci sostiene economicamente e ci é vicina dimostrandoci grande stima, considerazione e amicizia. Il Presidente Carlo Gatti.

I Contatti Culturali di Mare Nostrum

Gennaio 2010

PUBBLICAZIONE LIBERTY

La prof.ssa Francesca Fauri  ci chiese in visione, nel 2008 la pubblicazione di Mare Nostrum: "I Liberty, le navi che vinsero la Guerra e poi la Pace". (Autori M.Brescia.E.Carta C.Gatti). A pag.153, nota 76, la Prof.ssa ha scritto nel suo libro Il Piano Marshall e l’Italia:  “Un sentito ringraziamento a Carlo Gatti, Emilio Carta e Maurizio Brescia non solo per avermi inviato il prezioso lavoro sui Liberty, ma per i consigli bibliografici e la contagiosa passione per l'argomento”. Francesca Fauri insegna Storia economica dell'Europa contemporanea nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bologna, sede di Forlì. Per il Mulino ha pubblicato "L'integrazione economica europea" (2006), "Angelo Costa" (con V.Zamagni, 2007) e "Mezzo secolo di economia italiana" (con P.Battilani, 2008). Ci complimentiamo con la prof.ssa Francesca Fauri  per aver centrato con l’epopea dei Liberty un "obiettivo importante" colmando una lacuna nella bibliografia abbastanza scarna e poco approfondita della nostra storia contemporanea.

La nostra Associazione é sempre attenta e sensibile a ciò che accade ogni giorno nel mondo marittimo e i suoi soci sono quindi sempre pronti allo scambio di opinioni più o meno tecniche via e-mail.

Febbraio-Marzo 2010

INCIDENTE E DANNI NAVE PASSEGGERI: COSTA EUROPA”

Vedi 1° Allegato

28-29 maggio

Mare Nostrum partecipa con alcuni suoi esponenti del Direttivo alle Manifestazioni del GALATA  qui riportate.

Vedi 2° Allegato

Sabato 29.5.

50 ANNI DI DIPLOMA NAUTICO. si é tenuto al KULM di Portofino Vetta l'annuale Festa (organizzata dalla Società Capitani e Macchinisti Navali-1904) per i LUPI DI MARE

(ormai malconci) che si diplomarono mezzo secolo fa. Tra i premiati i nostri soci: Umberto Ricci e il Presidente Carlo Gatti.

Giugno, Luglio, Agosto 2010

TRAGEDIA ECOLOGICA GOLFO DEL MESSICO Per buona parte dell’Estate la nostra Associazione partecipa attivamente con proposte, discussioni e tesi avanzate dal nostro socio esperto di piattaforme petrolifere Pino Sorio.

Vedi 3° Allegato

29.6.2010

Inserimento sul  sito: http://www.tigullionotizie.it della versione pdf dell'ultimo numero del mensile di Mare Nostrum: RAPALLO NOTIZIE

8.8.2010

Presso l’Oratorio dei Neri, nell'Ambito EXPO Rapallo Tigullio, Mare Nostrum é  presente con Emilio Carta e Lorenzo Del Veneziano per un aggiornamento sugli ultimi ritrovamenti di relitti nel Golfo Ligure. Nell'occasione é stato proiettato un inedito filmato.

Vedi 4° Allegato

1.10.2010

Incidente nel porto di Genova del M/traghetto MOBY OTTA

In seguito all’ennesimo incidente portuale avvenuto nel Porto di Genova, si é sviluppata in seno alla nostra Associazione un acceso dibattito.

Vedi 5° Allegato

16.10.2010

AMNI –Torino. Mare Nostrum è stata ospite, con i suoi relatori: C.Gatti, E.Andreatta  presso la sede AMNI -Ttorino di un Convegno che si é tenuto sabato 16 ottobre con l’interessamento della Società Cap. e Macch. Navali di Camogli (della quale i relatori sono soci). Andreatta-Gatti ed altri Capitani di Camogli hanno parlato del Porto di Genova e dei suoi servizi: Pilotaggio, Rimorchio e dei libri che sono stati scritti sull'argomento dai relatori citati.

L'ospitalità dei Marinai di'Italia, presidente dott. Sibille, è stata eccellente ed abbiamo stretto un forte legame d'amicizia con promesse di rivederci presto. Uno dei relatori com.te Titti Figari (camoglino), residente a Torino, ha curato i dettagli organizzativi nella parte che ha preceduto l'incontro. Per l'occasione Nanni Andreatta ha invitato i membri dell'Associazione al suo Museo Marinaro e, molto toccante, è stato l'incontro con G.Pons superstite (predestinato) del naufragio della corazzata ROMA. Nanni A. ha proiettato e commentato per “l'illustre marinaio” un prezioso e raro filmato dell'affondamento. E' stato anche presentato con successo il libro del presidente C. Gatti dedicato all'epopea dei rimorchiatori genovesi: Con le Barcacce nel cuore. Cap. Enzo Camozzi ha parlato dell'importanza della marineria  di Camogli nella storia. Si sottolinea la suggestiva posizione della Sede-AMNI sulla riva del PO, a 100 metri dal Parco del Valentino in una cornice di verde davvero spettacolare. La visita alla sezione centrale del smg PRAVAGNA (del periodo tra le due guerre) è stato davvero interessante per tutti. Il piccolo Museo è ricco di testimonianze e reperti della 2a G.M. e appare curato con molto amore e passione, si tratta di un grande esempio di attaccamento alla Marina e alla Patria.

30.10.2010 - FOTO ACCADEMIA LIVORNO

MARE NOSTRUM ha partecipato, con l’interessamento del Presidente dell’Associazione Culturale IL SESTANTE E.Gaggero (nostro socio) ad una interessante quanto istruttiva visita all’Accademia Navale di Livorno. La foto  qui rappresentata é stata scattata dal personale dell’Accademia e coglie l’imponente partecipazione del gruppo. L’accoglienza é stata veramente “speciale” e l’amicizia con il Com.te Cervino ci ha permesso di visitare l’interessante Simulatore di manovra, la Capella, il Planetario, le Stanze storiche, il celebre “Brigantino”, la Biblioteca ecc... ed infine un ottimo pranzo nella storica Mensa Ufficiali.

Sabato 9 ottobre, alle 9.30,

Importante Convegno, a cura del Museo Marinaro del socio Ernani Andreatta, tenuto da Mare Nostrum ospite del Comando Scuola Telecomunicazioni di Caperana. Relatori i soci: G.Boaretto-E.Gaggero sul tema "Sulla rotta di Colombo"- E.Andreatta-C.Gatti sul tema: "Il porto di Genova nel nuovo millennio" - E.Carta-L.Del Veneziano sul tema: "U-455, il misterioso U-boat". Oltre 200 persone hanno assistito al Convegno ed al successivo dibattito con grande partecipazione ed interesse. Segue la mail di ringraziamento del Comandante F.Scarpetta.

10 ottobre 2010

Da: Francesco Scarpetta <nautarenti@gmail.com>

Comandante della Scuola Telecomunicazioni FF.AA di Caperana-Chiavari

Carissimi Comandanti,

Vi ringrazio per la vostra stupenda professionalità dimostrata ieri e mi riferisco non solo alla completa padronanza posseduta in ogni singolo interessantissimo argomento dai sei conferenzieri ma anche dalla correttezza di ognuno di loro nei confronti dei colleghi. Una simile disciplina è rarissima anche in un consesso esclusivamente militare.

Concordo con il comandante Ernani sull'opportunità di prevedere in futuro massimo due argomenti e concordo inoltre con lui sul fatto che ad ogni comandate  la responsabilità "morale" della sicurezza e della vita dei propri uomini va ben oltre quella penale che eventualmente condividerebbe con il pilota. E ribadisco che la classe dei piloti è una delle più professionali e serie che abbia mai incontrato  nel mio mestiere.

Spero di poter in futuro continuare la bellissima esperienza con tutti voi, in pubblico  e/o in privato, e vi ringrazio ancora per quanto avete fatto ieri che ha goduto meritatamente di un grandissimo successo di pubblico.

Cordiali saluti, Francesco Scarpetta.

Segue la lettera inviata dal Sindaco di Rapallo in segno di apprezzamento per l’attività svolta da Mare Nostrum.

29 a EDIZIONE MARE NOSTRUM RAPALLO 2010

 

 

Comune di RAPALLO

Provincia di Genova

IL SINDACO

C.A.P. 16035 - Piazza delle Nazioni n.4

sindaco@comune.rapallo.ge.it

tel. 0185/680264  fax: 0185/680205

 

Siamo giunti alla 29 Edizione di “Mare Nostrum” che si conferma ormai un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati del mare e della marineria.

Quest’anno, tra i diversi temi previsti, emerge quello dedicato alla “Flotta dei Costa” storici armatori liguri particolarmente legati a Rapallo.

La nostra città, da sempre legata al mare, è orgogliosa di ospitare una rassegna culturale così articolata e dal crescente successo.

In quest’ottica il Comune di Rapallo sostiene “Mare Nostrum” vedendo nelle sue iniziative la valorizzazione delle nostre tradizioni.

Un grazie, quindi, a quest’Associazione Culturale che ha saputo aggregare storici, modellisti, uomini di mare e appassionati di questo mondo meraviglioso.

IL SINDACO

Avv. Mentore Campodonico

26.10.2010  INVITO E PROGRAMMA MARE NOSTRUM

Sala Bravo - l’arte e i documenti

MODELLISMO: ARTE E PASSIONE

di Silvano Porcile

presidente gruppo modellisti “Nonno Franco”

Da oltre vent’anni il Gruppo modellisti “Nonno Franco” organizza, con la collaborazione del Comune di Rapallo, mostre che, ad ogni edizione, riscuotono sempre maggiore successo da parte del pubblico e degli appassionati di storia e cultura marinara.

In tali occasioni i visitatori possono ammirare la riproduzione in scala ridotta, più fedele possibile, di navi che sono entrate a pieno diritto nella storia e nella nostra cultura. Gozzi e leudi liguri, golette, storici galeoni, imbarcazioni da pesca e da lavoro, rimorchiatori:

è inevitabile farsi coinvolgere dall’entusiasmo degli espositori che si ritrovano ogni anno per confrontrare opinioni e progetti e sono sempre felici di raccontare come nascono questi piccoli prodigi di abilità navale.

Stand espositivo del locale gruppo della Marina Militare

“Movm Gazzana Priaroggia” di Rapallo e della Lega Navale

Italiana - sezione di Rapallo.

Città di Rapallo

Assessorati alla Cultura

e Pubblica Istruzione

Mare Nostrum” XXIX Edizione

Modellismo navale, Arte, Storia e Tradizioni marinare

ANTICO CASTELLO SULMARE

Dal 6 al 21 Novembre 2010

orario: feriali 15/18

sabato, domenica e festivi 10/12 e 15/18,30

Lunedì chiuso

IL PROGRAMMA

Sabato 6 novembre - ore 10,30 - Sala consiliare

- presentazione della XXIX edizione della Mostra e della pubblicazione

di carattere storico “COSTA. Un pianeta che parla

‘rapallino’ ” curata da Maurizio Brescia, Emilio Carta e Carlo

Gatti, alla presenza degli autori. Sarà proiettato il documentario

“La spedizione sul relitto della Bianca C. a Grenada” di Lorenzo

Del Veneziano. Seguirà cocktail.

Domenica 7 novembre - ore 10: Sala incontri del Gran Caffè Rapallo

sul lungomare V. Veneto: conferenza del dott. Nicola Costa

su “La flotta dei Costa“. Seguirà cocktail.

Sabato 13 novembre - ore 10: Sala incontri del Gran Caffè Rapallo

sul lungomare V.Veneto: presentazione del libro del com.te Carlo

Gatti e del D.M. Silvano Masini “Barcacce nel cuore”. Saranno

presenti l’autore Carlo Gatti e il Com.te Italo Ferraro.

Seguirà cocktail.

Domenica 14 novembre - ore 10: Sala incontri del Gran Caffè Rapallo

sul lungomare V.Veneto: conferenza com.teMario Palombo su

“La gestione dei transatlantici moderni”. Presentano: Emilio Carta

e Carlo Gatti. Seguirà cocktail.

Sabato 20 novembre – ore 10: Sala incontri del Gran Caffè Rapallo

sul lungomare V.Veneto: presentazione del libro di Marinella

Gagliardi “Non comprate quella barca”. Presenta: Emilio

Carta. Seguirà cocktail.

Domenica 21 novembre - ore 18: Antico castello sul mare: chiusura

mostra e saluto ai partecipanti. Seguirà cocktail al Gran

Caffé Rapallo al Lungomare V.Veneto

Domenica 21 novembre/Lunedì 22 Nelle acque del golfo rapallese,

condizioni meteo marine permettendo, sarà alla fonda

la goletta Oloferne a disposizione del pubblico e delle scuole

Amedeo Devoto è nato a Chiavari, nel rione Scogli nel Settembre del 1935. I

suoi "oli su tela", emozionanti per chi li guarda, fanno rivivere l’epoca irripetibile

delle costruzioni dei grandi velieri e della vita legata al mare e alla pesca.

Partecipano gli artisti Amedeo Devoto e Lia Foggetti

La cittadinanza è invitata

Sala BravoL’Arte e i Documenti

SULLE ROTTE DEI CONVOGLI

La Regia Marina, i mercantili italiani e le navi della “Costa” – 1940/1943

di Maurizio Brescia

Nel corso della seconda guerra mondiale, la Regia Marina ebbe tra i suoi compiti principali la protezione delle rotte e dei convogli che – dalla madrepatria – si dirigevano verso i vari fronti di guerra, e verso quello dell’Africa Settentrionale in particolare.

Anche in considerazione di quello che fu il coinvolgimento delle navi della Società“Costa” in questa particolare attività (nel corso della quale alcuni mercantili della Compagnia andarono perduti), presentiamo una rassegna generale dell’attività navale italiana in questo campo con, più nel dettaglio, la descrizione di due specifici eventi che – pur non vedendo specificatamente coinvolte navi della “Costa” – possono essere intesi come fortemente esemplificativi di quella che fu la falcidia di uomini e mezzi della Regia Marina e della nostra marina mercantile, sulle rotte dell’Africa settentrionale, tra il 1940 e il 1943.

Come è ormai tradizione, questa sezione espositiva della mostra ricostruisce fatti, avvenimenti e scontri navali sulla base di una vasta documentazione fotografica che, tra l’altro, comprende numerose immagini tratte dall’Archivio genovese della Famiglia Costa.

LA FAMIGLIA COSTA ARMATORI

di Emilio Carta

La prima villa di famiglia i Costa la realizzarono a ponente di Rapallo, di fronte al molo Langano, lungo la carrozzabile per S. Margherita Ligure. Già, perché le origini degli antenati della famiglia Costa affondano le proprie radici nella vicina S. Margherita (gli antenati sono sepolti a San Giacomo di Corte fin dal 1530) e il Tigullio quindi è stata la culla della famiglia dai tempi più remoti. Basti pensare che la rapallese Villa Costa, poi denominata Villa Grande fu la prima ad essere eretta nella zona.

L’affetto dei Costa per la nostra città è rimasto immutato: ad una delle loro navi venne dato il nome “Langano”, così come durante le feste di luglio una grande M mariana illuminata da centinaia di lampadine si ergeva sulla facciata dell’edificio...

LE NAVI DEI COSTA

di Carlo Gatti

Coraggio e lungimiranza crearono la spinta per quella operosa Linea “C” che fu presente su tutti i mari come massima espressione dell’Armamento Privato Italiano,

fino a tutti gli anni ‘60 del novecento. In seguito, quando lo storico ciclo delle navi di linea giunse al capolinea, i Costa se ne avvidero in tempo e convertirono le proprie unità in navi da Crociera. Purtroppo, non tutte le famose Compagnie di Navigazione seppero “cambiare rotta” in tempo e quasi la totalità fu travolta dall’onda supersonica

degli aerei e chiuse i battenti.

Museo Marinaro

TOMMASINO - ANDREATTA

Vedi 6° Allegato

MARTEDI 7 DICEMBRE

Si é svolta a Palazzo Fasce (Sestri Levante) un’interessante proiezione-DVD dello "specialista" Nanni Andreatta sul Cantiere di Riva Trigoso, navi e vari, come specificato qui sotto. Numerosi soci hanno aderito a questa brillante iniziativa.

COME DA PROGRAMMA PER: "CIMAMERICHE" FILM FESTIVAL DELLA MIGRAZIONE E DEL GUSTO

1) 19 J.B. STAGNARO Volver, "CRONACA DI UN RITORNO"

presentazione del progetto filmico.

2)  "ALLA DERIVA - IL CANTIERE RACCONTA"

Work in progress Italia Argentina

Produzione J.B STAGNARO

3) "RIVA TRIGOSO - "IL CANTIERE E LA SUA STORIA" durata 25'

di Ernani Andreatta

Il programma é composto di spezzoni di films, proiezioni di documentari e commenti di esperti e studiosi su temi storici e teatrali riguardanti l'Argentina e la sua problematica socio-politica del recente passato e forse anche attuale. Il personaggio di spicco, posto sotto la luce dei proiettori, è stato il regista sceneggiatore Juan Stagnaro con il suo "Cronache di un ritorno" e "Alla deriva-Il cantiere racconta". Su questo secondo - work in progress - si è prefigurata l'attuale, incerta e critica situazione del Cantiere di Riva Trigoso che rischia addirittura di chiudere nonostante la sua conclamata e riconosciuta specializzazione nella costruzione di navi fortemente tecnologiche. La delicatezza del tema ha spinto l'Organizzazione a rivolgersi a due specialisti, soci di MARE NOSTRUM: l'ing. Marco Prandoni (ex-Fincantieri) e Nanni Andreatta storico della cantieristica ligure soprattutto per i suoi trascorsi familiari. Ne è scaturito un impegnativo programma di studio, ricerca, ensemble di foto d'epoca, sconfinamenti nella Storia del Leudo ed approfondimenti sulla triste storia delle navi, (ma anche dei personaggi veri) Principessa Jolanda e Mafalda costruite appunto a Riva Trigoso. Il risultato di questo prezioso approfondimento di un comparto eccellente della Liguria, molto vicina a noi, ha prodotto un DVD (durata 25'32") di grande respiro storico che è stato apprezzato più di tante parole accademiche che abbiamo ascoltato...

Mare Nostrum è stata invitata a riprendere il TEMA delle difficoltà della cantieristica

nazionale attraverso ulteriori studi ed approfondimenti che trovano ormai le loro radici soltanto negli archivi di pochi appassionati che si ritrovano come "mosche bianche" nelle nostre Associazioni. Naturalmente ci siamo dati disponibili, anche personalmente, per ripensare un programma che porti maggiormente alla luce questo settore di grande eccellenza del popolo ligure che parte da molto lontano e non può finire sugli scogli dell'indifferenza di tanta stolta politica nazionale. Produrremo materiale e raccoglieremo testimonianze, spero con l'impegno di tutti e che, ne sono sicuro, sicuramente non mancherà.

12 dicembre

Incidente Jolly Amaranto

La tematica é stata ampiamente dibattuta in seno alla nostra Associazione e vi rimandiamo ad alcuni estratti:

Vedi 7° Allegato

18.12.2010

Chiusura dell’anno- RIUNIONE-AUGURI NATALIZI

Cari amici e soci assenti "giustificati".

Ci siamo riuniti numerosi al Gran Caffé Rapallo per lo scambio degli AUGURI NATALIZI e, approfittando della bella giornata e di un accattivante buffet, abbiamo intrattenuto i soci con una relazione sull'attività di Mare Nostrum: risultati,  propositi e programmi, tra cui le varie proposte su come festeggiare il 30° di M.N. - i 150 anni dell'Unità d'Italia e la 10a pubblicazione.

- A proposito di quest'ultima, abbiamo distribuito i nove numeri arretrati ai nuovi soci e, fatto molto importante, abbiamo raccolto le intenzioni a collaborare di alcuni soci molto preparati e ricchi d'idee.

- Le spese sostenute per l'attività 2010 sono rientrate tutte "brillantemente" nel bilancio di previsione come da rapporto del nostro tesoriere dott. D'ESTE.

- Abbiamo raccolto le quote x 2011 e questo ossigeno ci ha spinto nella promessa di realizzare il sito internet che ci dovrebbe proiettare sempre più in alto.

- I nostri ringraziamenti sono partiti in tutte le direzioni ma, sopratutto, a tre persone:

1) Al socio-gestore del Gran Caffé Rapallo Giampiero Gatti che ci offre la sede, la sala-conferenze e ci aiuta con prezzi "familiari" a recitare un ruolo di prestigio in città.

2) Al socio-editore Massimo Busco che con grande coraggio stampa ogni mese 15.000 copie di Rapallo Notizie-Mare Nostrum concedendo il "pulpito" e la diffusione di tutte le nostre idee e realizzazioni.

3) Al socio curatore del Museo Marinaro di Chiavari Nanni Andreatta il quale, con infinito amore...., ci fornisce gratis cultura marinara e sostegno tecnologico. Non parlo dei miei stretti collaboratori perché è come se mi auto incensassi, ma tutti sapete quello che fanno, con quale spirito operano e quanto  tempo e denaro spendano per l'ideale che li lega al MARE NOSTRUM.

- Comunico inoltre con grande piacere che il dott. Nicola Costa si è complimentato con tutti noi per la riuscita della Mostra e degli eventi collaterali ed ha sottolineato in particolare il "successo" ottenuto dalla pubblicazione dedicata alla sua famiglia.

Non vorrei che passasse inosservato il "record" di Mare Nostrum: nel 2010 ben cinque soci hanno pubblicato un libro.

M. Brescia con LE NAVI OSPEDALE ITALIANE –

E.Carta con "U-BOOT 455..."

Marinella Gagliardi Santi con "NON COMPRATE QUELLA BARCA" –

C.Gatti con "LE BARCACCE NEL CUORE" –

U. Ricci con "GLI ARCIPRETI DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI RAPALLO" –

Oltre naturalmente alla pubblicazione annuale dedicata ai Costa. Come presidente non posso che essere fiero e orgoglioso nel constatare come la nostra Associazione sia sempre più portatrice e animatrice di cultura marinara, dibattiti, convegni e incontri grazie anche alle altre Associazioni di cui sapete ormai tutto.

- La nostra attività è premiata costantemente da nuove adesioni. Questa mattina si sono aggiunte due signore con il marchio EU, la svedese Anita Kahm e l'rlandese Carousen (?). Mi scuso per l'errata comunicazione del cognome che non ricordo più di tanto.

- Festeggiatissima è stata la nostra "madrina"  Angela Besana, ... anni che, con il suo incredibile entusiasmo, riesce a darci ancora  la carica dopo 20 anni di voga ininterrotta. Chiudo con l' apprezzata proposta del socio Cap. Ricci Umberto di gemellarci con la Pro Loco  del Capitaneato di Rapallo (160 soci).

ALLEGATO N.1

COSTA EUROPA

Febbraio-Marzo 2010 INCIDENTE E DANNI NAVE PASSEGGERI

Mi è stato chiesto da più parti in questi giorni un parere su quanto è successo alla nave passeggeri Costa Europa a Sharm El Sheik. Purtroppo, come sapete, in questi casi i giornali, dovendo riempire delle pagine... scrivono molte inesattezze. Personalmente non sono mai stato a Sharm e non ho la più pallida idea della situazione locale. Non so se è esposta ai venti, ma è probabile, in quanto da più parti ho letto che c'era un tempo pessimo in corso; non è stato scritto se la nave aveva i rimorchiatori attaccati, se c'è stata qualche avaria a bordo in particolare alle eliche trasversali di prora e di poppa, se la nave ha dato fondo l'ancora di sopravvento. Purtroppo si sa che ci sono stati tre morti e molti feriti, quindi si è trattato di una vera e propria tragedia. Come sapete, in questi casi è veramente arduo stilare sentenze e persino immaginarsi come tutto ciò possa essere accaduto. Possiamo solo immaginare che la superficie velica di queste navi da crociera ha raggiunto valori troppo alti che, in certe condizioni di vento, neppure i 5.000 cv delle eliche trasversali di prora e di poppa riescono a compensare. In certi porti croceristici, come sappiamo, mancano addirittura i servizi essenziali come i rimorchiatori, i quali, molte volte non sono neppure all'altezza (tecnicamente) di svolgere certi compiti, come invece succede in Europa. C'è da aggiungere che spesso i comandanti subiscono pressioni di calendario e di orari che gli lasciano pochissimo spazio per decisioni rapide e sensate. A questo proposito, conosco fin troppo bene lo stress cui sono sottoposti i comandanti e piloti locali, che tuttavia alcune volte sono anche vittime di vera e propria sfortuna.

Un tempo, certe situazioni venivano definitivamente archiviate incolpando gli elementi meteo e le Assicurazioni saldavano i conti cercando di salvaguardare il nome della nave, della società e dell'intero settore passeggeri. Oggi le cose sono molto più difficili! Su ogni Ponte di Comando c'è la scatola nera che registra tutte le fasi della manovra: le voci dei manovratori, gli ordini al timoniere, alla macchina, le potenze espresse, le variazioni del vento ecc... I periti delle parti sono quindi in grado di risalire alle cause ed ai comportamenti di ogni membro presente in manovra. Credo quindi  sia inutile, in questo momento avanzare persino delle ipotesi.

Sarà ovviamente un buon argomento da sottoporre al comandante Palombo quando sarà nostro ospite  nel mese di novembre.

Concludo ricordando che la nave "COLUMBUS" dei Costa, nel        fu vittima di un analogo incidente nel porto di Cadice. In quella occasione la nave urtò contro la diga del porto, si aprì una falla nello scafo attraverso la quale entrò un sufficiente numero di tonnellate

d'acqua di mare per farla inclinare, sedersi sul fondo e renderla irrecuperabile. La nave fu poi demolita. A questo punto posso concludere con alcune osservazioni di carattere generale:

a) -  Nonostante le nuove tecnologie applicate in questi anni e messe a disposizione dei manovratori, la SICUREZZA non è mai coperta al 100%. E' aumentata la superficie velica delle navi passeggeri, ma la potenza installata complessivamente a bordo non è ancora sufficiente per difendersi dal fattore "vento".

b) -  Su comandanti, ufficiali e piloti, andrebbero investiti capitali di formazione professionale ancora superiori a quelli in corso. Mi riferisco, per esempio, a corsi su simulatori di manovra avanzati ecc...

c) -  Si ha comunque il sospetto che si parli spesso di "sicurezza", riferendola  alle situazioni tecniche del passato e mai ad una  prospettiva attuale, moderna ed avanzata.

d) - Non mi riferisco soltanto agli armatori che, logicamente, devono fare quadrare in conti per guadagnare ed investire su nuove navi,

il mio pensiero va per esempio alla Michelangelo/Raffaello/ navi di 275 metri di lunghezza che stentavamo a girarle e a ormeggiarle per mancanza di spazi. Oggi, quegli spazi di manovra si sono accorciati, perchè ponte dei Mille - A.Doria  - C.Colombo si sono allungati di cento metri rubando acqua di manovra alle navi, che invece si sono allungate fino a 330 mt. di lunghezza e si sono alzate di 10 ponti rispetto al REX e CONTE DI SAVOIA che erano già lunghe 248 metri.

Detto questo, occorre fare quindi molta attenzione a puntare il dito contro le navi i loro comandanti e gli "operatori dei servizi portuali".

Purtroppo i nostri porti sono tutti di origine medievale e stanno morendo per mancanza di spazi. Il problema è evidentemente politico.

I porti devono nascere in siti nuovi, lontani dalle città, vicino ai nodi autostradali. Per realizzare tutto ciò occorre solo viaggiare, andare a copiare gli autorevoli esempi che ci sono in giro per il mondo e ritornare in Italia con tanta voglia di rimboccarsi le maniche...

ALLEGATO N.2

Venerdì 28 maggio dalle ore 21.00 e fino alle 23.00 il Nazario Sauro diventerà palcoscenico naturale per uno spettacolo imperdibile tra sons et lumières ed effetti pirotecnici.

1.300 posti a sedere disponibili per la cittadinanza e almeno altrettanti in piedi, 130mq di schermi giganti, 68 metri di sottomarino sotto i riflettori, sono i numeri di una serata che si annuncia come un vero e proprio regalo alla città.

A partire dalle 20.00 il pubblico sulle note Swing dell’orchestra musicale NP Big Band, composta da 16 elementi e posizionata sulla terrazza dell’Urban Lab, potrà prendere posto nelle tribune allestiste nella Calata Simone Vignoso - lungo il molo della Darsena dei pescatori - per assistere allo spettacolo che avrà inizio alle 21.30. Sarà lo speaker a dare il via allo spettacolo: un susseguirsi di brevi filmati proiettati su due maxi schermi, posizionati in Darsena, racconteranno attraverso la suggestione delle immagini il passato, il presente e il futuro del Nazario Sauro. I filmati saranno intervallati da testimonianze dei soggetti principali che hanno contribuito all’operazione “Sauro”. La seconda parte della serata, cuore dello spettacolo, promette tra volteggi ed acrobazie sullo specchio acqueo, un evento emozionante e sorprendente. Effetti pirotecnici in tutta la Darsena, in sincronia con una colonna sonora coinvolgente, chiuderanno la serata intorno a mezzanotte.

Il grande spettacolo di festeggiamento, organizzato da Costa Edutainment, è stato ideato e progettato dall’Arch. Umberto Ottino, specialista di eventi in campo marittimo. Nasce dalla volontà di dare lustro al lavoro congiunto dei diversi soggetti, pubblici e privati, che hanno reso possibile l’intera operazione di musealizzazione del sommergibile, nata da un’idea di Pierangelo Campodonico (Direttore Mu.MA).   Dal Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, che con il Comune di Genova è stato il primo fautore di questa operazione, all’Associazione Promotori Musei del Mare, dalla  Regione Liguria al Ministero dei Beni Culturali, dalla Marina Militare, che ha donato il natante alla città, a Fincantieri, che lo ha costruito e restaurato, a Costa Edutainment, gestore del Galata Museo del Mare e del mondo AcquarioVillage di cui il Nazario Sauro è il fiore all’occhiello.

Per l’occasione, l’intera città di Genova sarà vestita a festa: a partire da metà maggio, grazie alla collaborazione dell’ufficio Promozione e del Settore Musei Comune di Genova, 6 striscioni stradali posizionati nelle strade a più alta concentrazione di traffico, oltre 1200 manifesti e 1000 locandine distribuiti nei negozi genovesi, nelle APT delle riviere, in spazi dedicati in musei, teatri e centri commerciali di tutta la regione, inviteranno cittadini e turisti a unirsi ai festeggiamenti la sera del 28 maggio.

Il Nazario Sauro costituisce un’ importante apertura verso l’esterno e la città del Galata Museo del Mare, principale realtà museale ligure per affluenza e attrattività multimediale.

La Darsena, area antistante il Museo,  viene ulteriormente arricchita con elementi storici caratterizzanti la vita in porto quali gru, il recupero della piattaforma ferroviaria, garitte doganali, imbarcazioni ed elementi di carico, la razionalizzazione delle attrezzature da diporto, oltre all’inserimento di elementi di arredo urbano composti da panchine e pannelli espositivi, che completano il Museo a Cielo Aperto Galata Open Air Museum. IL SOMMERGIBILE, INSIEME AL PADIGLIONE AD ESSO DEDICATO (PRE-SHOW) INTERNO AL GALATA MUSEO DEL MARE, SARANNO VISITABILI DAL 29 MAGGIO.

ALLEGATO N.3

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO 2010

TRAGEDIA ECOLOGICA GOLFO DEL MESSICO Per buona parte dell’Estate la nostra Associazione partecipa attivamente con proposte, discussioni e tesi avanzate dal nostro socio esperto di piattaforme petrolifere Pino Sorio.

18.6.2010 - ANDREATTA: LA EXXON/MOBIL/ SHELL hanno le tecnologie per fermare la perdita, ma aspettano di farlo (se mai lo faranno) dopo aver mandato a bagno completo la BP.  OBAMA minacciò di non dare più concessioni per le trivellazioni. A minacce rientrate,  le suddette stavano per entrare in campo e offrirsi per fermare la perdita. Ne seguì una battuta d'arresto nell'attesa, se mai sarà possibile, del fallimento della BP.

In effetti c'è da domandarsi come sia possibile, vista la spaventosa catastrofe ambientale, che le  "care sette sorelle" non siano intervenute in blocco per "dare una mano alla BP" ???

Domanda: se la tesi ha una sua logica nel ruolo strategico dei rapporti di concorrenza tra le note multinazionali,  ai morsi famelici di questi lupi mannari e alle sue vittime come rispondiamo?

19.6.2010-SORIO: Cari amici,

Pino Sorio ci mette a conoscenza di un ulteriore problema:  mentre prima usciva solo greggio dal tubo rotto, ora ha cominciato ad uscire anche gas che a quella profondità si trasforma in metano ed il gas elimina completamente la flora e la fauna causando più danni duraturi nel tempo del greggio che invece galleggia. Riguardo invece all'ipotesi emersa ieri sul complotto anti BP delle altre "sorelle", ci fanno sapere dall'America che un tale criminale comportamento

non sarebbe sfuggito all'incazzatissimo Obama e qualche "vertice" di quelle maxi-aziende sarebbe già in galera. Noi continuiamo a rimanere in ascolto e vi faremo conoscere gli sviluppi di questo giallo internazionale...

ALLEGATO N.4

Navi e relitti: le ultime scoperte avvenute nelle nostre acque

A dicembre saranno oggetto di un libro fotografico e storico affascinante curato da Emlio Carta e da Lorenzo Del Veneziano

di Carlo Gatti

In occasione della giornata conclusiva dell’ExpoRapallo-Tigullio nel giardino pensile dell’Oratorio dei Neri il giornalista Emilio Carta, nostro direttore, e il sub professionista Lorenzo Del Veneziano, hanno presentato in anteprima al pubblico le immagini di diversi relitti, molti dei quali di recente individuazione, che giacciono sui fondali della provincia di Genova.

L’attenzione degli appassionati si è però particolarmente soffermata sulle immagini del sottomarino tedesco affondato tra Portofino e Camogli, l’U Boot 455, e sulla drammatica storia della Carlo Erre, che poi cambiò nome divenendo  Hercules, affondata da un siluro nemico al largo di Sestri Ponente il 23 maggio 1916

Entrambi i relitti, la loro storia e le loro immagini, diventeranno presto un volume la cui pubblicazione è prevista a dicembre, un’occasione quindi per un bel regalo di Natalea.

L’U Boot 455, la cui presenza e i motivi dell’affondamento nelle acque del Tigullio permangono misteriosi, è stato scoperto proprio alcuni anni fa dallo stesso Del Veneziano: “Si trova a circa cento metri di profondità e per scovarlo ho seguito le tracce indicatemi da un amico pescatore che mi aveva segnalato la presenza di un’afferratura sulla quale erano rimaste impigliate le sue reti. La Marina tedesca e quella italiana, da me informate hanno preferito che quella tomba, un vero e proprio sacrario rimanga tale con i corpi dei 54 marinai e ufficiali che si trovavano a bordo del sommergibile.

Il misterioso U Boot 455 sarà inoltre oggetto di un convegno previsto il 9 ottobre a Caperana presso la Scuola Telecomunicazioni. Relatori saranno gli stessi Emilio Carta e Lorenzo Del Veneziano.

Ben diversa invece la storia della Carlo Erre (poi divenuta Hercules) da molti conosciuta come la nave maledetta per il “viaggio del colera”.

Il mercantile era partito da Genova per il Brasile con un carico umano di ben 1400 emigranti. Durante la navigazione scoppiò un’epidemia di colera che falcidiò i passeggeri. Giunta in Brasile la nave venne fatta tornare indietro dalle autorità portuali di sanità e gli emigranti dovettero tornare indietro senza poter toccare la loro terra promessa.

“A rendere ancor più drammatica la vicenda durante il ritorno scoppiò pure un’epidemia di morbillo e i passeggeri esasperati e trattati in modo inumano tentarono addirittura di impadronirsi della nave – racconta Emilio Carta - Alla fine dei millequattrocento emigranti partiti ne rimasero in vita solo quattrocento. Credo sia stato uno degli episodi più brutti e drammatici della nostra marineria mercantile”. Sono oltre trenta  le navi che sono affondate nelle acque della provincia e nel nuovo libro ve ne saranno oltre la metà di recente individuazione ed esplorazione con decine e decine di foto e la loro storia documentata.

ALLEGATO N.5

ALLEGATI MOSTRA MARE NOSTRUM 2010

Lettera del Comandante Buatier

Ma la nave ha un’anima?

Quando cominciai a pilotare le navi, l’Eugenio C. aveva una decina di anni. Era nel pieno della sua potenza e bellezza e manovrarla dava un senso di ebbrezza. Era l’unica nave al mondo ad avere un ascensore privato per il pilota che dalla biscaglina saliva direttamente in plancia.

Il cap.s.l.c. Buatier è stato il comandante storico dell’Eugenio e lo ricordo con grande simpatia perchè l’uomo assomigliava alla sua nave: lo stesso portamento elegante, austero, simpatico e bello. Persino il carattere dei due, e forse anche l’anima,navigavano insieme di comune accordo.

Ed eccoci al punto. Se qualcuno avesse dei dubbi e si chiedesse: “ma la nave ha un’anima?”

Beh! Gli consiglio di leggere quanto segue.

Carlo Gatti

 

AUTOBIOGRAFIA DELL'EUGENIO COSTA

La mia storia comincia a Monfalcone il 21 Novembre del 1964.
Là sono nato, o sono stato costruito, come dicono gli uomini.
Sono stato battezzato in quello stesso giorno.
Per noi navi la nascita si chiama varo ed è, tanto per intenderci, una scivolata in mare lungo lo scalo.
Un grande splash e ci si accorge di galleggiare.
Il battesimo precede la scivolata. 
Una bella ragazza o una signora importante ti spaccano una bottiglia in testa.
Ho saputo che di questi tempi le cose non si fanno più così:niente scivolata in mare.
Le navi vengono costruite a pezzi in un bacino,quando i pezzi sono tutti saldati si riempie il bacino e la nave galleggia.

Ho detto "sono nato", ho infatti un nome maschile:
" EUGENIO".
Eppure essendo nave, sono costretto ad essere femmina.
"A ship is a she." Lo dicono gli inglesi da qualche secolo.
E loro in mare ci sanno fare. Ma in questa storia ho deciso di usare il maschile. E gli inglesi non possono più impedirmelo: non esisto più.
Oltre al sopruso della mia imposta femminilità , appena ho cominciato a guardarmi intorno mi sono reso conto di avere un nome un po' strano: "Eugenio C.". 
Ma cos'era quella "C."?
Le navi concorrenti avevano nomi importanti, di personaggi che tutti conoscevano in Italia e nel mondo.
Solo molto più tardi i miei padroni si sono accorti che quella C non mi rendeva giustizia e fui ribattezzato ( senza bottiglia in testa) "Eugenio Costa", un degno personaggio di quella stirpe.
Mi hanno voluto dire che quelle iniziali erano comunemente usate dagli Armatori genovesi per risparmiare pittura: tante lettere in meno sullo scafo.

La memoria della mia esistenza risale al momento in cui le prime lamiere venivano saldate in quel cantiere di Monfalcone. A quei tempi le navi in cantiere crescevano in verticale: dalla carena alle ordinate, alle murate, alle sovrastrutture.
Finalmente mi hanno montato il cuore ,un cuore potentissimo: la somma dei cuori di 55.000 cavalli!
E poi le ciminiere. Non una dietro l'altra,ma appaiate come due gemelle. E su, su fino all'albero che arrivava in cielo.
E poi mi hanno dipinto di bianco. Non finivano mai di spennellare. Ero lungo duecentoventi metri.
Ed è arrivato il giorno in cui mi è stato chiesto di far vedere cosa sapevo fare.
Mi sono accorto quella mattina che il mio cuore batteva sempre più velocemente. I miei occhi, situati all'estrema prora, (li chiamano, chissà perché, "occhi di cubia") vedevano l'acqua scorrere sulle due fiancate come due precipitosi torrenti. Marciavo a ventotto nodi!

Ma è solo una settimana dopo, da un porto chiamato Genova, che doveva iniziare la mia vita di lavoro.
Ero destinato a trasportare attraverso un Oceano oltre milleduecento passeggeri in vari porti di un continente meridionale. Li ho imparati a memoria i nomi di quei porti.
L'ultimo si chiamava Buenos Aires e si raggiungeva a fatica attraverso un fiume fangoso dal nome immeritato: "Fiume d'Argento".
Più di duecento viaggi in vent'anni.
Ho visto sparire le navi più importanti. Sono finite in maniera dolorosa: bruciate da un incendio, vendute e finite all'ancora in porti remoti, relegate a far da caserma in rade deserte.

Io sono sopravvissuto per tanti anni ancora, anche quando si è saputo che nessuno voleva più partire per quel continente meridionale. O, se dovevano andarvi, lo facevano attraverso il cielo su navi volanti, molto più veloci e senza far la fatica di dover spingere tutta quell'acqua con la prora.
Gli uomini allora hanno scoperto per me un altro mestiere: da transatlantico che ero mi hanno trasformato in "cruise ship", in nave da crociera.
Dovete sapere che gli uomini in quegli anni si sono finalmente resi conto di vivere in un gran bel mondo e ha preso loro la voglia di conoscerlo viaggiando per mare.
E hanno cominciato a imbarcarsi sulle navi e a navigare da un porto all'altro per una settimana, per un mese o addirittura per tre mesi, attorno a questo nostro globo, tornando, alla fine, sempre a casa propria.

Sono stati, quelli, anni di gloria.
Non ho mai dimenticato quei due giri del mondo.
Il Comandante mi ha condotto per la prima volta, e con me tutti i novecento passeggeri, in un paese lontano e misterioso chiamato Cina. Un paese dove nessuno era stato da moltissimi anni.
In questo loro porto cinese chiamato Shangai nessuno aveva mai visto in mare nulla di più bello del sottoscritto.
Non potete immaginare l'orgoglio di una nave bella, bianca e piena di bandiere che domina una città.
Alla fine del secondo di questi viaggi ho avuto l'opportunità di dare una mano al mio Comandante.
Avevamo appena lasciata un'isola chiamata Madeira, quando l'Oceano impazzì.

Non avevo mai visto nulla di simile. Ci siamo trovati in mezzo ad un Golfo che io conoscevo poco.
Era rispettato e temuto da chi andava per mare.
Lo avevo attraversato solo d'estate, col bel tempo di luglio, diretto ai porti del Nord.
Sul Ponte, in quell'uragano, si parlava di Libeccio, un vento mostruoso che alzava il mare.
E non potevo trattenermi dal rollare. Trentasei gradi dicevano sul Ponte.
E tutto dentro di me si staccava, si rovesciava. 
Gli stabilizzatori, specie di palette che sporgevano dalla parte più profonda della carena, erano impotenti.
Il Comandante aveva ordinato ai passeggeri di non lasciare le loro cabine. Pena la ghigliottina.
La punizione del Golfo durò cinquanta ore. Ho trovato riparo a ridosso di un'isola bella - Belle Ile - come dicono i francesi.

Ho saputo con orgoglio di aver ricevuto i complimenti della più importante organizzazione navale del mondo, i Lloyds, per essere riuscito ad attraversare senza danni quel Golfo nella tempesta. La tempesta più spaventosa degli ultimi quarant'anni.
Il Comandante che mi ha portato intorno al mondo e attraverso quella tempesta mi ha lasciato nel 1987.
Alla fine del suo ultimo viaggio, all'arrivo a Genova, mi ha consegnato al suo successore con queste parole : "She's all yours", "E' tutta tua".

Ho continuato per altri anni a viaggiare, con le mie due "C" sulla ciminiere, attraverso mari ed oceani dal Mediterraneo all'Atlantico, dall'estremo Nord all'estremo Sud, fino ad un continente di ghiaccio chiamato Antartide.
Ed è venuto il momento più triste della mia vita: sono stato venduto.
Ho sentito di non contare più niente.
Avevo poco meno di trent'anni. Dicono siano tanti per una nave.

Mi è stato cambiato nome. Niente più "C" sulle ciminiere: sono divenuto la " Edinburgh Castle" e ho lasciato Genova per sempre.
Ho cambiato ancora padrone e nome. Mi hanno dipinto tutto di rosso. "Big Red Boat II" è stata la mia ultima stravagante trasformazione.
Dopo qualche tempo - il mondo era appena entrato nel nuovo secolo - sono stato abbandonato.
Per più di quattro anni sono rimasto legato ad una squallida banchina in un'isola minore delle Bahamas.
A quel punto non mi fregava più nulla di essere maschio o femmina.
Ho avuto ancora un momento di speranza. Ho saputo, anche le navi lo sanno, che un gruppo di uomini di buona volontà, intendeva riportarmi a Genova perché vi rimanessi ormeggiato per sempre come "L'ultimo dei Transatlantici".
A ricordo di una grande era nella storia della navigazione.
Non se ne è fatto niente. Genova non mi ha voluto.
Costavo troppo per la città del " maniman".

Sono stato condotto in una orribile spiaggia al di là di due Oceani e fatto a pezzi.
Condotto un corno! Ci sono andato io con quel quarto di cuore che mi era rimasto.
E' stato come rinascere.
Come quella prima uscita a Monfalcone. Anche se i miei occhi non vedevano il mare scorrere veloce sulle mie fiancate. Adagio, adagio.
Era un viaggio che volevo non finisse mai.
La mia ultima spiaggia è stata Alang in India, il mattatoio delle navi.
Non sono più una nave ma continuo a vivere in ciascuno di quei ferri, grandi e piccoli in cui sono stato suddiviso e riutilizzato: la carrozzeria di un'automobile, la lamiera di una nuova nave, una macchina da guerra, una scatola di sardine.
Ognuna di queste creature ha una vita propria, trasporta,uccide, contiene.

Ma io mi trovo assai meglio in un piccolo pezzo di lamiera che riposa sulla scrivania della persone che mi hanno voluto bene.
Una di queste, che mi ha portato attorno al mondo, tutte le volte che siede alla scrivania mi afferra, mi trattiene e mi sposta di qualche centimetro............

Chissa' perché è come una carezza

Comandante Buatier De Monjeot Piero

EUGENIO C. L’ANIMA

Ciao Bruno,

La tua considerazione apre l'altro fronte dell'argomento sul quale, ognuno di noi, potrebbe scrivere un libro

personale, e sono sicuro che dal confronto generale non ne risulterebbero due uguali. Oltre a Buatier che abbiamo letto, anche Pro Schiaffino scrisse che chiamavano "La Nostra"  una nave "particolare" dell'Italnavi.

Dal "Vascello fantasma" al "Negro del Narcissus", la gente di mare e di penna ha provato ad esplorare il misterioso rapporto nave-marinaio, ma sono rari, perchè è difficile parlare d'amore e di sentimenti in pubblico, sarebbe come fare  outing sulle proprie debolezze e il marinaio, lo sappiamo, preferisce chiudersi in se stesso e continuare a navigare con lo spirito, magari su quella "sua" nave guardando e tastando quel "pezzetto" salvato dalla demolizione come dice Buatier. Per la verità, anch'io

ogni giorno mi guardo l'oblò del "Torregrande" ed il bronzo della "Stella Maris" che si trovava in plancia e... sospiro!

Hai ragione sull'invito a scrivere! Se frugassimo nei nostri ricordi di mare, scopriremmo che almeno una nave ci ha stregato... o viceversa!

Un caro saluto a tutti. Carlo Gatti

Il giorno 17/lug/2010, alle ore 18.21, Bruno Malatesta ha scritto:

Ciao Carlo,

Sarebbe ottimo che ogni tanto si scrivessero delle "autobiografie" simili anche per altre navi (o altri mezzi) che non ci sono più.

Non so se le navi abbiano un'anima, ma sicuramente un pezzo della nostra ce l'abbiamo lasciato sopra...

Grazie e cari saluti, Bruno

Caro Comandante, forse non l'anima in senso letterale, ma sicuramente ha il suo carattere. Non solo in senso tecnico, buona boliniera o buona manovriera ecc., ma il suo stile di comportamento, che le è stato impresso dai suoi comandanti ed equipaggi, che da questi viene preservato, anche nell'avvicendarsi delle persone, e che fa di ogni nave un individuo. Così è in Marina, ove l'Audace era diverso dall'Ardito, il Doria dal Duilio, il Libeccio dal Maestrale, pur essendo tecnicamente gemelle, e così via. Il legame con la "propria" nave è poi struggente sia per il navigante che per il costruttore. Anch'io sulla scrivania ho un frammento di lamiera del mitico San Giorgio (D562), ed ogni tanto tornano a trovarmi i "fantasmi" del mio imbarco; ma il cuore batte anche pensando al Lupo, al Maestrale, al Carvajal, alla Sun Princess o a tutte le altre che ho contribuito a far nascere. Ti saluto cordialmente - Marco

Cari amici,

Sabato 6.11 è salpata la nave di Mare Nostrum dalla Sala Consiliare del Comune, salutata da una cornice di pubblico mai vista prima. Oltre alle Autorità cittadine: il sindaco Mentore Campodonico, l'assessore alla cultura Gianni Arena (nostro socio) ed altri consiglieri comunali, erano presenti all'appuntamento i tanti amici comandanti, ufficiali e marinai  che sempre ci seguono e che molti di loro hanno navigato con la Costa Armatori. Molto apprezzato è stato il film prodotto  dal sub Del Veneziano, presente in sala, realizzato durante  l'ispezione sul relitto della BIANCA C. Hanno portato le loro significative testimonianze di bordo e non solo: il Capo Pilota di Genova Giovanni Lettich, il direttore del Museo Marinaro di Camogli Bruno Sacella, lo storico Pietro Berti e il socio dir. curat. del Museo di Chiavari C.L.C. Ernani Andreatta (n.s.) che tutti conoscete. Graditissima la presenza di molti altri esponenti della marineria e della cultura ligure: i capitani superiori si lungo corso Aldo Mascolo, Carlo Arnoldi, Guido Martini (nostro socio), Pro Schiaffino, L'ex Capo Pilota del porto di Augusta Roberto Donati (n.s.) e la signora prof. Aurelita Persi Donati, consulente artistica della Mostra, l'ex-Capo Pilota Ottavio Lanzola nostro consulente storico, il D.M. Gian Carena, Luigi Pernice nostro consulente informatico e molti altri ancora con i quali mi scuso per la mancata citazione. Ringrazio  il  Capitano Vito Casano  che  ha portato il saluto  del Comando della Caserma Telecomunicazione di Chiavari, centro di Cultura Museale e di supporto logistico di molte nostre iniziative. Colgo l'occasione, infine, per ringraziare il "prezioso" apporto dei soci dott. Scipione Deste  per l'infaticabile lavoro burocratico-amministrativo, il grande grafico Claudio Molfino per la realizzazione dei quadri espositivi preparati con estrema cura dal dott. V.P. Maurizio Brescia, ringrazio infine  il dott. Flavio Vota e l'ing. Marco Prandoni per essersi messi costantemente al nostro fianco in questi faticosi giorni.

L'annuale pubblicazione dedicata alla famiglia Costa è andata letteralmente a ruba. Le numerose famiglie Costa, con il suo massimo esponente Nicola Costa sugli scudi, hanno occupato buona parte della Sala e sono stati spesso citati in diretta.

Ieri domenica 7.11, si è svolto il secondo evento nella sala conferenze del Gran Caffé Rapallo. L'ospite d'onore e relatore è stato Nicola Costa che, attraverso la proiezione di numerose slides, ha rievocato la storia della Azienda familiare non tralasciando i momenti anche difficili incontrati e poi felicemente superati con atti amministrativi coraggiosi. Ne è emerso un quadro molto interessante, per molti aspetti inedito su questi Capitani d'industria del passato che si sono alternati dal 1854 al 1997 e che hanno, in ogni caso, portato tanto lavoro e benessere alle famiglie di Rapallo, di tutta la Liguria e di buona parte dello shipping italiano.

Segnaliamo infine che, in questi due primi giorni, l'afflusso del pubblico in visita alla Mostra del Castello è stato "formidabile". Impeccabile come sempre la

presentazione di Emilio Carta.

Un caro saluto a tutti Carlo Gatti

Cari amici,

Nella sala conferenze del Gran Caffé Rapallo, vi ricordo, che sabato 13.11 presenterò, insieme a Emilio Carta e Nanni Andreatta, il libro   BARCACCE NEL CUORE  che ho scritto con il Direttore di Macchina Silvano Masini, purtroppo mancato. Per barcacce, come certamente sapete, s'intendono i rimorchiatori portuali del porto di Genova di vecchia tradizione che ora riposano in pace da qualche parte... dopo aver lasciato in eredità una grande tradizione di professionalità e di ricordi. Il libro parte dalla storia della Società Rimorchiatori Riuniti e si concentra su quel ventennio 1965-1985 in cui i rimorchiatori genovesi uscirono dal porto

per avventurarsi persino negli oceani. Un'epoca che presto diventò un'epopea di "grandi operazioni marinare": rimorchi d'altomare a corto, medio e lungo raggio,

disincagli, operazioni di salvataggio, agguati nei punti critici ecc... Il libro ospita anche un forum di di 17 racconti firmati dai protagonisti. L'Armatore della Soc. RR

devolve l'incasso della vendita in beneficenza ad una Associazione di bambini del porto, pertanto il costo del libro, peraltro molto ben rifinito ed elegante, sarà molto contenuto. Seguirà la proiezione di un piacevolissimo DVD impregnato dello spirito "portuale" dei barcaccianti che Nanni Andreatta ha ambientato con immagini e musica davvero speciali tra il Molo Vecchio e Ponte Parodi, sede storica ed ormeggio dei rimorchiatori. Il testo è del sottoscritto e si rifà all'atmosfera di quegli anni.

Domenica 14.11 avremo come ospite il Comandante Mario Palombo ex-Costa e Carnival. Mario rappresenta una figura di spicco assoluto per aver avuto il

comando delle navi da crociera più grandi del mondo. Lo sottoporremo a numerose domande ed illustreremo le sue risposte con circa 70 diapositive ed anche un DVD di grandissimo interesse: uragano Emily, mareggiate, onde anomale, scene di bordo, paesaggi fantastici, VIP a bordo, feste ed altro. Passate parole e vi garantisco, visto il programma, che presto prenoterete una crociera presso la Polyviaggi, nostro sponsor.

Salutoni Carlo Gatti

Cari amici,

Sabato 13 e domenica 14 Novembre 2010 abbiamo registrato un notevole flusso di pubblico sia alla Mostra che alle conferenze in programma.

Sabato è stato il nostro turno, e ci siamo messi in gioco con la cornice di due splendidi rimorchiatori: il CILE portuale (del socio Albino Benedetto) ed il CICLONE d'altomare del Museo TTLLCC, (curatore Nanni Andreatta). La presenza dei due modelli ci ha dato il "LA" per spiegare ai "furesti" le differenze tra le due attività e credo che il chiarimento tecnico sia stato molto apprezzato. Sono poi stato sottoposto ad una fitta serie  di domande, da parte di Emilio e Nanni, mirate a sottolineare gli aspetti tecnici, storici  e ambientali in un'epoca (1965-1985) molto "speciale" per la richiesta di rimorchiatori su tutti i fronti a causa della maturata anzianità della flotta mondiale, di cui una parte consistente  veniva avviata alla demolizione, un'altra finiva sugli scogli, un'altra ancora chiedeva soccorso ecc... Da un lato è emerso un quadro preciso sulla scuola di manovra del porto di Genova con i suoi numerosi rimorchiatori; dall'altro, una scuola di coraggio e perizia nautica sui rimorchiatori d'altomare che si avventuravano con due chilometri di convoglio per i sette mari. Equipaggi e mezzi erano uniti da uno spirito di corpo che andò poi dissolvendosi con il "graditissimo" aumento della sicurezza  e del gigantismo navale. Questi due argomenti  sono stati al centro della conferenza del C.S.L.C Mario Palombo, domenica 14.11 -

Mario, amico e compagno di tante manovre portuali a bordo di grandissime navi di cui è stato il più celebre comandante, ha dato con la sua umanità, a volte velata da commozione, un tocco di vera classe d'esperto comunicatore. Mario P. è stato più volte interrotto con applausi a scena aperta.

La sua storia personale ha coinciso con il massimo sviluppo della tecnologia e le misure delle navi. Dai leudi di famiglia, Mario è approdato sul Costa Fortuna di

102.000 tonn. che è stata, alcuni anni fa, la nave italiana più grande mai costruita prima. Un salto progressivo che lo ha costantemente sottoposto a studi continui

sull'automazione ad altissimi livelli. Pochi lo sanno: in Scandinavia, e sicuramente in molti altri stati avanzati, chi consegue il Comando è un laureato a tutti gli effetti. Il fatto non aggiunge nulla a ciò che si richiede ad un comandante: molto equilibrio e grande senso marinaresco, ma il riconoscimento spiega e giustifica "finalmente" il numero incredibile di esami e aggiornamenti scientifici sempre più approfonditi cui è sottoposto un capitano da quando esce dall'Ist. Nautico fino al "retire".

Vi ricordo che Sabato alle 10.00  (Gran Caffé Rapallo) verrà dato spazio ad un'altra scrittrice di mare, Marinella Gagliardi che sarà presentata da Emilio Carta che sicuramente vorrà aggiungere qualcosa di più particolare sul libro che personalmente non ho ancora avuto il tempo di sfogliare.  La Mostra si concluderà domenica e siete tutti invitati al cocktail di rito alle 18 (Gran Caffé Rapallo). Un ringraziamento particolare al nostro socio Assessore Gianni Arena che ci sostiene molto da vicino, così come il nostro caro amico e socio Umberto Ricci, "recentissimo" autore di un libro di storia ecclesiale rapallese andato quasi esaurito in pochissimi giorni.

Un grazie a tutti i soci che ci aiutano, specialmente a coloro che in silenzio ci sostengono e ci sono sempre vicini. Carlo Gatti

EVENTI

MOSTRA MARE NOSTRUM - PRIMA PRESENTAZIONE

"CON LE BARCACCE NEL CUORE"

Nella sala conferenze del Gran Caffé Rapallo, vi ricordo, che sabato 13.11 presenterò, insieme a Emilio Carta e Nanni Andreatta, il libro BARCACCE NEL CUORE che ho scritto con il Direttore di Macchina Silvano Masini, purtroppo mancato. Per barcacce, come certamente sapete, s'intendono i rimorchiatori portuali del porto di Genova di vecchia tradizione che ora riposano in pace da qualche parte... dopo aver lasciato in eredità una grande tradizione di professionalità e di ricordi. Il libro parte dalla storia della Società Rimorchiatori Riuniti e si concentra su quel ventennio 1965-1985 in cui i rimorchiatori genovesi uscirono dal porto per avventurarsi persino negli oceani. Un'epoca che presto diventò un'epopea di "grandi operazioni marinare": rimorchi d'altomare a corto, medio e lungo raggio, disincagli, operazioni di salvataggio, agguati nei punti critici ecc... Il libro ospita anche un forum di di 17 racconti firmati dai protagonisti. L'Armatore della Soc. RR devolve l'incasso della vendita in beneficenza ad una Associazione di bambini del porto, pertanto il costo del libro, peraltro molto ben rifinito ed elegante, sarà molto contenuto. Seguirà la proiezione di un piacevolissimo DVD impregnato dello spirito "portuale" dei barcaccianti che Nanni Andreatta ha ambientato con immagini e musica davvero speciali tra il Molo Vecchio e Ponte Parodi, sede storica ed ormeggio dei rimorchiatori. Il testo è del sottoscritto e si rifà all'atmosfera di quegli anni.

Domenica 14.11 avremo come ospite il Comandante Mario Palombo ex-Costa e Carnival. Mario rappresenta una figura di spicco assoluto per aver avuto il comando delle navi da crociera più grandi del mondo. Lo sottoporremo a numerose domande ed illustreremo le sue risposte con circa 70 diapositive ed anche un DVD di grandissimo interesse: uragano Emily, mareggiate, onde anomale, scene di bordo, paesaggi fantastici, VIP a bordo, feste ed altro. Passate parole e vi garantisco, visto il programma, che presto prenoterete una crociera presso la Polyviaggi, nostro sponsor.

Salutoni Carlo

Cari amici, Sabato 13 e domenica 14 Novembre 2010 abbiamo registrato un notevole flusso di pubblico sia alla Mostra che alle conferenze in programma.

Sabato è stato il nostro turno, e ci siamo messi in gioco con la cornice di due splendidi rimorchiatori: il CILE portuale (del socio Albino Benedetto) ed il CICLONE d'altomare del Museo TTLLCC, (curatore Nanni Andreatta). La presenza dei due modelli ci ha dato il "LA" per spiegare ai "furesti" le differenze tra le due attività e credo che il chiarimento tecnico sia stato molto apprezzato. Sono poi stato sottoposto ad una fitta serie  di domande, da parte di Emilio e Nanni, mirate a sottolineare gli aspetti tecnici, storici  e ambientali in un'epoca (1965-1985) molto "speciale" per la richiesta di rimorchiatori su tutti i fronti a causa della maturata anzianità della flotta mondiale, di cui una parte consistente  veniva avviata alla demolizione, un'altra finiva sugli scogli, un'altra ancora chiedeva soccorso ecc... Da un lato è emerso un quadro preciso sulla scuola di manovra del porto di Genova con i suoi numerosi rimorchiatori; dall'altro, una scuola di coraggio e perizia nautica sui rimorchiatori d'altomare che si avventuravano con due chilometri di convoglio per i sette mari. Equipaggi e mezzi erano uniti da uno spirito di corpo che andò poi dissolvendosi con il "graditissimo" aumento della sicurezza  e del gigantismo navale. Questi due argomenti  sono stati al centro della conferenza del C.S.L.C Mario Palombo, domenica 14.11 -

Mario, amico e compagno di tante manovre portuali a bordo di grandissime navi di cui è stato il più celebre comandante, ha dato con la sua umanità, a volte velata da commozione, un tocco di vera classe d'esperto comunicatore. Mario P. è stato più volte interrotto con applausi a scena aperta.

La sua storia personale ha coinciso con il massimo sviluppo della tecnologia e le misure delle navi. Dai leudi di famiglia, Mario è approdato sul Costa Fortuna di

102.000 tonn. che è stata, alcuni anni fa, la nave italiana più grande mai costruita prima. Un salto progressivo che lo ha costantemente sottoposto a studi continui

sull'automazione ad altissimi livelli. Pochi lo sanno: in Scandinavia, e sicuramente in molti altri stati avanzati, chi consegue il Comando è un laureato a tutti gli effetti. Il fatto non aggiunge nulla a ciò che si richiede ad un comandante: molto equilibrio e grande senso marinaresco, ma il riconoscimento spiega e giustifica "finalmente" il numero incredibile di esami e aggiornamenti scientifici sempre più approfonditi cui è sottoposto un capitano da quando esce dall'Ist. Nautico fino al "retire".

Vi ricordo che Sabato alle 10.00  (Gran Caffé Rapallo) verrà dato spazio ad un'altra scrittrice di mare, Marinella Gagliardi che sarà presentata da Emilio Carta che sicuramente vorrà aggiungere qualcosa di più particolare sul libro che personalmente non ho ancora avuto il tempo di sfogliare.  La Mostra si concluderà domenica e siete tutti invitati al cocktail di rito alle 18 (Gran Caffé Rapallo). Un ringraziamento particolare al nostro socio Assessore Gianni Arena che ci sostiene molto da vicino, così come il nostro caro amico e socio Umberto Ricci, "recentissimo" autore di un libro di storia ecclesiale rapallese andato quasi esaurito in pochissimi giorni.

Un grazie a tutti i soci che ci aiutano, specialmente a coloro che in silenzio ci sostengono e ci sono sempre vicini.

4.12.2010

il libro "U-BOOT 455, il Sottomarino della Leggenda" (30 Immersioni tra i relitti della provincia di Genova), che il socio Emilio Carta ha scritto insieme al sub Lorenzo Del Veneziano, é stato presentato Sabato alla 10 presso l'Oratorio dei Bianchi. Relatrice la giornalista del Corriere della Sera Erika Dellacasa. L'incontro con il pubblico é stato preceduto dalla proiezione di un film-documentario sui principali relitti della Liguria.

Ho già avuto modo di scrivere e di parlarvi di questa opera che va a concludere la TRILOGIA sui RELITTI ITALIANI più importanti. In questa ultima fatica, Emilio e Lorenzo hanno messo a frutto, ognuno nel proprio ambito, il peso di una esperienza in materia di esplorazioni subacquee che dura  da oltre un ventennio e che li pone "meritatamente" ai vertici di questa disciplina che ad ogni scoperta di rilievo, come il caso dell'U-BOOT tedesco, diventa sempre più attraente e affascinante. Il CLUB degli appassionati d'Archeologia Marina si sta espandendo a macchia d'olio ed il successo ottenuto ci ha dato l'occasione di cogliere una nuova emozione.

ALLEGATO N.6

12 dicembre

Incidente Jolly Amaranto

PARTITA da Genova, la portacontainer (Roll-on/Roll-off) della Compagnia Messina aveva fatto sosta a Malta per salpare poi  l’8 dicembre alla volta di Alessandria d’Egitto, dove sarebbe dovuta arrivare a mezzogiorno di ieri 11 dic. «Siamo tesi e preoccupati, ma l’equipaggio sta gestendo in modo brillante e professionale la situazione — diceva ieri sera l’amministratore delegato della ‘Ignazio Messina’, Stefano Messina — Ci preme l’incolumità dei marinai». Messina ha anche garantito che le merci pericolose trasportate a bordo della Jolly Amaranto non potrebbero comunque provocare un disastro ambientale. Tra queste, chiuse in 39 container, ci sono anche pitture, inchiostro da stampa, pneumatici pressurizzati, alcol, liquidi infiammabili e sostanze chimiche. «Tutti prodotti — ha spiegato Messina — sottoposti ai controlli della Capitaneria e che ricadono nella categoria internazionale classificata ‘Imco 3’».

L’Unità di crisi della Farnesina è rimasta in stretto contatto con l’ambasciata e il Consolato Italiano di Alessandria. In serata due rimorchiatori sono partiti dall’Egitto e da Creta. Sul posto sono stati dirottati anche un mercantile e una petroliera.

La nave mercantile italiana, con a bordo 16 marinai italiani e 5 rumeni, ha lanciato il primo segnale d’allarme intorno a mezzogiorno quando il comandante Federico Gatto ha segnalato un’avaria ai motori. Ma la vera richiesta di aiuto (SOS) lo ha lanciato ben più tardi, alle alle 18 di sabato, e pare sia seguita persino la volontà di abbandonare la nave. Nel frattempo, ad Alessandria d’Egitto, i rimorchiatori avevano già acceso i motori per correre in soccorso della “Jolly Amaranto”, ma le proibitive condizioni del tempo li hanno rispediti indietro.

La nave, priva dei motori, si sottolinea dalla HYPERLINK "http://www.guardiacostiera.it/"Guardia Costiera italiana, era di fatto ingovernabile e la forza delle onde rischiava di far saltare gli ancoraggi del carico - una decina i container già finiti in mare - che poteva così finire contro le paratie della nave e aprire una falla. Il movimento di camion e container, inoltre, causava un consistente spostamento del peso del carico da una parte o dall'altra della nave, facendola rovesciare.

L'INCIDENTE (secondo quanto rende noto la Guardia Costiera italiana che è in costante contatto con le autorità egiziane), è avvenuto alle 11.40 locali a circa 50 miglia a nord delle coste egiziane. La Jolly Amaranto è una nave portacontainer di 10mila tonnellate di stazza, lunga 145 metri e costruita nel 1977 della Linea Messina dell'armatore genovese Ignazio Messina -L'SOS è partito dopo un'avaria ai motori che ha lasciato la nave in balia del mare molto mosso. La Jolly Amaranto, che a bordo ha rotabili e container di cui 22 contenenti merci pericolose, ha anche perso in mare otto o dieci container.

Questa è la vera fotografia della Jolly Amaranto. Nel web girano foto fasulle e persino il TG di sabato sera e domenica mattina hanno mostrato un’altra nave di MESSINA sbandata, ma si trattava di una nave degli anni ’60 con bighi e stive.

COMMENTO:

- Ho sottolineato in rosso la data di nascita della nave, 1977.

Una nave, presso certe Marine appunto con la M maiuscola, è considerata vecchia dopo 5 anni. Dopo 34 anni di vita, oggi troviamo persino patetico leggere di onde alte 13 metri.... e di tsunami vari.....che hanno investito la nave e l’intero Egitto ecc..

- Già quando ero in servizio, (sono andato in pensione nel 2000, questa nave arrivava a Genova sempre con  avarie in macchina o all’elica di prora, vedi foto)

- Quante navi della stessa Società sono finite in secca? Ho perso il conto!

- Dalle 11.40, ora dell’avaria, la richiesta d’aiuto (S.O.S) è partita alle 18.00.

- Allora le domande che ci poniamo sono:

C’era davvero quel mare?  E’ stato il mare grosso a causare l’avaria in macchina, oppure la vecchiaia, o la mancanza di manutenzione? La nave non proveniva dall’Atlantico, ma da Malta e da Genova. Possibile che non si fosse manifestato alcun sintomo di  malattia in sala-macchine?

Perché il comandante ha aspettato così tanto a chiedere soccorso in presenza di una avaria tanto grave, con 21 persone a bordo e carico pericoloso? Tutti sappiamo cosa ha sempre trasportato Messina e delle inchieste aperte dalla magistratura a suo carico....

- L’ultima domanda ce la poniamo guardando la foto. Come è possibile che una nave di 34 anni navighi con tanti containers appilati in coperta che gli impediscono persino la visibilità in navigazione ed in manovra?

Ogni ipotesi rimane aperta. Personalmente penso a quel disgraziato equipaggio che pur di guadagnarsi il pane ...

E qui mi fermo...

Il Presidente

Carlo GATTI